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Giovedì 15 ottobre 2026 · Edizione italiana Paura & Avidità 62 Stagione Altcoin 41/100

Imposta di bollo su conto corrente e deposito titoli

Come funziona nel 2026 l’imposta di bollo su conti correnti e deposito titoli: importi, soglie, pagamento, cointestazione ed esenzioni.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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Imposta di bollo su conto corrente e deposito titoli
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Nel 2026, per le persone fisiche, l’imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 euro annui quando la giacenza media supera 5.000 euro, considerando il periodo rendicontato e i rapporti da cumulare. Sul deposito titoli e sui prodotti finanziari soggetti al tributo si applica il 2 per mille annuo, salvo esenzioni specifiche.

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Quanto si paga di imposta di bollo nel 2026?

Il bollo è fisso per gli estratti di conto corrente e proporzionale per le comunicazioni relative ai prodotti finanziari. L’importo dipende anche dalla natura dell’intestatario e dalla durata del periodo rendicontato.

Rapporto e intestatarioMisura annuaSoglia o limite
Conto corrente di una persona fisica34,20 euroEsenzione con giacenza media complessiva non superiore a 5.000 euro
Conto corrente di un soggetto diverso da persona fisica118 euro per i documenti emessi dal 28 marzo 2026La soglia di 5.000 euro non si applica
Deposito titoli e prodotti finanziari soggetti al bollo2 per mille del valore imponibileMassimo di 14.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche
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Per i soggetti diversi dalle persone fisiche l’importo è aumentato da 100 a 118 euro, con applicazione agli estratti conto e ai rendiconti emessi dal 28 marzo 2026. La modifica riguarda anche i rapporti già esistenti.

Il conto intestato a un imprenditore individuale segue il trattamento delle persone fisiche, indipendentemente dall’attività svolta.

Come funziona la soglia di giacenza media?

La soglia si verifica sulla media dei saldi contabili giornalieri del periodo rendicontato: il saldo presente nell’ultimo giorno, da solo, non determina l’esenzione.

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La verifica avviene a ogni rendicontazione e comprende i conti correnti e i libretti di risparmio con identica intestazione presso lo stesso intermediario. Se la giacenza complessiva supera la soglia, il bollo si applica a ciascun rapporto interessato.

Con rendicontazioni di diversa periodicità, gli altri rapporti vengono considerati per lo stesso intervallo temporale del documento in emissione. I rapporti presso intermediari diversi non vengono cumulati tra loro per questa verifica.

Esempio: con un unico conto rendicontato trimestralmente, una giacenza media di 4.000 euro nei primi tre trimestri e di 60.000 euro nell’ultimo comporta il bollo soltanto nell’ultimo trimestre, pari a 8,55 euro.

Esempio: con giacenza media di 5.600 euro per ciascun periodo, un conto rendicontato trimestralmente presenta un bollo di 8,55 euro per trimestre; con rendicontazione semestrale l’importo è di 17,10 euro per semestre.

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Come si applica il bollo ai conti cointestati?

Il conto cointestato sconta il bollo per il rapporto, senza moltiplicare l’importo per il numero dei titolari. La soglia si verifica sulla giacenza del conto e degli eventuali rapporti da cumulare.

Il cumulo presso lo stesso intermediario riguarda i rapporti identicamente intestati. Un conto individuale e un conto cointestato hanno intestazioni differenti; più conti con gli stessi cointestatari rientrano invece nella verifica congiunta.

La cointestazione non aumenta la soglia di esenzione. Anche il bollo proporzionale sui prodotti finanziari viene applicato alla comunicazione relativa al rapporto cointestato.

Come si calcola il bollo sul deposito titoli?

Il bollo sui prodotti finanziari soggetti al tributo si applica al 2 per mille annuo del valore imponibile, con adeguamento al periodo rendicontato.

L’aliquota del 2 per mille si applica dal 2014; per i soggetti diversi dalle persone fisiche il limite massimo annuo è di 14.000 euro. Per le persone fisiche questo limite massimo non è previsto.

La base imponibile è il valore di mercato alla fine del periodo rendicontato oppure, in mancanza, il valore nominale o di rimborso; se questi valori mancano, si utilizza il costo di acquisto risultante all’intermediario.

La soglia prevista per il conto corrente non costituisce un’esenzione generale per il deposito titoli. Il bollo dipende dal valore dei prodotti e dal periodo considerato, anche in assenza di guadagni.

I depositi con funzione di investimento seguono il bollo proporzionale; la semplice remunerazione delle somme disponibili sul conto corrente non determina, da sola, una tassazione proporzionale autonoma.

Come e quando viene pagata l’imposta?

L’intermediario applica l’imposta e ne gestisce il versamento; l’addebito al cliente compare nella documentazione del rapporto.

Sul conto corrente il bollo si applica al 31 dicembre con rendicontazione annuale, alla fine del periodo con rendicontazione infrannuale oppure alla cessazione del rapporto. Aperture e chiusure durante l’anno comportano il ragguaglio al periodo rendicontato.

Per controllare l’addebito:

  1. Individuare il rapporto e la sua intestazione nell’estratto conto o nel rendiconto.
  2. Verificare il periodo cui si riferisce l’imposta.
  3. Per il conto corrente, controllare la giacenza media e gli altri rapporti con identica intestazione.
  4. Per il deposito titoli, controllare il valore imponibile riportato nel rendiconto e il periodo considerato.

Per i prodotti finanziari senza rendicontazione periodica, il valore viene rilevato al termine dell’anno. L’assenza di una comunicazione cartacea non elimina l’imposta.

Quali esenzioni sono previste?

Le principali esenzioni riguardano la giacenza media entro soglia, il conto di base con requisiti economici e alcune categorie di comunicazioni finanziarie.

Per le persone fisiche, il conto corrente è esente quando la giacenza media complessiva non supera 5.000 euro. I conti con giacenza media negativa sono esclusi dal bollo e dal cumulo utilizzato per verificare questa soglia.

Il conto di base è esente dall’imposta di bollo per i consumatori con ISEE in corso di validità inferiore a 11.600 euro. Per accedere e mantenere questo trattamento:

  1. All’apertura, dichiarare per iscritto di non possedere un altro conto di base e autocertificare il requisito ISEE.
  2. Comunicare all’intermediario il proprio ISEE valido entro il 31 maggio di ogni anno.

Il conto di base agevolato può essere cointestato soltanto a componenti del nucleo familiare considerato nell’ISEE.

La gratuità del conto di base prevista per i pensionati con il requisito reddituale non comporta automaticamente l’esenzione dal bollo.

Sono escluse dal bollo proporzionale le comunicazioni ricevute ed emesse dai fondi pensione e dai fondi sanitari, oltre a quelle relative ai prodotti pensionistici individuali paneuropei.

Domande frequenti

Con una giacenza media esattamente di 5.000 euro si paga?

No. L’esenzione comprende il valore esattamente pari alla soglia, considerando tutti i rapporti da cumulare.

Il conto corrente remunerato paga il bollo proporzionale?

La remunerazione, da sola, non cambia il trattamento. Conta la funzione delle somme e la struttura del rapporto, comprese eventuali disponibilità vincolate con funzione di investimento.

Un deposito titoli vuoto paga il bollo?

L’imposta non è dovuta se mancano prodotti finanziari sia all’inizio sia alla fine del periodo rendicontato e durante quel periodo non sono state registrate movimentazioni.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.

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