Qivalis ha ottenuto l’autorizzazione come istituto di moneta elettronica dalla banca centrale olandese, De Nederlandsche Bank, annunciata il 14 ottobre 2026. La società può ora emettere token di moneta elettronica denominati in euro, sotto vigilanza continuativa. Il progetto prepara una stablecoin per pagamenti e regolamenti su blockchain nel quadro MiCA.
Cosa cambia per gli utenti in Italia
Il progetto coinvolge BPER, Banca Sella, UniCredit e Intesa Sanpaolo. BPER e Intesa Sanpaolo sono entrate nel consorzio il 20 maggio 2026, mentre Banca Sella e UniCredit figuravano già tra i partecipanti.
L’infrastruttura è progettata per sostenere pagamenti e regolamenti in euro su blockchain, con applicazioni per imprese e consumatori. Tra gli impieghi previsti rientrano la gestione della liquidità aziendale, i pagamenti transfrontalieri e il regolamento di attività tokenizzate.
La partecipazione delle banche italiane riguarda quindi la costruzione di questa infrastruttura. Qivalis non emette ancora moneta elettronica e non offre attualmente servizi di pagamento al pubblico.
Quando partirà l’emissione
L’avvio dell’emissione è previsto nei prossimi mesi. L’autorizzazione soddisfa una condizione normativa decisiva, mentre l’emissione resta soggetta ai requisiti applicabili del regolamento europeo MiCA e alla pubblicazione del white paper.
La società prepara una stablecoin con riserva integrale. Il progetto prevede una copertura in euro con rapporto 1:1.
Come sarà distribuita e utilizzata la stablecoin
La distribuzione passerà attraverso controparti idonee: banche, piattaforme di scambio di criptovalute, prestatori di servizi di pagamento e operatori delle infrastrutture di mercato. Qivalis adotta un modello B2B2X, affidando ai partner il collegamento con gli utilizzatori finali.
Le applicazioni progettate comprendono il movimento continuo della liquidità delle tesorerie aziendali e il regolamento di obbligazioni, crediti e immobili tokenizzati. Gli smart contract sono previsti per abilitare pagamenti programmabili e limitare le riconciliazioni manuali.
La società ha sede ad Amsterdam ed è partecipata da 37 banche europee di 15 paesi. Opera con una dirigenza indipendente e un consiglio di sorveglianza presieduto da Sir Howard Davies.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.