La CFTC, autorità statunitense sui derivati, il 9 ottobre 2026 ha proposto di includere espressamente alcuni contratti evento nella definizione di swap. L’intervento riguarda prodotti legati anche a sport, politica, cultura e meteo, negoziati su piattaforme come Kalshi, e punta a chiarirne l’inquadramento nella vigilanza federale.
Quali contratti riguarda la proposta?
I contratti evento sono strumenti finanziari il cui valore dipende dall’esito di un avvenimento. Spesso prevedono posizioni su un risultato espresso come sì o no, una scadenza e un pagamento prestabilito legato all’esito.
La proposta interviene sulla definizione regolamentare di swap per includere esplicitamente questi prodotti. La CFTC considera i contratti interessati strumenti già comunemente riconosciuti come swap nel settore e intende eliminare le ambiguità sulla loro classificazione.
L’autorità rivendica la competenza esclusiva su questi derivati nell’ambito del Commodity Exchange Act. La questione è al centro delle controversie con diversi Stati americani, che sostengono di avere competenza sulle operazioni sportive offerte dalle piattaforme attraverso le proprie norme sul gioco.
Come vengono trattate le scommesse dei bookmaker?
Nella stessa giornata, la CFTC ha adottato una regola finale provvisoria che esclude i prodotti di gioco da casinò dalla definizione di swap. L’esclusione comprende le scommesse presso i bookmaker e i giochi da casinò.
Questo provvedimento codifica una posizione che l’autorità sostiene da tempo sui limiti delle proprie competenze. La sua efficacia decorre dalla pubblicazione nel Federal Register, il registro ufficiale degli atti federali statunitensi.
Da quando cambia la disciplina dei contratti evento?
L’inclusione esplicita dei contratti evento è ancora una proposta, sottoposta a consultazione pubblica. I commenti devono essere presentati per iscritto attraverso Regulations.gov entro 30 giorni dalla pubblicazione della proposta nel Federal Register.
Anche la regola finale provvisoria sulle attività di gioco prevede un periodo di 30 giorni per i commenti, decorrente dalla propria pubblicazione nel registro federale.
Le controversie giudiziarie restano aperte: le corti d’appello federali hanno emesso decisioni di segno diverso sulla competenza degli Stati. Alla Corte Suprema è stato chiesto di risolvere la questione.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.