La DeFi, o finanza decentralizzata, comprende servizi di prestito e scambio di criptoattività eseguiti tramite smart contract su blockchain. I rischi includono errori del codice, attacchi informatici, liquidazioni delle garanzie e liquidità insufficiente per uscire dalle posizioni. Le tutele possono essere limitate o assenti, anche quando il servizio è accessibile dall’Italia.
Che cos’è la DeFi e cosa fanno gli smart contract?
La DeFi è un insieme di applicazioni che permettono di svolgere operazioni finanziarie attraverso protocolli su blockchain. Tra le attività disponibili rientrano prestiti, scambi di token e conferimento di liquidità.
Un protocollo definisce le regole dell’operazione; gli smart contract sono programmi che eseguono quelle regole quando vengono soddisfatte le condizioni previste. Il sito usato per accedere al servizio è l’interfaccia attraverso cui l’utente prepara le operazioni da autorizzare con il wallet.
La parola decentralizzata comprende strutture diverse: alcuni contratti sono immutabili, altri prevedono aggiornamenti o funzioni di emergenza. I poteri di aggiornamento e sospensione dipendono dall’architettura del contratto e incidono sul controllo effettivo del servizio.
Come funzionano i prestiti nella DeFi?
Nei protocolli di prestito, gli utenti forniscono token a una riserva comune dalla quale altri utenti possono prendere a prestito, rispettando le condizioni previste. In Aave, i token conferiti alimentano pool utilizzati per prestiti sovracollateralizzati e maturano interessi variabili.
Sovracollateralizzato significa che il valore della garanzia supera quello del prestito. In Aave, il costo del debito cambia in funzione dell’utilizzo della liquidità e dei parametri del protocollo: il tasso visualizzato all’apertura può quindi cambiare durante il prestito.
Il percorso tecnico comprende questi passaggi:
- L’utente collega il wallet all’interfaccia e seleziona rete e token.
- Per conferire i token, autorizza il contratto a trasferirli e conferma l’operazione. L’autorizzazione può richiedere una transazione oppure una firma, in base alla modalità disponibile.
- Se apre un prestito, seleziona il token e l’importo entro i limiti consentiti dalla garanzia e dalla liquidità disponibile.
- Dalla conferma del prestito iniziano a maturare gli interessi, mentre la posizione resta soggetta alle regole di liquidazione.
Le principali operazioni espongono a rischi differenti:
| Operazione | Funzionamento | Rischio caratteristico |
|---|---|---|
| Fornire token a un protocollo di prestito | I token diventano disponibili per i prestiti | Liquidità insufficiente per il prelievo |
| Prendere a prestito | Si riceve un token contro garanzia | Liquidazione e interessi variabili |
| Scambiare token | Si converte un token in un altro | Prezzo di esecuzione diverso da quello atteso |
| Fornire liquidità a uno scambio | Si alimentano le riserve utilizzate dagli scambi | Variazione del valore e della composizione della posizione |
Come avvengono gli scambi e quali costi hanno?
Gli scambi decentralizzati permettono di convertire token tramite smart contract, con costi legati al protocollo e alla rete. Nel modello AMM utilizzato da Uniswap, lo scambio avviene contro le riserve di un pool e il prezzo dipende dal suo stato.
Il price impact è l’effetto della propria operazione sul prezzo: cresce quando l’importo dello scambio è elevato rispetto alla liquidità disponibile. Lo slippage indica lo scostamento tra prezzo atteso e prezzo effettivo di esecuzione; price impact e slippage descrivono aspetti distinti del risultato dello scambio.
Le commissioni di scambio di Uniswap dipendono dal pool e dalla versione del protocollo. Nel 2026, Uniswap Labs non applica commissioni di interfaccia; restano le altre componenti di costo dell’operazione.
Su Ethereum, le transazioni richiedono commissioni di rete, chiamate gas, che variano con la congestione e le operazioni eseguite. Anche un’autorizzazione preliminare può richiedere una transazione con un proprio costo.
Che cosa sono gli exploit e perché gli audit non bastano?
Un exploit è lo sfruttamento di una vulnerabilità che permette di ottenere effetti dannosi, come sottrarre token o compromettere il funzionamento di un protocollo. Gli audit sono revisioni del codice che possono individuare problemi, senza garantire l’assenza di ogni errore.
Il rischio riguarda anche le dipendenze esterne. In Aave, errori o compromissioni degli oracoli, i sistemi che forniscono prezzi e altri dati, possono produrre valutazioni scorrette; reti e collegamenti tra blockchain introducono ulteriori rischi tecnici.
Le autorizzazioni del wallet costituiscono un’altra superficie di rischio: concedono a un contratto il diritto di trasferire determinati token entro un limite. Un’autorizzazione illimitata amplia la quantità di token accessibile al contratto.
Il phishing può invece indurre a firmare richieste su siti contraffatti. Link malevoli, messaggi ingannevoli e furto delle chiavi private possono causare perdite anche senza una vulnerabilità del protocollo.
Perché liquidità e liquidazioni possono causare perdite?
La liquidità determina la possibilità di prelevare o scambiare token, mentre la liquidazione consente di chiudere debiti quando la garanzia diventa insufficiente. In Aave, il prelievo dipende dalla liquidità disponibile e dagli eventuali vincoli della posizione usata come garanzia.
Se i token della riserva sono già prestati, il saldo visualizzato può superare l’importo immediatamente prelevabile. I prelievi possono restare bloccati finché arrivano rimborsi o nuovi conferimenti.
Per chi prende a prestito, la diminuzione del valore della garanzia o l’aumento del debito possono attivare la liquidazione. In Aave V3, un health factor inferiore a 1 rende la posizione liquidabile: i liquidatori possono rimborsare debito ricevendo parte della garanzia e un bonus previsto dal protocollo.
Chi fornisce liquidità a un AMM affronta anche l’impermanent loss: la posizione può valere meno rispetto alla semplice detenzione degli stessi token. Le commissioni incassate non garantiscono di compensare questa differenza.
Quali tutele mancano nella finanza decentralizzata?
La DeFi non offre automaticamente le protezioni associate ai servizi finanziari regolamentati, e alcuni servizi possono lasciare l’utente senza specifiche tutele del consumatore. La protezione dipende dalla criptoattività, dal servizio e dal soggetto coinvolto; MiCA non introduce una copertura generale tramite sistemi di indennizzo.
MiCA esclude dal proprio ambito i servizi prestati in modo pienamente decentralizzato senza intermediari, mentre può applicarsi ad attività svolte solo in parte in modo decentralizzato. L’etichetta DeFi, da sola, non determina il trattamento giuridico.
Anche il recupero tecnico ha limiti precisi: nei contratti principali di Uniswap, nessun soggetto può annullare retroattivamente uno scambio eseguito. L’eventuale assistenza sull’interfaccia non comporta quindi un potere generale di rimborso o storno.
Domande frequenti
Gli interessi nella DeFi sono garantiti?
No. Nei protocolli descritti i tassi possono cambiare e il capitale resta esposto ai rischi tecnici, di mercato e di liquidità.
Posso perdere tutti i token versati?
Sì. Exploit, truffe o altri eventi possono causare perdite anche totali; la presenza di audit non elimina questa possibilità.
Posso prelevare in qualsiasi momento?
Il prelievo dipende dalle regole del protocollo, dalla liquidità disponibile e dall’eventuale utilizzo dei token come garanzia di un prestito.
Le criptovalute sono strumenti ad alto rischio e molto volatili: il loro valore può azzerarsi. Questo articolo ha solo scopo informativo e non è una consulenza finanziaria né un invito a investire.