L’ESMA ha chiesto agli operatori crypto autorizzati nell’UE di interrompere i servizi sulle stablecoin non conformi a MiCA. Il parere pubblicato l’8 ottobre 2026 riguarda anche i clienti italiani e indica alle autorità nazionali un termine massimo di tre mesi per gestire le esposizioni già esistenti.
Quali servizi sono coinvolti in Italia
La richiesta riguarda i prestatori di servizi per le criptoattività autorizzati ai sensi di MiCA che servono clienti nell’Unione europea, inclusa l’Italia. Comprende le stablecoin classificate come token collegati ad attività, o ART, e token di moneta elettronica, o EMT, che non rispettano i requisiti del regolamento.
Il perimetro comprende piattaforme di negoziazione, scambi, esecuzione e trasmissione degli ordini, collocamento, consulenza, trasferimenti, custodia e gestione di portafogli. Gli operatori devono predisporre controlli tecnici, contrattuali e organizzativi per impedire ai clienti di acquistare questi token o aumentare le proprie esposizioni.
Da quando decorrono i tre mesi
Quando le autorità nazionali individuano esposizioni preesistenti residue, l’ESMA chiede che siano gestite il prima possibile e comunque entro tre mesi dalla pubblicazione del parere.
Le autorità possono consentire servizi residui strettamente necessari alla liquidazione, conversione, ritiro, trasferimento o custodia delle disponibilità esistenti. Queste attività devono avere una durata limitata ed essere sottoposte a stretta vigilanza.
Come vengono gestite le posizioni esistenti
Le funzionalità residue devono consentire una chiusura ordinata delle posizioni ed evitare danni ai clienti. Devono essere comunicate chiaramente agli utenti e non possono facilitare nuovi acquisti, promozione, negoziazione o distribuzione attiva delle stablecoin interessate.
Il parere estende le aspettative di vigilanza a tutti i servizi crypto, anche quando il singolo servizio non costituisce un’offerta al pubblico o un’ammissione alla negoziazione. L’ESMA considera insufficienti avvertenze e dichiarazioni di accettazione dei rischi per compensare l’assenza delle tutele richieste agli emittenti da MiCA.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né un invito a investire.