Il disegno di Legge di Bilancio 2027 prevede un’exit tax sui guadagni finanziari maturati da chi trasferisce la residenza fiscale all’estero, comprese le plusvalenze crypto non realizzate. La decorrenza proposta è il 1° gennaio 2027: chi rientra nei requisiti potrebbe dover versare l’imposta anche senza vendere. Serve l’approvazione parlamentare.
Chi possiede crypto rientra nella proposta
L’articolo 17 introduce l’imposizione in uscita per le persone fisiche e altri soggetti che non esercitano imprese commerciali. Il perimetro richiama i redditi dell’articolo 76, comma 1, lettere da d) a i), del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi: la lettera i) comprende le plusvalenze e gli altri proventi delle cripto-attività.
Per le persone fisiche sono previsti due requisiti: essere state fiscalmente residenti in Italia per almeno sei degli ultimi dieci periodi d’imposta e possedere beni e diritti interessati dalla disposizione per un valore normale complessivo di almeno 800.000 euro.
La soglia riguarda il valore complessivo delle attività comprese nella misura. Il suo raggiungimento dipende quindi anche dagli altri investimenti finanziari posseduti.
Quando scatta la tassazione senza vendita
La proposta riguarda la perdita della residenza fiscale italiana con effetto dal 1° gennaio 2027, quando il trasferimento comporta la perdita del potere impositivo dell’Italia sui redditi interessati.
Il calcolo considera la somma delle differenze positive tra il valore normale dei singoli beni e diritti e il relativo costo fiscale. La valutazione avviene nell’ultimo giorno del periodo d’imposta precedente a quello in cui ha effetto la perdita della residenza.
Come funzionano pagamento e rinvio
Il termine previsto per il versamento è di 180 giorni. Per i trasferimenti nell’Unione europea o in altri Stati con gli accordi richiesti, è prevista un’opzione di differimento, subordinata al pagamento di un acconto del 50% e alla prestazione di una garanzia.
Il periodo considerato è di cinque periodi d’imposta per i trasferimenti nell’UE e dieci per le altre destinazioni ammesse. Nel regime di differimento, l’imposta non è dovuta sui beni rimasti invenduti alla scadenza; le somme versate in eccedenza sono rimborsate.
La disposizione resta una proposta e può cambiare durante l’esame parlamentare.
Le criptovalute sono strumenti ad alto rischio e molto volatili: il loro valore può azzerarsi. Questo articolo ha solo scopo informativo e non è una consulenza finanziaria né un invito a investire.