Articolo generato con l'intelligenza artificiale dalla Redazione Coinlabs.
La Consob ha ordinato l’oscuramento di 10 siti internet nell’ambito del contrasto all’abusivismo finanziario, come riportato negli avvisi ai risparmiatori. Il provvedimento riguarda servizi e attività di investimento su strumenti finanziari e servizi sulle cripto-attività: in entrambi i casi, le attività erano offerte senza autorizzazione.
Per la componente relativa alle cripto-attività, i servizi erano rivolti ai risparmiatori italiani. L’oscuramento coinvolge i fornitori di connettività operanti sul territorio italiano. È questo il perimetro dell’intervento indicato dall’autorità, che affianca ai provvedimenti contro i siti abusivi le segnalazioni sulle condotte ingannevoli utilizzate per proporre investimenti.
Quali siti ha oscurato la Consob?
Dei siti interessati dal provvedimento, 5 prestavano servizi e attività di investimento su strumenti finanziari senza autorizzazione. Gli altri 5 prestavano abusivamente servizi per le cripto-attività. La distinzione riguarda quindi il tipo di servizio offerto, mentre l’assenza di autorizzazione accomuna le attività oggetto dell’intervento.
Con questi provvedimenti, sale a 1848 il numero dei siti complessivamente oscurati dalla Consob a partire da luglio 2019. Di questi, 240 riguardano fenomeni legati alle cripto-attività. Il dato complessivo comprende dunque sia l’ambito finanziario sia quello delle cripto-attività, al quale si riferisce una parte degli oscuramenti.
Il nuovo intervento si inserisce in questa attività di contrasto all’abusivismo. Per i risparmiatori italiani destinatari delle offerte sulle cripto-attività, il punto evidenziato dalla Consob è preciso: i servizi oggetto del provvedimento erano prestati senza l’autorizzazione necessaria.
Che cosa segnala la Consob sui siti clonati?
La Consob segnala anche condotte ingannevoli basate su siti clonati, profili contraffatti di personaggi famosi e contenuti generati con intelligenza artificiale. Sono gli elementi richiamati dall’autorità nell’allerta rivolta ai risparmiatori, accanto ai provvedimenti di oscuramento per i servizi offerti abusivamente.
Il richiamo riguarda l’apparente autenticità degli inviti a investire. Un profilo che presenta un personaggio famoso o un contenuto che sembra autentico non deve diventare il motivo per aderire a un’offerta senza le verifiche indicate dalla Consob. L’autorità invita a consultare i propri avvisi.
La segnalazione sulle condotte ingannevoli accompagna il contrasto ai servizi non autorizzati. L’attenzione richiesta al risparmiatore riguarda quindi sia l’operatore che propone l’investimento, sia gli inviti e i contenuti attraverso i quali l’offerta viene presentata.
Che cosa non bisogna fare prima di aderire?
Non investire senza aver verificato preventivamente che l’operatore sia autorizzato. È l’indicazione che riguarda direttamente il requisito assente nelle attività colpite dal provvedimento. La verifica deve precedere la decisione di investire, anche quando la proposta riguarda servizi sulle cripto-attività rivolti ai risparmiatori italiani.
Non aderire inoltre a offerte senza verificare la pubblicazione del prospetto informativo o del white paper previsto. Il richiamo alla documentazione si aggiunge a quello sull’autorizzazione dell’operatore: sono gli aspetti da controllare prima di accettare la proposta.
Per gli inviti che fanno leva su personaggi famosi o su contenuti apparentemente autentici, l’indicazione è di non fidarsi di questi elementi e di consultare gli avvisi della Consob. Il riferimento dell’autorità comprende espressamente i profili contraffatti e i contenuti generati con intelligenza artificiale.