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Affitti brevi, bocciato in Puglia il CIR come requisito per il CIN

La Corte costituzionale boccia il codice regionale come requisito preliminare per il CIN in Puglia: restano gli obblighi nazionali.

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Affitti brevi, bocciato in Puglia il CIR come requisito per il CIN

Per proprietari e gestori di affitti brevi in Puglia cade la norma che subordinava il codice identificativo nazionale, CIN, all’acquisizione del codice regionale, CIR. La Corte costituzionale l’ha dichiarata illegittima con la sentenza depositata l’8 ottobre 2026: la cessazione dell’efficacia decorre dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

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Che cosa cambia per ottenere il CIN?

La legge pugliese perde la disposizione che rendeva il CIR un passaggio preliminare obbligatorio per ottenere il CIN. La bocciatura riguarda l’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge regionale n. 15 del 29 settembre 2025, che aveva modificato la disciplina della banca dati regionale delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche.

Imporre agli operatori locali un onere aggiuntivo per accedere al codice nazionale viola la competenza esclusiva dello Stato sulla tutela della concorrenza. Le condizioni di accesso al mercato devono mantenere uniformità sul territorio nazionale, anche quando la disciplina coinvolge il turismo.

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Chi è interessato e che cosa succede al CIR?

La decisione interessa direttamente gli operatori delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche in Puglia, compresi i proprietari che concedono abitazioni in affitto breve. Il punto centrale riguarda il rapporto tra registrazione regionale e attribuzione del codice nazionale.

La registrazione statale e quella regionale mediante codici diversi possono coesistere. La sentenza riconosce questa possibilità e censura la qualificazione del codice regionale come requisito preliminare per quello statale: la presenza di un CIR e l’obbligo nazionale del CIN restano quindi questioni distinte.

Da quando produce effetti la decisione?

La disposizione dichiarata illegittima cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione, in base all’articolo 136 della Costituzione. Il deposito della sentenza n. 163 è avvenuto l’8 ottobre 2026; nella scheda ufficiale consultata la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è ancora indicata.

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Il deposito e la pubblicazione sono passaggi distinti. La decorrenza della cessazione dell’efficacia della norma dipende dalla pubblicazione della decisione.

Quali obblighi nazionali restano?

Resta l’obbligo di ottenere il CIN per le locazioni brevi, le locazioni per finalità turistiche e le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. La disciplina nazionale prevede l’esposizione del codice e la sua indicazione negli annunci.

  • Il CIN va esposto all’esterno dello stabile, rispettando gli eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici.
  • Il codice va indicato negli annunci pubblicati o comunicati.
  • Anche intermediari e gestori di portali devono indicare il CIN negli annunci di loro competenza.

La richiesta del codice nazionale avviene attraverso la Banca dati delle strutture ricettive, BDSR, con accesso tramite SPID o CIE e verifica dei dati dell’immobile o della struttura. Restano inoltre i requisiti di sicurezza previsti per le abitazioni destinate alle locazioni brevi o turistiche, compresi gli estintori e, nei casi previsti, i rilevatori di gas combustibili e monossido di carbonio.

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