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Buoni fruttiferi postali: come funzionano

Come funzionano i buoni fruttiferi postali nel 2026: rendimenti, tasse, esclusione ISEE, rimborso e prescrizione.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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Buoni fruttiferi postali: come funzionano
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Articolo generato con l'intelligenza artificiale dalla Redazione Coinlabs.

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I buoni fruttiferi postali sono strumenti di risparmio garantiti dallo Stato: restituiscono il capitale e riconoscono gli interessi previsti dalla serie sottoscritta. Si riscuotono richiedendo il rimborso agli uffici postali; per i buoni dematerializzati, alla scadenza l’importo viene accreditato automaticamente sul rapporto di regolamento. Il rimborso anticipato segue le condizioni della serie.

Quali buoni fruttiferi postali sono in emissione nel 2026?

La gamma comprende buoni ordinari, con premio, a cedola e tipologie dedicate a specifiche condizioni di sottoscrizione. Ogni buono appartiene a una serie, identificata da una sigla: il nome commerciale, da solo, non descrive tutte le condizioni applicabili.

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Dal 22 settembre 2026 sono in emissione nuove serie di Buono Premium, Buono a cedola 8 anni, Buono 4 anni Plus, Buono soluzione eredità, Buono dedicato ai minori, Buono Rinnova 3x4 con premio e BFP Rinnova prima 3x4 Premio. Le serie sostituite cessano di essere sottoscrivibili dalla stessa data.

Tra le altre tipologie figurano il Buono per un buono 6 mesi e il Buono 3x4 con premio, con serie emesse dal 24 luglio 2026, oltre ai buoni ordinari e al Buono 4 anni risparmiosemplice. Sono presenti anche buoni indicizzati all’inflazione italiana e Buono soluzione futuro, con meccanismi di rivalutazione propri; la disponibilità alla sottoscrizione e i requisiti dipendono dalla specifica emissione.

Come cresce il rendimento nel tempo?

Il rendimento cresce secondo il calendario previsto dalla singola serie nelle emissioni che adottano questo meccanismo. Alcuni buoni prevedono rendimenti crescenti nel tempo: la remunerazione associata alla permanenza cambia al raggiungimento delle scadenze contrattuali.

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Il rendimento indicato per la scadenza finale si riferisce al periodo di possesso previsto. Per conoscere quanto viene riconosciuto a una data precedente, il riferimento è la tabella di rimborso della propria serie, con i relativi periodi di maturazione.

Il capitale è la somma sottoscritta; gli interessi costituiscono la remunerazione. I buoni sono emessi da Cassa depositi e prestiti, collocati da Poste Italiane e assistiti dalla garanzia dello Stato italiano: la garanzia riguarda gli obblighi di rimborso, mentre la misura degli interessi resta quella prevista per il buono.

Quali tasse si pagano sui buoni postali?

Gli interessi dei buoni di nuova sottoscrizione sono soggetti alla tassazione del 12,5% prevista per i buoni fruttiferi postali. Il prelievo riguarda il rendimento: la restituzione del capitale sottoscritto è distinta dagli interessi.

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La tassazione degli interessi e l’imposta di bollo hanno presupposti diversi. Sono esenti dal bollo i buoni con valore di rimborso complessivamente non superiore a 5.000 euro; per i cartacei emessi prima del 1° gennaio 2009 opera una disciplina distinta, senza questa esenzione. L’imposta gravante sui buoni viene riscossa al rimborso.

Esempio: un portafoglio composto soltanto da buoni dematerializzati, con valore di rimborso complessivo di 5.000 euro, rientra nella soglia di esenzione dal bollo. L’esenzione lascia applicabile la tassazione sugli interessi.

I buoni fruttiferi postali sono esclusi dall’ISEE?

Sì, i buoni sono esclusi dal patrimonio mobiliare ai fini ISEE entro 50.000 euro complessivi per nucleo familiare, insieme ai titoli di Stato e ai libretti di risparmio postale. Il limite si applica all’insieme degli strumenti ammessi posseduti dalla famiglia.

L’esclusione è prevista dal regolamento entrato in vigore il 5 marzo 2025 ed è operativa per la DSU dal 3 aprile 2025 e comprende anche i buoni trasferiti allo Stato. Nel 2026 resta confermata: nella DSU precompilata l’esclusione è automatica, mentre nella DSU autodichiarata viene applicata dal dichiarante.

La riduzione riguarda il patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre del secondo anno precedente alla presentazione della DSU. Il superamento della soglia lascia rilevante la parte eccedente, secondo le regole di calcolo dell’indicatore.

Esempio: un nucleo familiare possiede 50.000 euro di buoni nel patrimonio di riferimento e nessun altro strumento compreso nell’esclusione. L’intero importo rientra nel limite; la presenza di titoli di Stato o libretti postali utilizza lo stesso limite familiare.

Come si riscuotono e si può chiedere il rimborso anticipato?

I buoni si riscuotono attraverso la richiesta di rimborso; per quelli dematerializzati la liquidazione alla scadenza è automatica. È prevista anche la facoltà di rimborso anticipato, secondo modalità e condizioni del regolamento del prestito, senza commissioni per il servizio di rimborso.

  1. Si individuano intestazione, serie e data di sottoscrizione del buono.
  2. Si verifica il valore di rimborso alla data richiesta, distinguendo capitale, interessi riconosciuti e oneri fiscali.
  3. Per il cartaceo si presenta il titolo all’ufficio postale per la richiesta di liquidazione.
  4. Per il dematerializzato si utilizza il canale previsto dal contratto; alla scadenza la somma viene accreditata sul conto o libretto di regolamento.
Forma del buono Come avviene la riscossione Alla scadenza
Cartacea Richiesta con presentazione del titolo Il titolare richiede il rimborso entro il termine di prescrizione
Dematerializzata Operazione sul rapporto di regolamento, attraverso i canali abilitati Accredito automatico sul conto o libretto collegato

Il rimborso anticipato interrompe il periodo di possesso: gli interessi liquidabili dipendono dalle condizioni raggiunte. Se la serie riconosce gli interessi soltanto dopo una determinata scadenza, un rimborso precedente restituisce il capitale al netto degli oneri fiscali, senza quegli interessi.

Quando scadono i buoni e quando si prescrivono?

La scadenza dipende dalla serie; il diritto al rimborso si prescrive trascorsi dieci anni dalla scadenza del buono, sia per il capitale sia per gli interessi. Una volta prescritto, il buono non dà più diritto alla restituzione del capitale e agli interessi.

Dopo la scadenza i buoni non maturano ulteriori interessi o rivalutazioni; la prescrizione decorre dalla scadenza, anche se il titolo viene ritrovato successivamente. La conservazione del documento non prolunga il periodo di maturazione.

Per i dematerializzati, l’accredito automatico alla scadenza evita che il buono rimanga da riscuotere. La garanzia statale non elimina il termine di prescrizione previsto per i diritti sul titolo.

Domande frequenti

Si possono riscuotere i buoni online?

Sì, quando la forma dematerializzata e le condizioni contrattuali lo consentono. Il rimborso anche online è previsto, per esempio, per la tipologia BFP Rinnova Prima 3x4 Premio; il cartaceo richiede la presentazione del titolo.

Che cosa succede se si perde il buono cartaceo?

È prevista una procedura di duplicazione in caso di sottrazione, distruzione o smarrimento, svolta attraverso Poste Italiane e soggetta alla spesa indicata nel foglio informativo.

La soglia ISEE vale per ciascun intestatario?

No. Il limite di 50.000 euro riguarda l’intero nucleo familiare e comprende complessivamente buoni, titoli di Stato e libretti postali ammessi all’esclusione.

Contenuto informativo: non è una consulenza finanziaria né una sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

I contenuti di Coinlabs sono forniti esclusivamente a scopo informativo ed educativo e non costituiscono consulenza finanziaria o raccomandazioni di investimento. Le criptovalute sono asset volatili: investi solo ciò che puoi permetterti di perdere. Contenuti generati con IA. Immagini e articoli potrebbero essere generati con l'uso di intelligenza artificiale. Nonostante i controlli, potrebbero contenere inesattezze.
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