MPS registra un utile netto di 1,66 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026 e aggiorna le stime per l’intero esercizio. I risultati pubblicati il 6 novembre interessano gli azionisti della banca e i risparmiatori esposti al settore bancario italiano, con ricavi in crescita e costi operativi stabili.
Quanto ha guadagnato MPS nei nove mesi?
L’utile netto di pertinenza della capogruppo raggiunge 1.657 milioni di euro, in aumento del 21,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo terzo trimestre il risultato è pari a 543 milioni, con una crescita annua del 14,6%.
| Voce di bilancio | Gennaio-settembre 2026 | Variazione annua |
|---|---|---|
| Utile netto | 1.657 milioni di euro | +21,2% |
| Ricavi complessivi | 6.023 milioni di euro | +5,6% |
| Margine di interesse | 3.205 milioni di euro | +3,0% |
| Commissioni nette | 1.882 milioni di euro | +3,5% |
| Risultato operativo lordo | 3.461 milioni di euro | +10,2% |
Da dove arriva la crescita dei risultati?
La crescita dei ricavi coinvolge sia il margine di interesse sia le commissioni nette. I dividendi e gli utili delle partecipazioni raggiungono 529 milioni, in aumento del 15,8%, soprattutto per il maggiore contributo della partecipazione in Assicurazioni Generali.
Gli oneri operativi restano sostanzialmente stabili a 2.562 milioni di euro. Il rapporto tra costi e ricavi scende al 43%, in diminuzione di due punti percentuali su base annua.
Il confronto utilizza dati economici del 2025 rideterminati includendo Mediobanca linea per linea, con attribuzione convenzionale del relativo risultato netto agli utili di terzi.
Quali sono le nuove stime per il 2026?
MPS aggiorna la previsione di utile ante imposte per l’intero esercizio a oltre 3,7 miliardi di euro. L’aggiornamento considera l’andamento dei nove mesi e gli effetti della mancata approvazione della fusione con Mediobanca.
I minori risparmi sui costi e le minori spese di integrazione avrebbero un effetto netto positivo di circa 150 milioni di euro sull’utile ante imposte del 2026. La mancata fusione comporta anche la rinuncia al beneficio patrimoniale previsto dall’operazione.
L’eventuale impatto della legge di bilancio 2027 resta in valutazione ed è escluso dalle stime aggiornate.
Qual è la situazione del capitale e dei crediti?
Il CET1 ratio fully loaded si attesta al 16,4% a fine settembre, in aumento rispetto al trimestre precedente. Questo indicatore misura il capitale primario rispetto alle attività ponderate per il rischio.
I crediti deteriorati lordi restano a 3,7 miliardi di euro: la loro incidenza è del 2,4% al lordo delle rettifiche e dell’1,2% al netto. Il costo del rischio nei nove mesi è pari a 38 punti base.
Contenuto informativo: non è una consulenza finanziaria né una sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.