Articolo generato con l'intelligenza artificiale dalla Redazione Coinlabs.
La Polizia Postale segnala una nuova ondata di messaggi fraudolenti su WhatsApp: inviti a votare per presunti concorsi online, apparentemente inviati da contatti conosciuti, vengono usati per rubare gli account. Dopo la sottrazione del profilo, i criminali possono rivolgersi a familiari e amici della vittima per chiedere denaro, presentando situazioni di apparente urgenza.
Per gli utenti in Italia, il bersaglio da riconoscere è quindi una richiesta che arriva in una conversazione e sembra provenire da una persona conosciuta. Il contenuto riguarda un voto da esprimere online, ma il collegamento presente nel messaggio conduce a un sito malevolo.
Che cosa contiene il falso invito al concorso?
Il messaggio invita a votare una bambina in un presunto concorso di danza oppure in un’altra competizione online. Alla richiesta è associata una fotografia, accompagnata dal link. Sono questi gli elementi del messaggio segnalato: un invito al voto, un’immagine e un collegamento esterno alla chat.
La provenienza apparente da un contatto conosciuto è un aspetto centrale dell’avviso. Il fatto che la richiesta sembri arrivare da qualcuno presente tra i propri contatti non basta a renderla affidabile. La Polizia Postale invita a non fidarsi degli inviti a votare attraverso link esterni anche in questa circostanza.
Il concorso è il pretesto con cui viene presentato il collegamento malevolo. La richiesta iniziale non riguarda un trasferimento di denaro: propone di sostenere una partecipante con un voto. Le richieste economiche possono arrivare dopo, quando il profilo è già stato sottratto e viene utilizzato per contattare altre persone.
Chi viene colpito dopo il furto dell’account?
La prima vittima è la persona alla quale viene sottratto il profilo WhatsApp. Può perdere l’accesso al proprio account e non riuscire ad avvisare tempestivamente i contatti. Il furto può quindi compromettere anche la possibilità di segnalare subito a familiari e amici che quel profilo è stato sottratto.
I contatti della vittima diventano a loro volta i destinatari delle richieste dei criminali. Una volta ottenuto il profilo, questi possono scrivere a familiari e amici chiedendo denaro per situazioni presentate come urgenti. La richiesta economica arriva così attraverso l’account della persona conosciuta.
Nella vicenda segnalata ci sono dunque due momenti distinti: l’invito al falso concorso, rivolto a chi riceve il collegamento, e il possibile utilizzo del profilo rubato per chiedere soldi ai suoi contatti. Perdere l’accesso può impedire alla vittima di avvertirli in tempo.
Che cosa invita a non fare la Polizia Postale?
L’indicazione riguarda anzitutto gli inviti a votare tramite link esterni: non bisogna considerarli affidabili solo perché sembrano inviati da conoscenti. La familiarità del mittente apparente non elimina il rischio descritto nell’avviso sui falsi concorsi.
Un’altra indicazione è di non inserire il proprio numero di telefono nei siti raggiunti attraverso collegamenti sospetti ricevuti in chat. La richiesta di partecipare a una votazione non deve quindi portare a fornire il numero su quelle pagine.
La Polizia Postale richiama inoltre l’attenzione sui codici ricevuti per l’attivazione o la verifica di WhatsApp: non vanno comunicati a terzi. L’indicazione vale per questi codici anche quando la richiesta sembra provenire da un contatto conosciuto.