L’asta BOT del 28 ottobre 2026 prevede la riapertura di due titoli, con scadenza a dicembre e marzo, senza un nuovo BOT a 12 mesi. Per i risparmiatori italiani che intendono partecipare, il termine di prenotazione è il 27 ottobre e il taglio minimo è di 1.000 euro.
Quali BOT vengono riaperti?
Vengono riaperti il BOT in scadenza il 14 dicembre 2026, per 2.500 milioni di euro, e quello del 12 marzo 2027, per 2.000 milioni. La riapertura riguarda ulteriori tranche di titoli già emessi, con lo stesso codice ISIN e la stessa scadenza.
| Codice ISIN | Scadenza | Importo offerto |
|---|---|---|
| IT0005684888 | 14 dicembre 2026 | 2.500 milioni di euro |
| IT0005699340 | 12 marzo 2027 | 2.000 milioni di euro |
Come si partecipa all’asta?
Si partecipa attraverso una banca o un intermediario finanziario abilitato, prenotando la quantità di titoli richiesta. Il risparmiatore trasmette l’ordine all’intermediario, che cura la sottoscrizione per suo conto.
L’accesso diretto alla procedura d’asta è riservato agli intermediari che possiedono i requisiti normativi e tecnici previsti e hanno stipulato una convenzione con la Banca d’Italia. Le domande degli operatori vengono gestite attraverso una procedura informatica.
Per entrambe le riaperture, le prenotazioni del pubblico terminano il 27 ottobre 2026. La scadenza per le domande degli operatori è alle 11 del 28 ottobre; il regolamento è fissato al 30 ottobre.
Come viene determinato il rendimento?
Il rendimento viene determinato nell’asta competitiva, sulla base delle richieste presentate dagli operatori. Al 26 ottobre l’asta annunciata deve ancora svolgersi e il suo rendimento di aggiudicazione non è disponibile.
Nell’asta competitiva ciascun intermediario ottiene i titoli al rendimento indicato nella propria richiesta accolta. Il risultato viene sintetizzato dal rendimento medio ponderato di aggiudicazione, pubblicato insieme agli altri dati dell’operazione.
Alla clientela che sottoscrive in asta viene applicato il prezzo medio ponderato risultante dal collocamento. Prezzo di sottoscrizione e rendimento lordo sono quindi dati definiti attraverso l’esito dell’asta.
Cosa si incassa alla scadenza?
Alla scadenza viene rimborsato il valore nominale del BOT, mentre durante la vita del titolo non sono previsti pagamenti periodici di cedole. La remunerazione deriva dallo scarto tra il prezzo di acquisto e il valore nominale rimborsato.
Il rendimento espresso su base annua tiene conto del tempo che separa l’acquisto dalla scadenza. Per un titolo già in circolazione, il periodo di riferimento è la vita residua al momento dell’acquisto.
Il risultato netto comprende anche l’effetto di imposte, commissioni e spese di gestione o amministrazione applicabili. I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono soggetti a tassazione del 12,5%; il dato lordo pubblicato nei risultati dell’asta precede tali oneri.
Contenuto informativo: non è una consulenza finanziaria né una sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.