Banca d’Italia ha pubblicato il 6 ottobre 2026 un’analisi delle abitudini di pagamento italiane: il 24% dei consumatori non usa contante. Prevale il comportamento tradizionale, che combina banconote e carte nei negozi. La fotografia evidenzia differenze nell’adozione degli strumenti digitali, rilevanti anche per le politiche sui pagamenti.
Quali abitudini prevalgono in Italia
Il gruppo più numeroso è quello dei consumatori tradizionali: rappresenta il 50,2% e utilizza contante e carte presso i punti vendita fisici, con un ricorso limitato ai pagamenti online o tramite dispositivi mobili.
Il profilo che esclude il contante comprende il 24% dei consumatori. Questi utenti si affidano soprattutto alle carte di debito e di credito: l’abbandono delle banconote si accompagna quindi anche all’utilizzo di strumenti elettronici già consolidati.
Gli utenti pienamente integrati nell’economia digitale rappresentano il 14,6%. Utilizzano diversi strumenti e canali, combinando acquisti online e nei negozi, e possono continuare a usare anche il contante.
A quale periodo si riferiscono i dati
La pubblicazione è del 6 ottobre, mentre i dati appartengono all’indagine SPACE 2024 dell’Eurosistema. Il campione italiano comprende 4.088 rispondenti, classificati in cinque profili attraverso valutazioni umane, modelli linguistici e algoritmi di apprendimento supervisionato.
I diari di pagamento analizzati registrano gli acquisti nei negozi, quelli online e i trasferimenti tra persone nell’arco di una giornata. Per i pagamenti ricorrenti, il periodo osservato è il mese precedente. Il questionario raccoglie inoltre preferenze e informazioni sull’accesso agli strumenti finanziari.
Quali differenze emergono tra i consumatori
Tra gli utenti integrati nell’ecosistema digitale sono più presenti i giovani; tra quelli orientati al contante prevalgono gli anziani. Una parte dei consumatori si affida prevalentemente alle banconote, mentre un altro profilo combina contante e carte prepagate.
La transizione ai pagamenti digitali segue percorsi diversi. Le differenze individuate riguardano anche l’inclusione finanziaria e la progettazione delle monete digitali delle banche centrali, per le quali l’analisi indica la necessità di considerare le diverse abitudini degli utenti.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.