La Banca centrale d’Irlanda ha annunciato il 22 ottobre 2026 una sanzione di 3.252.618 euro contro Coinbase Ireland per carenze nella tutela dei fondi dei clienti e nei controlli sulle attività esternalizzate. Il caso riguarda la società che fornisce moneta elettronica anche ai clienti italiani; l’efficacia della sanzione richiede la conferma giudiziaria.
Quali carenze riguardano i fondi dei clienti
Le violazioni coprono il periodo dal 1° novembre 2020 al 19 agosto 2025. Coinbase Ireland dipendeva eccessivamente dalle società statunitensi del gruppo per le procedure di salvaguardia, senza disporre localmente di competenze e controlli sufficienti a sorvegliarle.
Per oltre quattro anni, i fondi dei suoi clienti sono stati mescolati con fondi estranei alla clientela della società irlandese. Alcuni versamenti sono transitati attraverso conti bancari intestati e controllati da altre società del gruppo.
Errori nei sistemi di calcolo e verifiche insufficienti hanno inoltre lasciato il conto destinato alla salvaguardia con somme inferiori a quelle dovute per almeno 18 mesi. Sono emerse anche carenze nelle procedure per individuare e comunicare all’autorità modifiche rilevanti degli accordi di protezione.
Qual è il collegamento con gli utenti italiani
Il contratto applicabile ai clienti italiani dal 15 settembre 2025 assegna a Coinbase Ireland i servizi di moneta elettronica e a Coinbase Luxembourg i servizi sulle criptoattività, tra cui custodia e compravendita.
Il collegamento con l’Italia riguarda quindi il denaro versato in cambio della moneta elettronica utilizzabile sulla piattaforma. Il contratto prevede che questi saldi siano separati dagli altri fondi della società e vieta di impiegarli per le sue attività o prestarli ad altri clienti.
Quando entra in vigore la sanzione
Coinbase Ireland ha ammesso le violazioni e accettato le sanzioni nell’accordo raggiunto il 21 ottobre. La penalità iniziale di 4.646.597 euro è stata ridotta del 30% attraverso la procedura di accordo, arrivando a 3.252.618 euro.
Il provvedimento comprende anche una censura formale. Le sanzioni avranno effetto dopo la conferma dell’Alta Corte irlandese. Il programma correttivo imposto dopo l’ispezione è stato chiuso nel giugno 2026, dopo il completamento delle verifiche esterne.
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