I lavoratori dipendenti che non hanno recuperato nel 730 il trattamento integrativo spettante per il 2025 possono correggere la dichiarazione già presentata. Il termine per il 730 integrativo è il 26 ottobre 2026: il beneficio, conosciuto come ex bonus Renzi, arriva fino a 1.200 euro annui, se spettante.
Chi può recuperare il trattamento integrativo?
Il recupero riguarda i titolari di redditi da lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati che rispettano le condizioni previste e non hanno ricevuto tutto il beneficio. Il trattamento non erogato dal datore di lavoro, in tutto o in parte, viene riconosciuto nella dichiarazione dei redditi.
Per il periodo d’imposta 2025, il diritto dipende dal reddito complessivo e dal rapporto tra imposta e detrazioni:
- Fino a 15.000 euro, l’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente e assimilati deve superare la detrazione per lavoro dipendente, diminuita di 75 euro rapportati al periodo di lavoro nell’anno.
- Oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, resta necessaria la verifica della capienza sui redditi di lavoro; inoltre, la somma delle specifiche detrazioni previste deve superare l’imposta lorda complessiva.
Per questa seconda fascia contano, tra le altre, le detrazioni per familiari a carico e lavoro dipendente, gli interessi su prestiti o mutui contratti entro il 2021 e determinate rate relative a spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.
Quanto si può recuperare?
Il limite è 1.200 euro annui, mentre il recupero riguarda la quota spettante rimasta non riconosciuta. Nella fascia oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, l’importo è la differenza tra le detrazioni ammesse e l’imposta lorda, entro quel limite.
Il ricalcolo considera tutti i redditi dichiarati e il risultato compare nel prospetto di liquidazione 730-3. L’assenza del trattamento in busta paga, da sola, non dimostra il diritto al rimborso.
Come si presenta il 730 integrativo?
Il 730 integrativo si presenta a un CAF o a un professionista abilitato entro il 26 ottobre 2026. Questa procedura ammette correzioni che producono un maggiore credito, un minor debito oppure lasciano invariata l’imposta, anche quando l’assistenza originaria è stata prestata dal datore di lavoro.
Per recuperare il beneficio attraverso questa strada, la dichiarazione già inviata deve quindi contenere un errore o un’omissione da correggere. Il credito risultante dal 730 viene rimborsato dal sostituto d’imposta oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate quando manca un sostituto tenuto al conguaglio.
Cosa succede dopo il 26 ottobre?
Dopo la scadenza del 730 integrativo resta disponibile il modello Redditi per correggere la dichiarazione. Il modello Redditi correttivo può essere presentato entro il 2 novembre 2026; successivamente è possibile presentare Redditi integrativo entro il 31 dicembre 2031.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o previdenziale.