Il bonus casa spetta anche a chi sostiene la spesa con fatture intestate a un’altra persona, purché abbia diritto alla detrazione e integri i documenti con nome e quota pagata. Il chiarimento dell’8 giugno 2026 riguarda i contribuenti che condividono le spese edilizie e conferma una regola già esistente.
Chi può detrarre una fattura intestata ad altri?
Può beneficiare della detrazione chi sostiene effettivamente la spesa e possiede i requisiti dell’agevolazione, anche quando fattura o bonifico riportano un altro intestatario. La possibilità riguarda le situazioni in cui più persone hanno diritto al bonus casa.
Il caso esaminato riguarda un contribuente che ha acquistato un’abitazione insieme alla moglie e ha pagato fatture per materiali e servizi intestate a lei. Il riconoscimento della sua quota prescinde dal fatto che il bonifico parta da un conto corrente cointestato.
Tra i beneficiari rientrano proprietari, titolari di diritti reali e, alle condizioni previste, inquilini, comodatari e familiari conviventi. Il pagamento deve accompagnarsi al titolo o alla situazione personale che consente l’accesso all’agevolazione.
Come si integrano i documenti?
I documenti di spesa devono riportare il nominativo di chi ha sostenuto il costo e la relativa percentuale. La ripartizione corrisponde alla spesa effettivamente rimasta a carico di ciascun beneficiario.
- Il nominativo identifica il contribuente che ha pagato.
- La percentuale indica la sua quota della spesa documentata.
- L’integrazione deve risultare fin dal primo anno di utilizzo della detrazione.
Restano necessari gli altri documenti dell’agevolazione: fatture o ricevute fiscali e ricevute dei bonifici devono essere conservate ed esibite in caso di controllo. Per i pagamenti soggetti a bonifico parlante restano richiesti causale, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita Iva o codice fiscale del destinatario.
Da quando vale il chiarimento?
La risposta a interpello 119/2026 è dell’8 giugno 2026 e ribadisce le indicazioni già contenute nella circolare 17/E del 26 giugno 2023. La data rilevante per integrare i documenti è il primo anno di fruizione del beneficio.
La ripartizione della spesa già sostenuta non può essere modificata negli anni successivi. Le quote utilizzate nelle dichiarazioni successive seguono quindi l’attribuzione documentata all’inizio.
Quanto spetta a chi ha pagato?
La detrazione riguarda la quota sostenuta dal contribuente, con l’aliquota applicabile alla sua situazione. Per le spese del 2026 il bonus casa prevede il 36%, elevato al 50% per proprietari o titolari di diritti reali che intervengono sull’abitazione principale, entro il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
Il beneficio si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo. Ciascuna quota è utilizzabile entro l’Irpef dovuta nell’anno: l’eventuale eccedenza non dà diritto a rimborso.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o previdenziale.