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Fondo pensione: come funziona, quando si riscatta

Come funziona il fondo pensione nel 2026: contributi, anticipazioni, riscatto, capitale o rendita, tasse e trasferimento.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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Fondo pensione: come funziona, quando si riscatta
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Il fondo pensione raccoglie e investe contributi per costruire una pensione complementare. Al pensionamento eroga una prestazione in capitale o rendita, entro i limiti previsti. Prima della pensione, anticipazioni e riscatti consentono di ottenere somme soltanto in determinate condizioni, legate per esempio alla salute, alla casa o alla situazione lavorativa.

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Come funziona un fondo pensione e quali tipi esistono?

Un fondo pensione accumula una posizione individuale alimentata dai versamenti e dai risultati degli investimenti, al netto di costi e imposte. La previdenza complementare integra la pensione obbligatoria attraverso forme sottoposte alla vigilanza della COVIP.

  • Fondi negoziali: nascono da accordi collettivi e accolgono i lavoratori appartenenti alle categorie individuate dall’accordo istitutivo.
  • Fondi aperti: sono istituiti da intermediari autorizzati e consentono adesioni individuali oppure collettive.
  • PIP: sono piani individuali pensionistici realizzati mediante contratti di assicurazione sulla vita, con adesione esclusivamente individuale.

I PIP seguono una disciplina previdenziale e hanno un patrimonio separato da quello della compagnia.

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I contributi sono investiti attraverso comparti, cioè linee con differenti strumenti e rischi: obbligazionari, bilanciati, azionari e garantiti. Nei comparti garantiti, la garanzia opera alle condizioni e negli eventi previsti dal contratto.

Le regole operative illustrate riguardano il regime ordinario della previdenza complementare. Per i dipendenti pubblici che aderiscono collettivamente ai fondi negoziali resta una disciplina specifica sulle prestazioni.

Chi versa i contributi e quali agevolazioni fiscali ci sono?

Il finanziamento può comprendere contributi dell’aderente, TFR maturando e contributo del datore di lavoro, quando previsto. Nelle adesioni collettive, gli accordi applicabili stabiliscono le misure minime della contribuzione del lavoratore e dell’azienda.

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Il contributo aziendale segue le condizioni contrattuali: può essere subordinato al versamento minimo dell’aderente. Questa condizione è prevista anche negli schemi di contribuzione per adesioni collettive ai fondi aperti.

Dal periodo d’imposta 2026, il limite ordinario annuo di deduzione sale da 5.164,57 a 5.300 euro. Nel limite rientra il contributo del datore; il TFR è escluso. La deduzione riduce il reddito imponibile.

Esempio: un versamento di 2.000 euro lascia 3.300 euro rispetto al limite ordinario di 5.300 euro, come nell’esempio numerico sulla deducibilità dei contributi.

I contributi non dedotti vanno comunicati al fondo entro il 31 dicembre dell’anno successivo al versamento oppure, se precedente, quando sorge il diritto alla prestazione. La comunicazione permette di escluderli dalla tassazione in uscita.

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I rendimenti sono tassati al 20%; per la componente derivante da titoli di Stato ed equiparati, il prelievo è del 12,5%.

Quando si può chiedere un’anticipazione?

L’anticipazione permette di ottenere parte della posizione mantenendo l’iscrizione, quando ricorrono le condizioni previste per salute, prima casa o ulteriori esigenze. Importi massimi e anzianità richiesta cambiano in base alla causale.

CausaleImporto massimoQuandoTassazione sulla parte imponibile
Spese sanitarie per gravissime situazioni75% della posizioneIn qualsiasi momentoDal 15% al 9%
Acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o figli75% della posizioneDopo otto anni di partecipazione23%
Ulteriori esigenze30% della posizioneDopo otto anni di partecipazione23%

Le spese sanitarie devono riguardare l’aderente, il coniuge o i figli e terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche competenti. Per le ulteriori esigenze non occorre documentare una specifica spesa.

Le aliquote indicate riguardano il regime fiscale dei versamenti dal 2007. Le somme anticipate riducono la posizione disponibile per le prestazioni successive.

Quando si può riscattare il fondo pensione?

Il riscatto è possibile in presenza delle condizioni lavorative o personali previste dalla legge e può riguardare parte o tutta la posizione. Le principali ipotesi comprendono inoccupazione, invalidità e perdita dei requisiti di partecipazione.

  • Riscatto parziale del 50%: cessazione dell’attività con inoccupazione da almeno 12 mesi e fino a 48 mesi; sono previste anche ipotesi legate a mobilità e cassa integrazione.
  • Riscatto totale: inoccupazione superiore a 48 mesi oppure invalidità permanente che riduce la capacità lavorativa a meno di un terzo.
  • Perdita dei requisiti: può consentire il riscatto anche per cause diverse dalle precedenti, con trattamento fiscale distinto.

La cessazione del rapporto di lavoro richiede quindi di identificare la causale applicabile. I riscatti qualificati beneficiano dell’aliquota dal 15% al 9%; quelli per perdita dei requisiti per cause diverse sono tassati al 23%, sulla parte imponibile riferita al regime dal 2007.

La domanda si presenta alla forma pensionistica attraverso la procedura prevista:

  1. Individuare la causale di riscatto e verificare i requisiti richiesti.
  2. Compilare la modulistica del fondo e allegare i documenti che attestano la situazione dichiarata.
  3. Trasmettere la richiesta attraverso i canali indicati e fornire le eventuali integrazioni documentali.

Al pensionamento si riceve capitale o rendita?

Nel regime ordinario la prestazione si ottiene maturando i requisiti della pensione obbligatoria e almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare. È possibile ricevere una rendita vitalizia oppure fino al 50% del montante in capitale e la parte restante in rendita.

L’intera posizione può essere liquidata in capitale quando la rendita ottenuta convertendo almeno il 70% del montante risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale. Esistono inoltre disposizioni specifiche per i vecchi iscritti.

Dal 1° luglio 2026, nelle forme a contribuzione definita, sono previste anche la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili, entro i limiti delle rate maturate e non riscosse. Per l’erogazione frazionata del montante, su almeno cinque anni, la decorrenza è fissata al 31 ottobre 2026.

Per le nuove prestazioni, il periodo transitorio di adeguamento termina entro il 31 dicembre 2026: i fondi acquisiscono le domande e possono liquidarle dopo l’adeguamento operativo.

Per capitale e rendita vitalizia, sulla parte imponibile maturata dal 2007 l’aliquota è del 15%, ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno oltre il quindicesimo, fino al 9% con 35 anni di partecipazione. Le quote precedenti seguono i rispettivi regimi fiscali.

L’erogazione frazionata ha una disciplina distinta: ritenuta del 20%, ridotta di 0,25 punti per ogni anno oltre il quindicesimo, con riduzione massima di cinque punti.

Come si trasferisce il fondo pensione?

La posizione si può trasferire volontariamente a un’altra forma pensionistica dopo due anni di iscrizione. Il trasferimento conserva l’anzianità maturata e non comporta tassazione; per i dipendenti pubblici iscritti ai fondi dedicati il termine ordinario è di tre anni.

In caso di perdita dei requisiti, il passaggio al fondo collegato alla nuova attività può avvenire anche prima del termine ordinario. La procedura richiede l’adesione alla forma destinataria e la domanda di trasferimento a quella di provenienza.

Per la portabilità del contributo datoriale, la nuova disciplina ha decorrenza fissata al 31 ottobre 2026. La modifica elimina dall’articolo sul trasferimento il richiamo ai limiti e alle modalità stabiliti dagli accordi collettivi; prima di tale decorrenza resta applicabile quella condizione.

Domande frequenti

Il TFR versato al fondo viene tassato due volte?

Il TFR concorre alla parte imponibile della prestazione. I rendimenti già tassati e i contributi non dedotti correttamente comunicati sono esclusi dalla base imponibile della prestazione pensionistica.

Quanto tempo richiede il riscatto?

Le richieste di riscatto parziale o totale e di trasferimento devono essere soddisfatte entro un massimo di sei mesi dalla richiesta.

Chi riceve la posizione in caso di morte prima della pensione?

La posizione può essere riscattata dai soggetti designati dall’aderente oppure, in assenza di designazione, dagli eredi.

Informazioni tratte da fonti ufficiali alla data dell'articolo. Per la tua situazione verifica sul sito dell'ente o con un professionista abilitato (CAF, patronato, commercialista).

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