Per le pensioni con decorrenza dal 2027, il montante contributivo accumulato fino alla fine del 2025 viene rivalutato del 6,3359%. L’aggiornamento riguarda i lavoratori con un assegno calcolato, interamente o in parte, con il sistema contributivo. La percentuale aumenta il capitale utilizzato per determinare la pensione.
Quanto cresce il montante contributivo?
L’aumento è del 6,3359% sul capitale contributivo interessato dalla rivalutazione. Il tasso annuo di capitalizzazione relativo al 2026 è pari a 0,063359 e il coefficiente da applicare è 1,063359.
Il meccanismo segue la variazione media quinquennale del prodotto interno lordo nominale. Per l’aggiornamento del 2026 si considerano i cinque anni precedenti: il parametro serve a rivalutare i contributi già accumulati durante la carriera.
Il montante è il capitale contributivo individuale formato sommando i contributi di ciascun anno, rivalutati nel tempo. Nel calcolo entrano i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa, oltre a quelli da riscatto o ricongiunzione riconosciuti all’assicurato.
Chi è interessato?
Sono interessati i lavoratori la cui pensione comprende una quota calcolata con il sistema contributivo, inclusi quelli prossimi al pensionamento. L’effetto riguarda quindi sia le pensioni interamente contributive sia la componente contributiva delle pensioni miste.
Le situazioni principali dipendono dall’anzianità contributiva maturata:
- Lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995: la pensione segue il sistema contributivo.
- Lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: il calcolo contributivo riguarda le anzianità dal 1° gennaio 1996.
- Lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: il calcolo contributivo riguarda le anzianità dal 1° gennaio 2012.
Nelle pensioni miste, la quota retributiva viene determinata con regole distinte, legate alle retribuzioni o ai redditi pensionabili e all’anzianità maturata.
Da quando si applica?
La rivalutazione relativa al 2026 viene effettuata al 31 dicembre 2026 e produce effetti per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Il capitale interessato è quello accumulato fino al 31 dicembre 2025.
La contribuzione del 2026 resta esclusa da questa rivalutazione annuale. Il meccanismo annuale esclude infatti i contributi dello stesso anno, che concorrono comunque alla formazione del montante utilizzato per calcolare la pensione.
Quanto aumenta l’assegno?
L’effetto sull’assegno dipende dal montante individuale, dall’età al pensionamento e dal peso della quota contributiva sul trattamento complessivo. La percentuale di rivalutazione del capitale non coincide automaticamente con quella di aumento della pensione mensile.
La pensione annua contributiva si ottiene moltiplicando il montante per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età del lavoratore. Dal 1° gennaio 2027 entrano in vigore anche i coefficienti aggiornati con il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026, da utilizzare per convertire il capitale rivalutato in rendita pensionistica.
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