Il 28 ottobre 2026 la Federal Reserve ha lasciato i tassi al 3,75%-4%, con dieci voti favorevoli e due contrari. Lisa D. Cook e Beth M. Hammack chiedevano un rialzo. La decisione riguarda anche i risparmiatori italiani con obbligazioni in dollari e investimenti sui mercati statunitensi.
Quali tassi ha confermato la Fed?
La Fed ha mantenuto l’intervallo obiettivo dei federal funds al 3,75%-4%. Si tratta del tasso applicato ai prestiti overnight tra banche nel mercato dei federal funds, uno degli strumenti con cui la banca centrale attua la politica monetaria.
Dal 29 ottobre 2026 resta al 3,90% anche il tasso pagato sulle riserve bancarie depositate presso la Fed. Sono confermati al 4% il tasso delle operazioni pronti contro termine overnight e quello del credito primario.
| Voce | Livello confermato |
|---|---|
| Intervallo obiettivo federal funds | 3,75%-4% |
| Interesse sulle riserve bancarie | 3,90% |
| Pronti contro termine overnight | 4% |
| Credito primario | 4% |
L’interesse sulle riserve contribuisce a mantenere il tasso dei federal funds nell’intervallo stabilito: remunera i depositi che banche e altri intermediari ammessi detengono presso la banca centrale.
Chi ha votato contro e che cosa chiedeva?
Lisa D. Cook e Beth M. Hammack hanno votato contro perché preferivano aumentare l’intervallo obiettivo di un quarto di punto percentuale nella stessa riunione. Il dissenso riguardava quindi la richiesta di un rialzo immediato. Il risultato del voto è stato di dieci favorevoli e due contrari.
Perché l’inflazione resta centrale?
L’inflazione resta elevata e l’obiettivo della Fed è il 2%. L’attività economica continua a espandersi a un ritmo sostenuto, con consumi interni resistenti, forte crescita della produttività e investimenti robusti.
L’aumento dell’occupazione tiene il passo con quello della forza lavoro e il tasso di disoccupazione è cambiato poco. Rimane elevata l’incertezza, legata anche agli sviluppi geopolitici.
Che cosa significa per chi ha obbligazioni in dollari?
Per chi detiene obbligazioni in dollari contano il tipo di cedola, il prezzo del titolo e il cambio con l’euro. Le obbligazioni a tasso fisso pagano interessi predeterminati; quelle a tasso variabile prevedono interessi collegati ai tassi di mercato.
Il rendimento dell’obbligazione comprende le cedole e la differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso. In caso di vendita prima della scadenza, il risultato dipende anche dal prezzo ottenuto sul mercato.
Per un risparmiatore che guadagna e spende in euro esiste inoltre il rischio di cambio: il valore in euro del capitale incassato alla vendita o al rimborso dipende anche dal rapporto tra le valute. La valuta di denominazione aggiunge quindi una componente distinta dalle condizioni della cedola.
Contenuto informativo: non è una consulenza finanziaria né una sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.