Se un exchange fallisce, l’accesso alle criptovalute in custodia potrebbe essere bloccato. Per i servizi soggetti a MiCA, gli asset dei clienti devono restare separati dal patrimonio dell’operatore, anche nell’insolvenza. Il recupero dipende dagli asset disponibili e dalla procedura; le criptovalute in un wallet personale con controllo esclusivo delle chiavi non dipendono dalla custodia dell’exchange.
Quali protezioni prevede MiCA nel 2026?
MiCA impone al custode di separare le criptoattività dei clienti dalle proprie, sia giuridicamente sia nella gestione operativa. L’articolo 75 impedisce ai creditori dell’operatore di rivalersi sulle criptoattività custodite per i clienti in caso di insolvenza.
La disciplina dei servizi per le criptoattività è applicabile dal 30 dicembre 2024, con un periodo transitorio per gli operatori già attivi. Dal 1° luglio 2026 il periodo transitorio è terminato: possono prestare questi servizi i CASP autorizzati e gli intermediari già vigilati abilitati attraverso la notifica prevista.
La precedente iscrizione al registro OAM, da sola, non consente quindi di continuare l’attività. Conta anche la società indicata nel contratto: l’autorizzazione di una società del gruppo non estende automaticamente le tutele alle altre società che utilizzano lo stesso marchio.
Le criptovalute vengono restituite tutte e subito?
La separazione patrimoniale non garantisce una restituzione integrale e immediata: occorre accertare le posizioni dei clienti e individuare gli asset effettivamente disponibili. Se emergessero ammanchi, chiavi perdute o registrazioni incomplete, il recupero potrebbe essere parziale o richiedere ulteriori accertamenti.
In Italia, l’articolo 26 del decreto legislativo 129/2024 considera le criptoattività e i fondi dei clienti un patrimonio distinto e vieta al prestatore di utilizzarli per conto proprio. Per i fondi detenuti da banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica valgono le rispettive discipline settoriali.
Il custode risponde delle perdite causate da incidenti a lui attribuibili, entro il valore di mercato delle criptoattività al momento della perdita. Questo diritto potrebbe richiedere un accertamento e, nell’insolvenza, il pagamento dipenderebbe anche dalle risorse recuperabili.
MiCA non prevede un sistema di indennizzo che compensi automaticamente le perdite dei clienti. L’abilitazione dell’exchange non equivale quindi a una garanzia di rimborso.
Cosa cambia tra custodia dell’exchange e wallet personale?
La differenza principale è chi controlla le chiavi necessarie per disporre delle criptovalute. Nella custodia dell’exchange il cliente dipende dalle procedure dell’operatore; nell’autocustodia gestisce direttamente le chiavi e la loro sicurezza.
Un’app chiamata wallet può offrire anche un servizio di custodia. Inoltre, la distinzione tra wallet connessi a internet e dispositivi offline riguarda la modalità tecnica di conservazione: occorre verificare separatamente chi controlla gli accessi.
| Aspetto | Custodia dell’exchange | Wallet personale in autocustodia |
|---|---|---|
| Controllo delle chiavi | Affidato all’operatore o al suo custode | Gestito dall’utente |
| Effetto dell’insolvenza | L’accesso potrebbe essere sospeso durante gli accertamenti | Gli asset già trasferiti non sono custoditi dall’exchange insolvente |
| Gestione del recupero | Dipende dalla procedura e dalla ricostruzione delle posizioni | Dipende dalla disponibilità delle chiavi e delle copie di recupero |
| Rischi operativi | Ammanchi, disservizi e incidenti del custode | Perdita delle chiavi, furti ed errori nei trasferimenti |
L’autocustodia richiede la gestione degli accessi. La perdita delle chiavi o delle informazioni necessarie al recupero potrebbe rendere le criptovalute inutilizzabili; restano inoltre i rischi legati alla criptoattività e alla rete.
Cosa mostrano i casi FTX e Mt.Gox?
I casi FTX e Mt.Gox mostrano che disponibilità degli asset e modalità di recupero richiedono verifiche separate. Le loro procedure estere non definiscono automaticamente il trattamento di un custode soggetto a MiCA.
Nel caso FTX, i fondi dei clienti furono utilizzati per investimenti, spese personali e rimborso di prestiti della società collegata Alameda Research. Il caso documenta il rischio di appropriazione e impiego degli asset affidati alla piattaforma.
Nel caso Mt.Gox, furono effettuati rimborsi in bitcoin e bitcoin cash a parte dei creditori nel luglio e agosto 2024 e nuovamente tra gennaio e marzo 2025. I pagamenti seguivano il piano di riabilitazione e richiedevano il completamento delle procedure previste.
Un pagamento effettuato ad alcuni creditori non dimostra che ogni cliente abbia recuperato tutto. Per valutare una restituzione contano gli asset riconosciuti, la forma del pagamento e le condizioni della singola procedura.
Cosa fare se l’exchange blocca i prelievi?
Il primo passaggio è documentare la propria posizione e verificare la causa del blocco. Una sospensione dei prelievi potrebbe dipendere da un disservizio o da controlli e, da sola, non prova l’insolvenza.
- Identificare la società contraente. Conservare denominazione, sede e contratto: il marchio commerciale potrebbe essere condiviso da più società.
- Raccogliere i documenti disponibili. Salvare rendiconti, saldi, cronologia delle operazioni, ricevute e comunicazioni sui prelievi sospesi.
- Verificare gli avvisi autentici. Controllare i canali dell’operatore e, se è stata aperta una procedura, quelli degli organi incaricati.
- Seguire le istruzioni della procedura. Presentare l’eventuale richiesta di restituzione o riconoscimento del credito con i documenti richiesti, rispettando i termini indicati negli atti.
- Conservare le ricevute. Archiviare conferme di invio, richieste di integrazione e risposte ricevute.
Il custode soggetto a MiCA deve mantenere registrazioni delle posizioni dei clienti, fornire rendiconti e predisporre procedure per restituire gli asset quanto prima. La documentazione personale aiuta a confrontare queste registrazioni con le operazioni effettuate.
Come si riduce il rischio legato alla custodia?
I controlli su abilitazione, contratto e sicurezza degli accessi riducono alcuni rischi evitabili. L’autorizzazione comporta requisiti organizzativi e di tutela della clientela, senza eliminare la possibilità di incidenti o insolvenza.
- Controllare l’abilitazione effettiva. Confrontare la società del contratto con il registro europeo e verificare i servizi per cui risulta abilitata.
- Leggere le condizioni di custodia. Individuare responsabilità, eventuali custodi terzi, diritto applicabile e modalità di restituzione.
- Distinguere i servizi sottoscritti. Verificare se le condizioni descrivono custodia, prestito degli asset o altri impieghi: la sola presenza di un saldo nell’app non chiarisce il rapporto giuridico.
- Proteggere gli accessi. Gestire credenziali e copie di recupero in modo da limitarne perdita, furto e accesso da parte di terzi.
Custodia, scambio e gestione di una piattaforma sono servizi distinti nel quadro MiCA. L’abilitazione va verificata rispetto al servizio concretamente ricevuto.
Le richieste di condividere chiavi private o codici e le richieste sospette di pagamento espongono a truffe, anche durante una procedura di recupero.
Domande frequenti
MiCA garantisce il rimborso delle criptovalute?
No. Impone obblighi di separazione e custodia, ma non istituisce un sistema automatico di indennizzo. Eventuali ammanchi potrebbero compromettere il recupero.
Il saldo nell’app dimostra che gli asset esistono?
Il saldo rappresenta la posizione registrata dall’operatore. Da solo non dimostra la disponibilità degli asset né il rispetto della separazione patrimoniale.
Quanto tempo serve per recuperare le criptovalute?
Non esiste un tempo universale. La durata dipende dalla procedura applicabile, dalla ricostruzione delle posizioni e dalla disponibilità degli asset da restituire.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.