Articolo generato con l'intelligenza artificiale dalla Redazione Coinlabs.
Un cittadino fiorentino ha pagato 80 euro, comprese le spese di spedizione, per un ricambio mai ricevuto. Il presunto raggiro nella vendita online ha coinvolto un profilo WhatsApp che utilizzava la denominazione “Autodemolizioni Di Maso”, richiamando il nome di un’autodemolizione di Molfetta. L’acquirente ha presentato denuncia ai carabinieri di Scandicci.
La vicenda mette al centro la differenza tra il nome mostrato durante una trattativa e l’identità effettiva di chi propone la vendita. Secondo quanto riferito dal denunciante, la vera autodemolizione gli ha spiegato di non effettuare spedizioni: i ricambi vengono venduti con ritiro sul posto.
Come si è svolta la ricerca del ricambio?
La ricerca era cominciata l’8 ottobre, quando il padre della vittima aveva trovato su internet un annuncio relativo al pezzo cercato. Dopo una telefonata, la conversazione era proseguita su WhatsApp. Il profilo utilizzato per i contatti riportava la denominazione dell’autodemolizione.
L’acquirente ha poi pagato la somma richiesta, comprensiva della spedizione, senza ricevere il ricambio. Il pagamento e i contatti sono stati ricostruiti nella denuncia presentata il 17 ottobre alla stazione dei carabinieri di Scandicci.
Il punto da distinguere è l’uso del nome dell’attività dalla partecipazione dell’attività stessa alla vendita. Il racconto del cittadino riguarda una trattativa con un profilo che si presentava attraverso quella denominazione. Questo elemento, da solo, non conferma che l’interlocutore fosse un rappresentante dell’azienda di Molfetta.
Chi ha segnalato il caso e chi è il bersaglio?
A segnalare la vicenda a BariToday è stato il cittadino fiorentino che aveva acquistato il ricambio. L’avvertimento nasce quindi dal racconto dell’acquirente e dalla denuncia da lui presentata. Non si tratta di un avviso pubblico delle autorità.
Il bersaglio, in questo episodio, è una persona che cercava un ricambio auto online in Italia. I luoghi coinvolti sono Firenze, da cui proviene l’acquirente, Molfetta, dove si trova l’autodemolizione di cui è stato utilizzato il nome, e Scandicci, dove è stata presentata la denuncia.
La spiegazione sulle modalità di vendita della vera attività resta attribuita al denunciante: secondo il suo racconto, l’autodemolizione vende con ritiro sul posto e non spedisce. È questa la differenza concreta rispetto alla trattativa descritta, nella quale il pagamento comprendeva anche le spese di spedizione.
Cosa non fare davanti a un’offerta simile?
Non considerare il nome dell’azienda e il profilo WhatsApp una conferma dell’identità del venditore. Nella vicenda segnalata, proprio la denominazione di un’attività reale compariva nel contatto usato per proseguire la conversazione sul ricambio.
Non effettuare pagamenti prima di aver verificato l’offerta attraverso un recapito dell’azienda trovato indipendentemente dall’annuncio. La verifica deve riguardare l’offerta ricevuta e le condizioni proposte, compresa l’eventuale spedizione: il nome visualizzato nella chat non risolve questa verifica.
Non ignorare le differenze tra quanto viene comunicato nella conversazione e quanto conferma l’azienda. Se il contatto propone una spedizione mentre l’attività dichiara di vendere soltanto con ritiro sul posto, quella divergenza non va accantonata prima del pagamento.