Articolo generato con l'intelligenza artificiale dalla Redazione Coinlabs.
I contributi accertati indispensabili per il pensionamento degli autonomi devono essere saldati entro 30 giorni con un versamento unico, anche quando l’assegno è già in pagamento. Il chiarimento INPS del 19 ottobre 2026 riguarda artigiani, commercianti, autonomi agricoli e iscritti alla Gestione Separata. L’omesso pagamento comporta annullamento e recupero degli assegni.
Chi è interessato?
Sono coinvolti gli autonomi con contributi ricalcolati necessari al pensionamento:
- artigiani;
- commercianti;
- lavoratori autonomi agricoli;
- iscritti alla Gestione Separata, inclusi i professionisti senza cassa.
L’accertamento può essere effettuato dall’INPS oppure dall’Agenzia delle Entrate. La condizione decisiva è che i versamenti siano indispensabili per ottenere la pensione. L’importo da saldare è quello risultante dall’accertamento contributivo.
Che cosa succede se il pagamento manca?
Il mancato saldo entro il termine determina la cancellazione del trattamento fin dalla sua decorrenza iniziale e la richiesta di restituzione delle somme pensionistiche erogate indebitamente.
L’effetto riguarda quindi anche gli assegni già ricevuti. Per continuare a percepire la pensione occorre pagare l’importo accertato integralmente e rispettare la scadenza.
Come incide la regolarizzazione sulla pensione anticipata?
Per le Gestioni speciali degli autonomi, il versamento tardivo dei contributi determinanti può spostare la decorrenza della pensione anticipata al mese successivo alla regolarizzazione, su istanza dell’interessato.
Le regole sulla decorrenza del 7 ottobre 2022 riguardano periodi contributivi anteriori alla domanda, regolarizzati dopo la sua presentazione e necessari a raggiungere il diritto alla prestazione. Il quadro comprende pensione anticipata, assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità e pensione di vecchiaia: ciascun trattamento richiede di considerare le proprie condizioni di accesso.
Quando manca il requisito contributivo, la domanda di pensione anticipata viene respinta. La liquidazione può avvenire dopo la sistemazione della posizione, su richiesta del lavoratore, purché sussistano anche gli altri requisiti e le condizioni previste.
La regolarizzazione può intervenire durante il procedimento amministrativo, entro i termini di decadenza dall’azione giudiziaria. L’eventuale finestra pensionistica viene verificata rispetto alla maturazione dei requisiti; il provvedimento di liquidazione deve spiegare che la decorrenza tiene conto della data di regolarizzazione.
Come funziona per la vecchiaia e l’invalidità?
La pensione di vecchiaia decorre dal mese successivo al perfezionamento dei requisiti anche quando vengono regolarizzati, dopo la domanda, contributi determinanti riferiti a periodi precedenti senza copertura.
Resta la facoltà di chiedere la decorrenza dal mese successivo alla domanda. Per assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità, la decorrenza è fissata al mese successivo alla regolarizzazione dei contributi necessari, con verifica del requisito sanitario e delle condizioni di erogabilità previste per l’inabilità.
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