Revolut ha annunciato il 7 ottobre 2026 che sosterrà i costi di sostituzione dei documenti d’identità dei clienti coinvolti nella fuga di dati resa pubblica a settembre. L’incidente ha interessato 680 persone. L’impegno riguarda le spese per cambiare i documenti compromessi; l’azienda ha ribadito che non paga riscatti agli hacker.
Quali spese coprirà Revolut?
Revolut si farà carico dei costi associati alla sostituzione dei documenti d’identità qualora i clienti coinvolti debbano cambiarli. La direttrice generale per l’Europa occidentale, Béatrice Cossa-Dumurgier, ha confermato che l’azienda ha fornito assistenza alle 680 persone interessate, 55 delle quali in Francia.
La dichiarazione non precisa se siano già state effettuate sostituzioni né quale sarà il costo complessivo per la società. Interpellata sull’eventuale pagamento di un riscatto, Cossa-Dumurgier ha dichiarato che Revolut non paga riscatti. L’azienda aveva già comunicato di non aver ricevuto una richiesta di riscatto.
Che cosa riguarda i clienti italiani?
Tra le persone coinvolte figurano 8 italiani. Revolut aveva comunicato questo dato all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale il 15 settembre, confermando di aver trasmesso informazioni relative a 680 clienti e di aver avvisato gli interessati. Il dato è contenuto nella risposta del Governo alla Camera sulla violazione.
Per gli italiani coinvolti, l’impegno annunciato riguarda i costi legati alla sostituzione dei documenti d’identità compromessi. La dichiarazione del 7 ottobre non dettaglia condizioni specifiche per l’Italia.
Come sono stati ottenuti i dati e quali verifiche sono partite?
Revolut ha consegnato informazioni personali in risposta a richieste fraudolente provenienti da un indirizzo istituzionale compromesso. L’azienda ha dichiarato che i propri sistemi e i fondi dei clienti sono rimasti integri; dopo aver individuato l’incidente, ha bloccato l’indirizzo e avvisato le autorità competenti.
L’ACN ha analizzato un campione delle email usate per richiedere i dati. La procura di Reggio Calabria ha aperto un procedimento per accesso abusivo a un sistema informatico di pubblico interesse, mentre la Polizia di Stato ha avviato le indagini.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.