Articolo generato con l'intelligenza artificiale dalla Redazione Coinlabs.
Le banche devono rimborsare subito le operazioni non autorizzate anche quando il cliente ha comunicato i codici ai truffatori. La Corte di giustizia Ue lo chiarisce con la sentenza del 15 ottobre 2026: il principio riguarda anche i clienti italiani. Resta possibile una successiva richiesta di restituzione.
Chi ha diritto al rimborso?
Il diritto riguarda i clienti che subiscono un pagamento non autorizzato e lo segnalano tempestivamente alla banca. La pronuncia comprende le situazioni in cui il cliente ha consentito ai truffatori di ottenere le credenziali bancarie attraverso un inganno.
L’utilizzo dello strumento di pagamento registrato dalla banca, da solo, non dimostra necessariamente l’autorizzazione dell’operazione o la negligenza grave del cliente. Il presupposto del rimborso resta quindi la mancata autorizzazione: la sentenza riguarda questa categoria di pagamenti.
Da quando vale anche in Italia?
La sentenza è stata pronunciata il 15 ottobre 2026 e interpreta gli obblighi già previsti dalla direttiva europea sui servizi di pagamento, la PSD2. L’interpretazione vincola anche i giudici italiani chiamati a decidere controversie analoghe.
In Italia, il decreto legislativo 11/2010 disciplina già il disconoscimento delle operazioni e le modalità del rimborso. Il chiarimento europeo incide sulla possibilità della banca di rifiutare subito il riaccredito invocando una grave imprudenza del cliente.
Entro quando deve arrivare il rimborso?
La banca deve rimborsare immediatamente, al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui viene a conoscenza dell’operazione o riceve la segnalazione.
Le regole europee prevedono questi termini e obblighi:
- Il cliente comunica il pagamento non autorizzato senza indugio dopo averlo scoperto.
- La segnalazione avviene, di regola, entro 13 mesi dall’addebito.
- La banca ripristina il conto nella situazione in cui si sarebbe trovato senza il pagamento.
- La data valuta del riaccredito non può essere successiva a quella dell’addebito.
La presa in carico del disconoscimento non può essere subordinata alla consegna della denuncia alle autorità. La banca può richiederla successivamente durante l’istruttoria; gli adempimenti aggiuntivi non devono ritardare la gestione della segnalazione.
La banca può chiedere indietro i soldi?
Sì, il rimborso immediato può essere seguito da una richiesta di restituzione. La banca deve dimostrare che le perdite derivano dalla violazione degli obblighi del cliente, commessa intenzionalmente o con negligenza grave, compresi quelli sulla protezione delle credenziali.
L’eccezione al rimborso immediato riguarda invece i ragionevoli sospetti di frode commessa dal cliente: la banca deve comunicarne i motivi per iscritto all’autorità nazionale competente. La semplice contestazione di una negligenza grave nella custodia dei codici non consente di rifiutare il riaccredito iniziale.
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