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Giovedì 5 novembre 2026 · Edizione italiana Paura & Avidità 50 Stagione Altcoin 40/100

Bitcoin rimbalza, Ether corre e il voto cambia le regole

Bitcoin torna sopra 80.000$, Ether guida il rimbalzo e il voto USA riapre il rischio regolatorio, tra ETF, Circle e tokenizzazione.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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Bitcoin rimbalza, Ether corre e il voto cambia le regole
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Il mercato crypto ha ritrovato compratori dopo una seduta iniziata con un nuovo affondo e terminata con un recupero ampio. Bitcoin è tornato sopra 80.000 dollari, Ether ha guidato le grandi capitalizzazioni e la maggioranza dei principali token ha chiuso in rialzo. Il rimbalzo, però, non cancella né la fragilità emersa dopo l’attacco a Binance né la sequenza di riscatti dai fondi quotati. Cambia il punto di partenza della sessione: dal timore di una nuova accelerazione ribassista a un test sulla qualità della domanda.

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Il catalizzatore più delicato arriva dalla politica statunitense. La vittoria democratica in entrambe le camere interrompe il controllo repubblicano del Congresso e rende molto più difficile approvare il CLARITY Act nella forma sostenuta dall’industria. Il prezzo ha assorbito lo shock iniziale, ma il rischio regolatorio non è diminuito: si è spostato dalla speranza di una legge rapida alla possibilità di nuove audizioni, controlli su conflitti d’interesse, sicurezza e tutela dei consumatori.

Intanto, i risultati di Circle mostrano che l’economia delle stablecoin continua a crescere anche quando i token volatili faticano. La tokenizzazione si estende dai Treasury alle obbligazioni emergenti su Solana, la Corea del Sud discute un nuovo rinvio fiscale e Devcon porta Ethereum al centro della conversazione tecnica. Questa newsletter separa il rimbalzo osservabile dalle interpretazioni ancora premature: una giornata positiva può riaprire il mercato, ma non risolve da sola flussi, regole e rischio operativo.

Il rimbalzo allarga il mercato ma non cancella la fragilità

La fotografia rilevata attraverso i dati di mercato CoinGecko poco dopo le 07:00 italiane mostra una capitalizzazione complessiva vicina a 2.709 miliardi di dollari, in aumento di circa lo 0,9% nelle ventiquattro ore. I volumi si collocavano intorno a 88,8 miliardi, con una crescita superiore al 22%. La combinazione tra prezzi in rialzo e scambi più intensi è migliore di un recupero su volumi sottili, ma va letta dopo una settimana di vendite: parte dell’attività deriva dalla chiusura di posizioni ribassiste e dal riposizionamento successivo alle elezioni.

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Bitcoin scambiava vicino a 80.400 dollari, circa il 3,4% sopra il livello di ventiquattro ore prima. Ether era intorno a 2.419 dollari con un progresso del 5,5%, Solana guadagnava il 3,2% a quasi 96 dollari, XRP il 2,3% a 1,31 dollari e BNB poco più del 2% a 713 dollari. Il rialzo non è stato uniforme: TRON perdeva circa mezzo punto e Hyperliquid oltre l’1,5%. La dispersione resta elevata, un segnale che la liquidità seleziona i casi con maggiore profondità o catalizzatori riconoscibili.

La dominance di Bitcoin restava alta, intorno al 59,6%, mentre Ether rappresentava circa il 10,9% del mercato. Questo rapporto racconta due movimenti sovrapposti. Da un lato BTC continua a essere il rifugio interno al settore, con la maggiore liquidità e il canale istituzionale più ampio. Dall’altro, la migliore performance di ETH indica che il capitale ha iniziato a riaprire posizioni più sensibili al rischio. Per parlare di rotazione stabile servirebbe però una sequenza di sedute, non un singolo scarto percentuale.

La chiusura UTC del 4 novembre aiuta a misurare il cambiamento. Bitcoin ha terminato vicino a 80.399 dollari dopo avere oscillato tra circa 75.700 e 80.900; Ether ha chiuso a 2.422 dollari, in rialzo di circa il 6,5%. Trentasei dei cinquanta maggiori asset non stabili risultavano positivi. La forma a V della seduta rivela quanto il mercato sia ancora reattivo alle notizie politiche e ai derivati: quando il minimo non ha prodotto nuove vendite spot, le coperture ribassiste hanno accelerato il recupero.

Il dato settimanale invita alla cautela. Bitcoin era appena positivo sui sette giorni, Ether avanzava di circa il 4,3%, mentre Solana restava in calo di oltre il 4% e BNB di più del 5%. Un rimbalzo giornaliero può quindi migliorare il sentiment senza riparare l’intera struttura. La verifica utile sarà osservare se la capitalizzazione riesce a restare sopra 2.700 miliardi con volumi normalizzati e se la partecipazione si estende oltre i token maggiori senza riaccendere eccessivamente la leva.

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Bitcoin recupera 80.000 dollari dopo il minimo elettorale

Per Bitcoin, il passaggio da circa 75.700 a oltre 80.000 dollari nella stessa seduta è il dato più evidente. L’area dei minimi ha attratto domanda mentre i risultati elettorali diventavano più chiari e i mercati tradizionali assorbivano il nuovo equilibrio politico. Il recupero non dimostra che il minimo sia definitivo, ma segnala che l’offerta sotto 77.000 dollari non è rimasta incontrastata. In un mercato reduce da un incidente sistemico su un grande exchange, questa capacità di assorbimento è importante.

Il movimento va scomposto. La prima componente è spot: acquirenti che hanno considerato il calo troppo rapido rispetto alla disponibilità di BTC e alla capacità di Binance di continuare a processare prelievi. La seconda è derivativa: chi aveva aperto posizioni corte durante la discesa ha dovuto ricomprarle quando il prezzo ha superato i livelli intraday. La terza è macro: rendimenti dei Treasury in calo e dollaro più debole hanno ridotto temporaneamente la pressione sugli asset rischiosi. Nessuna di queste componenti è sufficiente da sola, ma insieme hanno prodotto un recupero più ampio.

La fascia tra 80.000 e 81.000 dollari è ora il primo test. Non è una barriera fondamentale, bensì la zona in cui il rimbalzo ha incontrato vendite durante la sessione americana. Una permanenza sopra 80.000 con scambi spot distribuiti tra più piattaforme sarebbe più convincente di un picco alimentato dai futures. Al contrario, una rapida perdita del livello riporterebbe l’attenzione sull’area 77.800-78.000 e sul minimo elettorale. La qualità del volume conta più del numero tondo.

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Anche la dominance merita una lettura prudente. Una quota vicina al 60% può aumentare perché Bitcoin riceve nuovi capitali, ma anche perché le altcoin scendono più velocemente. Nella seduta positiva, Ether ha sovraperformato e molti asset hanno partecipato, quindi il rialzo non è stato esclusivamente difensivo. Tuttavia, Solana, BNB e diversi token DeFi restano indietro su base settimanale. Il mercato non ha ancora dimostrato di voler finanziare indiscriminatamente il rischio più periferico.

Infine resta il collegamento con la custodia. L’attacco a Binance non ha compromesso Bitcoin, ma ha alterato liquidità, trasferimenti e fiducia negli intermediari. I deflussi dagli exchange verso wallet esterni non equivalgono necessariamente a vendite; possono ridurre l’offerta disponibile sulle piattaforme. Allo stesso tempo, market maker più prudenti possono allargare gli spread. Il rimbalzo diventa strutturale solo se profondità degli ordini e operatività degli exchange migliorano insieme al prezzo.

Ether guida il recupero mentre Devcon riporta il protocollo al centro

Ether è stato il protagonista tra le grandi capitalizzazioni, con un rialzo giornaliero superiore a quello di Bitcoin. Coinlabs ha già analizzato le cause immediate del movimento di Ethereum; il punto nuovo della sessione è capire se la forza relativa possa sopravvivere al rimbalzo iniziale. Il rapporto ETH/BTC migliora quando il mercato accetta più rischio o quando emergono catalizzatori specifici. In questo caso sono presenti entrambe le condizioni, ma la conferma richiede flussi e attività di rete.

Devcon 8 si svolge a Mumbai dal 3 al 6 novembre e riunisce oltre diecimila sviluppatori, ricercatori e operatori in nove percorsi tematici. L’evento non garantisce una reazione del prezzo, ma concentra discussioni su protocollo, privacy, sicurezza, crittografia applicata e infrastrutture open source. L’India è stata scelta anche per la crescita della comunità di sviluppatori e dell’adozione locale. Per Ethereum, questa distribuzione geografica è importante quanto un annuncio di prodotto: una rete credibile dipende dalla capacità di attirare contributori al di fuori dei centri tradizionali.

Il tema tecnico più delicato resta Glamsterdam. L’aggiornamento combina modifiche al livello di esecuzione e consenso, incluse la separazione nativa tra proponente e costruttore dei blocchi e le liste di accesso a livello di blocco. Queste funzioni puntano ad aumentare capacità e prevedibilità, ma il passaggio sulla testnet Hoodi è stato rinviato per analizzare l’interazione di una modifica dei costi del gas con contratti già esistenti. Il rinvio è un segnale di prudenza ingegneristica, non una data implicita per la mainnet.

Il mercato tende a premiare gli upgrade prima che siano completati e a sottovalutare i rischi di compatibilità. In questo caso non esiste ancora una nuova data per Hoodi e la Ethereum Foundation ha chiarito che non è stata fissata l’attivazione mainnet. Gli sviluppatori devono testare strumenti che assumono limiti rigidi del gas, mentre protocolli e wallet devono verificare le nuove regole di accesso allo stato. Attribuire l’intero rialzo di ETH a Glamsterdam sarebbe quindi eccessivo: il catalizzatore è narrativo, la realizzazione resta in corso.

Le metriche operative completano il quadro. Commissioni molto basse possono indicare efficienza, ma anche domanda limitata sul livello base; attività sui rollup, stablecoin trasferite, collaterale DeFi e staking mostrano una parte più ampia dell’uso. Il prezzo di ETH può salire rapidamente quando la leva si riposiziona, mentre i fondamentali cambiano più lentamente. La prova migliore sarà un aumento dell’attività senza incentivi estremi, accompagnato da flussi ETF meno negativi e da una partecipazione più ampia delle applicazioni.

Gli ETF migliorano solo in parte mentre i prezzi accelerano

Il canale dei fondi quotati resta il principale contrappeso al rimbalzo. Coinlabs ha documentato 1,16 miliardi di dollari di deflussi dagli ETF Bitcoin in tre sedute. Il 3 novembre il saldo è stato negativo per circa 115,6 milioni, con 95 milioni usciti da IBIT e 52,6 milioni dal mini trust di Grayscale, parzialmente compensati da ingressi su BITB, FBTC e MSBT. Il recupero del prezzo del 4 novembre è quindi partito con un’eredità istituzionale ancora sfavorevole.

Le rilevazioni disponibili per la seduta successiva indicavano un saldo Bitcoin ancora negativo per circa 84,7 milioni di dollari, mentre i prodotti Ether mostravano un afflusso vicino a 23,4 milioni. Il dato Ether era distribuito soprattutto tra i veicoli Grayscale e un piccolo ingresso su TETH; alcuni emittenti risultavano ancora senza valore comunicato. Poiché le tabelle possono completarsi con ritardo, questi numeri vanno considerati una fotografia operativa e non una prova definitiva di inversione.

La divergenza tra prezzo e flussi è istruttiva. Bitcoin è salito anche con riscatti netti, segno che la domanda su exchange, desk OTC o mercati internazionali ha superato l’offerta associata ai fondi. Ether ha beneficiato sia del rimbalzo generale sia di un saldo ETF meno negativo, ma 23 milioni sono piccoli rispetto ai deflussi accumulati nelle sedute precedenti. Il prezzo può anticipare i flussi, oppure può allontanarsi temporaneamente da essi grazie alla copertura di posizioni corte.

Gli ETF non misurano tutta la domanda istituzionale. Un investitore può usare futures, opzioni, azioni di società crypto, veicoli esteri o acquisti diretti. Inoltre, creazioni e rimborsi possono riflettere arbitraggio tra quota e valore patrimoniale, non una semplice opinione rialzista o ribassista. La metrica utile è la persistenza: una sola giornata positiva su Ether non cancella la serie di uscite, così come un saldo Bitcoin moderatamente negativo non invalida un rimbalzo spot ampio.

Nelle prossime sedute bisognerà osservare tre elementi: la partecipazione dei grandi fondi BlackRock e Fidelity, l’ampiezza degli ingressi tra più emittenti e la tenuta del prezzo dopo l’aggiornamento finale dei dati. Se Ether continua a sovraperformare con afflussi distribuiti, la rotazione acquista credibilità. Se Bitcoin resta sopra 80.000 nonostante piccoli deflussi, il mercato dimostra fonti alternative di domanda. Se entrambi perdono terreno quando i saldi vengono completati, il rimbalzo potrebbe essere stato soprattutto tecnico.

Il voto americano cambia il percorso della regolazione crypto

Le elezioni di metà mandato hanno consegnato ai Democratici il controllo di Camera e Senato, creando un governo diviso rispetto alla Casa Bianca. L’industria crypto aveva speso circa 200 milioni di dollari nella campagna, sostenendo candidati di entrambi i partiti ma subendo sconfitte in competizioni centrali. Secondo la ricostruzione Reuters, i gruppi collegati al settore hanno vinto molte gare mirate, ma non quelle sufficienti a conservare il percorso legislativo desiderato.

Il caso più simbolico è l’Ohio, dove Sherrod Brown è tornato al Senato nonostante più di 60 milioni di dollari spesi da comitati crypto per contrastarlo. Il risultato non trasforma automaticamente ogni democratico in un oppositore del settore: più di settanta deputati democratici avevano sostenuto in passato norme di struttura del mercato. Cambia però chi controllerà commissioni, calendario e potere di indagine. La priorità può spostarsi dalla promozione alla supervisione.

TD Cowen: «Vediamo un ambiente politico più difficile per le crypto.»

Il CLARITY Act aveva già fallito un voto procedurale a settembre, quando i Repubblicani controllavano ancora entrambe le camere. Con la nuova maggioranza, la versione corrente appare ancora meno probabile. I nodi restano la divisione di competenze tra SEC e CFTC, il trattamento dei token, i derivati perpetui, le ricompense sulle stablecoin e i conflitti d’interesse legati alle attività crypto della famiglia presidenziale. Il mercato non può più prezzare una legge rapida come scenario centrale.

Ciò non significa che il quadro diventi necessariamente più ostile in ogni area. Una legge bipartisan con protezioni più forti, limiti ai conflitti e standard di custodia potrebbe risultare più stabile di una riforma approvata da un solo partito. Il GENIUS Act sulle stablecoin è già legge e la sua implementazione continuerà. Le agenzie possono inoltre adottare o modificare regole senza attendere un nuovo statuto, anche se solo il Congresso può creare una struttura duratura e meno dipendente dai cambi di amministrazione.

Per exchange e protocolli, le conseguenze operative potrebbero arrivare prima di una nuova legge. Audizioni sul maxi attacco a Binance, controlli sul riciclaggio, sicurezza dei wallet, informative sulle riserve e rapporto tra emittenti e piattaforme sono temi capaci di produrre richieste documentali e nuove linee guida. La vittoria democratica aumenta anche la probabilità di indagini sulle attività politiche dell’industria. Il rimbalzo di Bitcoin mostra che gli investitori non hanno interpretato il risultato come un divieto, ma il premio per l’incertezza legislativa resta aperto.

Circle cresce con USDC mentre il margine dipende ancora dai tassi

I risultati trimestrali depositati da Circle offrono una misura concreta dell’economia delle stablecoin. Nel terzo trimestre, ricavi e proventi delle riserve hanno raggiunto 865 milioni di dollari, il 17% in più rispetto a un anno prima. L’utile netto delle attività continuative è salito del 5% a 226 milioni e l’EBITDA rettificato dell’85% a 317 milioni. USDC non è soltanto un token: è un’infrastruttura che trasforma saldi, pagamenti e rendimenti delle riserve in ricavi societari.

La composizione è più importante del totale. Il reddito delle riserve è stato di 658 milioni, inferiore ai 711 milioni del terzo trimestre 2025, mentre gli altri ricavi sono saliti da 29 a 207 milioni. Questo spostamento riduce parzialmente la dipendenza dai tassi, ma non la elimina. Se i rendimenti sui Treasury scendono, la stessa quantità di USDC produce meno interesse; se la circolazione cresce, l’effetto può essere compensato. Volume, offerta e tassi formano un unico modello economico.

L’USDC medio in circolazione ha raggiunto 73,3 miliardi di dollari, l’8% in più su base annua, mentre il volume onchain trimestrale è aumentato del 49% a 13.900 miliardi. Il valore trasferito non equivale ai ricavi e può includere attività automatizzata, arbitraggio e spostamenti tra wallet. Indica però che la stablecoin viene usata come unità di regolamento su più reti, non semplicemente detenuta in attesa di un’opportunità.

Circle Payments Network ha raggiunto un volume annualizzato di 41,3 miliardi e la società ha firmato l’acquisizione di Tazapay, piattaforma asiatica per pagamenti B2B transfrontalieri, con chiusura prevista nel 2027 dopo le autorizzazioni. L’espansione punta a collegare il token ai flussi commerciali. Questa è la sfida centrale per tutte le stablecoin regolamentate: passare dalla liquidità del trading ai pagamenti ripetibili, mantenendo riserve, conformità e accesso bancario.

I risultati arrivano mentre il mercato valuta il ruolo degli emittenti negli incidenti di sicurezza. USDC, USDT e altre stablecoin possono congelare indirizzi associati a fondi rubati, una capacità utile ma centralizzata. La regolazione dovrà definire standard su riserve, diritti di rimborso, procedure di blocco e remunerazione distribuita dagli intermediari. Circle mostra crescita economica; il vero vantaggio competitivo dipenderà dalla fiducia che utenti, banche e regolatori attribuiranno alla governance.

Binance riapre i servizi ma il rischio exchange resta elevato

L’operatività degli exchange continua a condizionare la sessione. Binance ha riaperto i prelievi per un numero crescente di asset e reti, ha reso verificabile lo snapshot delle riserve del 31 ottobre e sta ricostituendo i token sottratti. Coinlabs ha già seguito le fasi della riapertura; il dato nuovo è il comportamento dei clienti. Dopo il ripristino, miliardi di dollari sono usciti dalla piattaforma, ma i flussi successivi indicano un rallentamento della corsa ai prelievi e un ritorno di depositi.

Un grande deflusso non prova da solo insolvenza o vendita. Gli utenti possono trasferire asset in self-custody, su un altro exchange o verso protocolli onchain. Per Binance, però, rappresenta un test di liquidità su molte blockchain contemporaneamente. Processare i prelievi senza nuove sospensioni è più informativo di una singola fotografia delle riserve, perché dimostra che wallet, bridge operativi e riconciliazione funzionano sotto carico.

La prova delle riserve resta utile ma incompleta. Conferma la presenza di determinati asset e permette agli utenti di verificare l’inclusione dei saldi mediante prove crittografiche. Non sostituisce un bilancio completo, non misura tutte le passività e non spiega come sia avvenuta la compromissione. Il prossimo snapshot, più ampio, dovrà essere accompagnato da informazioni sui controlli interni, sulla quota effettivamente reintegrata e sui token meno liquidi ancora in acquisto.

Il mercato sembra avere separato il rischio di Binance dalla sopravvivenza delle blockchain coinvolte. BTC, ETH, SOL e XRP sono saliti nonostante l’attacco abbia toccato asset su più reti. Questa distinzione è corretta, ma non elimina il contagio di liquidità: se market maker riducono l’esposizione o spostano collaterale, gli spread aumentano ovunque. La fiducia negli intermediari è una variabile di mercato, anche quando il protocollo sottostante continua a funzionare normalmente.

Solana porta le obbligazioni emergenti nella tokenizzazione pubblica

La notizia più significativa tra le narrative altcoin arriva da Solana. Centrifuge e Schroders hanno portato onchain una strategia di obbligazioni dei mercati emergenti, segnando il primo impiego di Solana da parte del gestore britannico. Il prodotto offre quote tokenizzate di un veicolo collegato allo Schroder International Selection Fund Emerging Market Bond. La tokenizzazione si estende oltre liquidità e Treasury a breve.

Questo passaggio aggiunge complessità e utilità potenziale. Le obbligazioni emergenti incorporano rischio sovrano, valutario, societario e di liquidità, diversamente dai fondi monetari tokenizzati. Inserirle in infrastrutture programmabili può ampliare distribuzione e uso come collaterale, ma non rende l’attività sottostante liquida ventiquattr’ore su ventiquattro. Il token può trasferirsi rapidamente; il valore patrimoniale, le finestre di rimborso e la negoziabilità del portafoglio restano governati dal fondo.

Schroders gestisce oltre mille miliardi di dollari e porta decenni di esperienza nel debito emergente. La scala del gestore conferisce credibilità al canale, ma non significa che tutto il patrimonio migri su Solana. Il lancio iniziale serve a testare emissione, registrazione, accesso degli investitori e integrazione con applicazioni. Il valore per SOL dipende dall’uso effettivo della rete, non dal nome del partner isolato.

Per Centrifuge, il progetto dimostra che una blockchain pubblica può ospitare strategie attive, non soltanto rappresentazioni di cassa. Per Solana, rafforza la narrativa degli asset reali mentre il prezzo resta sotto pressione su base settimanale. La verifica riguarderà masse raccolte, numero di investitori, trasferimenti, costi, interoperabilità e regole di conformità. Senza questi dati, la notizia resta una prova infrastrutturale promettente ma non ancora un motore economico misurabile.

Corea del Sud collega la tassa crypto alla legge sugli asset

La Corea del Sud aggiunge un altro segnale regolatorio. Il Partito Democratico al governo ha chiesto di rinviare la tassa sui guadagni da criptovalute prevista per gennaio 2027. Sarebbe il quarto rinvio dall’introduzione del progetto nel 2020. La soglia attuale prevede un’imposta complessiva del 22% sui guadagni annuali oltre 2,5 milioni di won, circa 1.880 dollari. La proposta non è ancora una modifica di legge e richiede un passaggio parlamentare.

La motivazione ufficiale è costruire prima un quadro coerente con il Digital Asset Basic Act e dare a imprese e investitori il tempo di adattarsi. Secondo la ricostruzione di Yonhap, il governo dovrà valutare principi fiscali, condizioni dell’industria e parità di trattamento tra utenti. Il nodo pratico riguarda anche la raccolta dei dati: exchange, autorità fiscali e standard internazionali devono scambiarsi informazioni affidabili su costo e provenienza degli asset.

Kim Min-seok: «È meglio approvare prima il Digital Asset Basic Act.»

Il rinvio può sostenere il mercato retail nel breve periodo, ma ripetere l’incertezza ha un costo. Gli operatori non sanno quali registri conservare, come trattare staking e airdrop o quale soglia applicare. Una soluzione credibile dovrebbe combinare data certa, regole per i diversi tipi di reddito e compatibilità con lo scambio internazionale di dati. Fiscalità e regolazione delle piattaforme non possono procedere isolate.

Altcoin e DeFi reagiscono senza una vera stagione alternativa

Il rialzo di Ether ha migliorato la partecipazione, ma non basta per dichiarare una nuova stagione delle altcoin. Solana è salita oltre il 3% nelle ventiquattro ore ma resta negativa nella settimana; BNB recupera dopo l’attacco a Binance ma perde ancora più del 5% sui sette giorni; XRP è positivo nel giorno e leggermente nella settimana. La gerarchia rivela che il capitale premia la liquidità prima della narrativa.

Zcash ha guadagnato circa il 5% e ha raggiunto un valore vicino a 1.314 dollari, sostenuto dall’attenzione sulla privacy e da proposte di sviluppo. Il movimento è forte, ma un prezzo elevato con offerta e liquidità differenti da Bitcoin richiede cautela nei confronti dei confronti nominali. TRON, invece, è rimasto leggermente negativo nonostante il ruolo centrale nei trasferimenti USDT. Hyperliquid ha perso terreno nel giorno pur conservando un saldo settimanale positivo, segno di prese di profitto e sensibilità ai derivati.

La DeFi tradizionale ha reagito in modo più moderato. Aave guadagnava poco più del 2%, mentre il valore del token resta legato a prestiti, collaterale e aspettative sui ricavi. Quando ETH sale, la qualità delle garanzie migliora e diminuisce la pressione delle liquidazioni; tuttavia, la domanda di credito non aumenta automaticamente. Bisogna distinguere la rivalutazione del collaterale dalla crescita organica dei prestiti e delle commissioni.

Le stablecoin sono il ponte comune tra exchange, DeFi e tokenizzazione. USDT manteneva circa 178 miliardi di capitalizzazione e USDC quasi 71 miliardi, entrambe vicine alla parità. Il dato globale indicava però una contrazione giornaliera dell’offerta stabile. Se persiste, può significare rimborsi o spostamenti tra fonti dati; se si inverte, offre nuova liquidità al sistema. Un rally sostenibile richiede capitale stabile disponibile, non soltanto rivalutazione dei token esistenti.

Per valutare una rotazione bisogna osservare ampiezza, durata e qualità. Ampiezza significa più settori in rialzo; durata significa diverse sedute; qualità significa volumi spot, utenti e ricavi reali. In questa sessione l’ampiezza è migliorata, ma durata e qualità non sono ancora sufficienti. Le narrative più solide sono quelle collegate a eventi verificabili: Devcon per Ethereum, Schroders per Solana, risultati Circle per USDC e attività reale dei protocolli.

Rendimenti, dollaro e lavoro decideranno la durata del recupero

La macroeconomia ha aiutato il rimbalzo. Durante la seduta americana il rendimento del Treasury decennale è sceso verso il 4,84%, il biennale intorno al 4,56% e l’indice del dollaro vicino a 101,1. Rendimenti e dollaro più bassi riducono il costo opportunità di detenere asset senza flussi di cassa e alleggeriscono le condizioni finanziarie. Bitcoin ed Ether hanno reagito come attività sensibili alla liquidità, pur mantenendo catalizzatori specifici.

Il voto introduce però un doppio effetto. Un Congresso diviso può limitare nuove spese o riforme, ma può anche aumentare conflitto su bilancio, debito e nomine. I mercati hanno accolto con sollievo la fine dell’incertezza elettorale; ora devono valutare la capacità di governare. Per le crypto, la relazione passa attraverso tassi reali, dollaro, appetito per tecnologia e probabilità di regole restrittive. Nessun singolo canale domina in ogni seduta.

Il rapporto sull’occupazione statunitense di ottobre, atteso il 6 novembre alle 14:30 italiane, sarà il prossimo catalizzatore macro. Occupazione e salari superiori alle attese possono rafforzare i rendimenti e ridurre la probabilità di tagli; dati più deboli possono sostenere la liquidità, ma anche riaprire timori sulla crescita. Il mercato cercherà soprattutto la combinazione tra nuovi posti, disoccupazione, salari e revisioni dei mesi precedenti.

Anche petrolio e inflazione restano importanti. Quotazioni energetiche più basse possono ridurre la pressione sui prezzi, mentre un nuovo shock geopolitico avrebbe l’effetto opposto. Le criptovalute non sono una copertura meccanica dall’inflazione nel breve periodo: spesso soffrono quando la banca centrale risponde con tassi più alti. La direzione dei rendimenti reali resta una variabile essenziale per interpretare il rimbalzo.

La lezione della seduta è che politica, macro e struttura crypto possono spingere in direzioni differenti. Il voto rende più incerta la legislazione, ma la riduzione dei rendimenti sostiene i prezzi. Gli ETF restano fragili, ma gli exchange spot hanno assorbito vendite. Circle cresce, mentre l’offerta aggregata delle stablecoin arretra nel dato giornaliero. Un’analisi utile deve conservare queste contraddizioni invece di ridurle a una sola narrativa rialzista o ribassista.

Cosa monitorare tra 80.000 dollari, flussi e nuove regole

Il primo segnale è la tenuta di Bitcoin sopra 80.000 dollari. Un consolidamento con volumi meno dipendenti dai derivati indicherebbe che il mercato ha trasformato il rimbalzo in una nuova base. Una perdita rapida riporterebbe in primo piano l’area 77.000-78.000 e il minimo a 75.700. Va osservata anche la differenza tra prezzi sui principali exchange: spread anomali possono rivelare liquidità ancora frammentata.

Il secondo è la forza relativa di Ether. Se ETH rimane sopra 2.400 dollari e continua a fare meglio di BTC anche dopo Devcon, la rotazione guadagna sostanza. Servono però dati coerenti su ETF, attività dei layer 2, stablecoin, staking e DeFi. Una salita isolata del token, priva di domanda di rete o accompagnata da leva crescente, sarebbe più vulnerabile. Gli aggiornamenti su Glamsterdam devono essere letti solo dalle comunicazioni ufficiali, senza anticipare una data mainnet.

Il terzo riguarda gli ETF. Il saldo Bitcoin del 4 novembre deve essere verificato dopo il completamento delle comunicazioni, così come l’afflusso provvisorio sui prodotti Ether. Sarà importante distinguere un ingresso diffuso da un singolo ordine su un emittente. Due o tre sedute coerenti valgono più di un dato parziale, soprattutto dopo oltre un miliardo di riscatti sul comparto Bitcoin.

Il quarto è l’evoluzione politica statunitense. Nomine delle commissioni, priorità dei nuovi presidenti, audizioni sull’attacco a Binance e proposte alternative al CLARITY Act diranno se il Congresso cerca uno scontro o un compromesso. Il GENIUS Act proseguirà verso l’implementazione, quindi emittenti di stablecoin ed exchange dovranno prepararsi anche senza una legge generale sul mercato. Circle offre un primo test di come le imprese quotate comunicheranno riserve, ricavi e crescita.

Il quinto è l’operatività degli exchange. Binance deve completare il reintegro, ampliare i prelievi e pubblicare prove aggiornate; Mercado Bitcoin deve chiarire il proprio incidente; le altre piattaforme saranno spinte a dimostrare controlli e segregazione. Nessun annuncio sostituisce un servizio regolare. Prelievi eseguiti, saldi verificabili e post-mortem tecnici sono le tre conferme da cercare.

Il sesto riguarda le narrative alternative. Per Solana conteranno le masse effettivamente tokenizzate nel progetto Schroders-Centrifuge e la possibilità di utilizzare le quote in applicazioni conformi. Per la Corea del Sud bisognerà vedere se la proposta fiscale diventa legge e con quale nuova data. Per la DeFi servirà una crescita di prestiti e commissioni non dipendente soltanto dal rialzo del collaterale.

Infine, il rapporto sul lavoro statunitense determinerà se la finestra macro resta favorevole. Un rialzo dei rendimenti può comprimere rapidamente il recupero; una sorpresa moderata può lasciare spazio alla domanda. La conclusione della sessione è equilibrata: Bitcoin ha ritrovato 80.000 dollari, Ether ha guidato e il voto ha cambiato il percorso delle regole. Il mercato ha guadagnato tempo, non una certezza.

Fonte dell'articolo: ca.investing.com

I contenuti di Coinlabs sono forniti esclusivamente a scopo informativo ed educativo e non costituiscono consulenza finanziaria o raccomandazioni di investimento. Le criptovalute sono asset volatili: investi solo ciò che puoi permetterti di perdere. Contenuti generati con IA. Immagini e articoli potrebbero essere generati con l'uso di intelligenza artificiale. Nonostante i controlli, potrebbero contenere inesattezze.
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