L’INPS ha chiarito come valutare i contributi esteri per le pensioni in cumulo dei lavoratori con carriere in Italia e oltreconfine. Le istruzioni del 20 ottobre 2026, rese note il 21 ottobre, precisano le condizioni di accesso, il trattamento minimo e la verifica dell’importo soglia per la pensione di vecchiaia.
Si tratta di chiarimenti operativi per l’esame delle domande, che riepilogano anche le regole già applicate.
Chi è interessato dal chiarimento?
Sono interessati i lavoratori che utilizzano il cumulo tra gestioni previdenziali italiane e fanno valere anche periodi assicurativi esteri per ottenere la pensione.
Il cumulo permette di utilizzare periodi assicurativi non coincidenti presenti in diverse gestioni italiane per conseguire un’unica pensione. La valutazione dei contributi esteri si inserisce nella verifica del diritto al trattamento.
Per utilizzare i periodi esteri occorre:
- aver maturato in Italia la contribuzione minima richiesta: 52 settimane per la normativa europea oppure il periodo previsto dall’accordo bilaterale applicabile;
- avere almeno una gestione italiana coinvolta nel cumulo che possa riconoscere i periodi esteri;
- utilizzare tali periodi perché necessari per il diritto o perché consentono un trattamento più favorevole.
Come incidono i contributi esteri sul calcolo?
La pensione italiana in cumulo è calcolata sui periodi maturati nelle gestioni italiane coinvolte. I periodi esteri anteriori al 1° gennaio 1996 rilevano per individuare il sistema pensionistico applicabile e i requisiti di accesso.
L’integrazione al trattamento minimo è possibile per la pensione in cumulo nel sistema misto anche quando le singole quote italiane sono calcolate con il contributivo. Servono i requisiti reddituali e almeno una quota presso una gestione che riconosce il beneficio.
Quando è esclusa la verifica dell’importo soglia?
Per la pensione di vecchiaia in cumulo nel sistema misto, la verifica è esclusa se, dopo l’ultima contribuzione italiana nella Gestione separata, risultano periodi esteri utilizzabili per il diritto in una gestione che non richiede tale soglia. Per i Fondi speciali occorre verificare le specifiche condizioni di riconoscimento del lavoro estero.
Come si presenta la domanda?
Il canale dipende dalla residenza: chi risiede in Italia presenta di regola la domanda online all’INPS; chi risiede in uno Stato che applica i regolamenti europei o un accordo bilaterale si rivolge all’istituzione previdenziale del Paese di residenza. L’istituzione estera trasmette poi la documentazione all’INPS.
Per individuare l’ente che istruisce il cumulo conta l’ultima contribuzione italiana, anche se successivamente il lavoratore ha versato contributi all’estero.
Informazioni tratte da fonti ufficiali alla data dell'articolo. Per la tua situazione verifica sul sito dell'ente o con un professionista abilitato (CAF, patronato, commercialista).