Per i genitori che lavorano in proprio, il Ddl di Bilancio 2027 prevede un voucher fino a 500 euro al mese per un massimo di tre mesi, alternativo al congedo parentale. Servirebbe a pagare baby-sitter e servizi per l’infanzia. La misura non è ancora in vigore e sarebbe sperimentale nel triennio 2027-2029.
Da quando sarebbe disponibile?
Il voucher diventerebbe accessibile soltanto dopo l’approvazione della misura e la definizione delle regole attuative. Il disegno di legge di Bilancio è stato presentato alla Camera il 30 ottobre 2026 come Atto C. 3174.
Al 4 novembre 2026 l’iter risulta in prima lettura alla Camera, nella fase «Da assegnare». Il testo deve quindi affrontare l’esame parlamentare e potrebbe essere modificato prima dell’approvazione definitiva.
Chi potrebbe richiederlo?
Il contributo sarebbe destinato alle madri e ai padri lavoratori autonomi iscritti alle gestioni previdenziali INPS indicate dalla proposta. La platea comprenderebbe:
- commercianti;
- artigiani;
- lavoratori autonomi agricoli;
- autonomi iscritti alla Gestione separata.
L’iscrizione previdenziale sarebbe quindi un elemento decisivo per accedere al beneficio. La sola titolarità di una partita IVA non basterebbe a includere qualsiasi professionista nella platea.
Se entrambi i genitori fossero lavoratori autonomi, il contributo sarebbe riconosciuto a uno solo. I criteri di accesso dovrebbero essere precisati attraverso il decreto previsto dalla misura.
Quanto spetterebbe e per quali spese?
L’importo massimo sarebbe di 500 euro mensili per un periodo non superiore a tre mesi. Il voucher sarebbe destinato all’acquisto di servizi di baby-sitting e al pagamento dei servizi educativi per l’infanzia, compresi quelli pubblici o privati accreditati.
Il beneficio sarebbe fruibile al termine del congedo di maternità o paternità, nell’arco degli undici mesi successivi. L’accesso avverrebbe su richiesta e in alternativa al relativo congedo parentale.
La proposta esclude il contributo dal calcolo dell’ISEE utilizzato per determinare l’Assegno unico e universale. Il limite di spesa previsto è di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029.
Come si farebbe domanda?
Le modalità operative devono ancora essere definite: il Ddl rinvia a un decreto i criteri di accesso, l’utilizzo del beneficio e il monitoraggio della spesa.
Il provvedimento sarebbe adottato dall’autorità politica delegata alle politiche per la famiglia, insieme ai ministri del Lavoro e dell’Economia. Le regole attuative dovrebbero anche assicurare il rispetto delle risorse disponibili.
Il deposito del disegno di legge non apre la procedura di domanda. Per conoscere canali, documenti richiesti e termini di presentazione occorrerà attendere l’approvazione della disposizione e i successivi provvedimenti attuativi.
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