ESMA, l’autorità europea dei mercati finanziari, ha avviato il 9 ottobre 2026 una raccolta di contributi sul collaterale tokenizzato nelle controparti centrali dell’UE. L’esame riguarda i rischi legali, di liquidità e operativi delle garanzie. Per gli operatori italiani coinvolti nella compensazione centrale, questa fase non introduce nuovi obblighi.
Quali rischi vengono esaminati
Il punto centrale è verificare se le controparti centrali, o CCP, possono accedere alle garanzie tokenizzate, trasferirle e convertirle in liquidità anche durante una crisi o dopo l’insolvenza di un partecipante alla compensazione. Le garanzie devono restare di alta qualità, liquide e utilizzabili nei tempi necessari.
Il documento di consultazione sul collaterale tokenizzato esamina la certezza dei diritti sulle attività, la protezione dei beni dei clienti e l’irrevocabilità dei trasferimenti. Un token può qualificarsi come strumento finanziario senza che la sola registrazione su un registro distribuito basti a creare o proteggere diritti di proprietà nel diritto nazionale.
Sul piano operativo, vengono esaminati interruzioni delle piattaforme, errori negli smart contract, problemi nella gestione delle chiavi e incidenti informatici. L’analisi riguarda anche le dipendenze da fornitori e infrastrutture che possono ostacolare l’accesso alle garanzie.
Cosa cambia per gli intermediari in Italia
La raccolta si rivolge a CCP, partecipanti alla compensazione e loro clienti, depositari centrali, custodi, agenti triparty e fornitori di soluzioni di tokenizzazione. Il perimetro comprende quindi gli operatori italiani che svolgono queste attività.
La consultazione non modifica le categorie di attività ammesse come garanzia presso le CCP. Valuta come la tokenizzazione incide sulla gestione di attività già ammissibili e sull’adeguatezza del quadro esistente, che comprende i requisiti del regolamento EMIR.
Sono esaminati sia i token che rappresentano attività custodite nelle infrastrutture tradizionali, chiamati digital twins, sia le attività emesse direttamente su registri distribuiti. Rientrano nell’esame anche modelli ibridi e collegamenti con denaro tokenizzato.
Quando scade la raccolta e cosa succede dopo
I contributi possono essere inviati online entro il 15 gennaio 2027, usando il modulo predisposto. Le risposte saranno pubblicate dopo la chiusura, salvo richiesta di riservatezza.
ESMA esaminerà i contributi nel primo trimestre del 2027. La valutazione servirà a decidere eventuali interventi regolatori o di convergenza della vigilanza nell’ambito delle sue competenze.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.