Il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) ha pubblicato il 12 ottobre 2026 un’analisi sulle stablecoin globali e indica la condivisione transfrontaliera delle informazioni e la preparazione alle crisi tra le priorità. L’attenzione riguarda anche le stablecoin emesse congiuntamente da società collegate, con riserve separate.
Quali rischi presenta l’emissione congiunta
Nei modelli con più emittenti, società collegate condividono la responsabilità per una stessa stablecoin, mantenendo riserve distinte. Quando i possessori possono chiedere il rimborso a qualsiasi emittente, le richieste possono concentrarsi su una sola società, mentre gli attivi necessari si trovano in altre giurisdizioni.
Il riequilibrio delle riserve dipende dalla possibilità di trasferirle, dall’accesso ai mercati e dal coordinamento tra le società. Durante una crisi questi meccanismi possono incontrare ostacoli.
La difficoltà di individuare la residenza dei possessori può inoltre rendere incerta l’attribuzione delle passività e dei diritti di rimborso. In caso di insolvenza, può risultare complesso stabilire quale disciplina nazionale applicare.
Quali informazioni servono alle autorità
Il monitoraggio comprende la distribuzione geografica dei possessori, dei rimborsi e delle riserve, insieme alla liquidità e alla struttura dei mercati secondari. Questi elementi assumono particolare rilievo per le emissioni congiunte.
Le transazioni pseudonime sulle blockchain pubbliche rendono difficile attribuire le attività a Paesi e utilizzi specifici. Anche le differenze nei metodi impiegati dai fornitori privati di dati limitano la comparabilità delle informazioni.
Cosa cambia in Italia e quali sono i prossimi passi
Le indicazioni del FSB non sono giuridicamente vincolanti e non introducono obblighi direttamente applicabili agli utenti italiani. Le politiche concordate a livello internazionale vengono attuate dalle autorità nelle rispettive giurisdizioni.
Il lavoro accompagna la lettera del presidente Andrew Bailey ai ministri delle Finanze e ai governatori delle banche centrali del G20, pubblicata in vista della riunione del 15 ottobre. Le normative nazionali sulle stablecoin si sviluppano a velocità diverse e i meccanismi di cooperazione per gestire crisi transfrontaliere restano poco sviluppati.
I prossimi ambiti di lavoro comprendono il rafforzamento del monitoraggio, il sostegno all’attuazione delle raccomandazioni del 2023 e la raccolta di informazioni sui piani per affrontare difficoltà o fallimenti delle stablecoin globali.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.