Il Consiglio europeo per i pagamenti (EPC) ha rinviato entro febbraio 2027 la decisione sulla nuova scadenza per gli indirizzi nei pagamenti SEPA. La scelta risale al 29 ottobre 2026: resta superato il termine del 15 novembre e continua a essere ammesso il formato non strutturato, anche per gli operatori italiani.
Quando sarà decisa la nuova scadenza
Il Payment Scheme Management Board dell’EPC aveva deciso il 9 settembre di rinviare la fine dell’utilizzo degli indirizzi non strutturati. L’aggiornamento dei regolamenti del 30 settembre aveva eliminato il riferimento al 15 novembre 2026.
La successiva decisione del 29 ottobre rinvia anche la definizione del nuovo termine. Il comitato tornerà a riunirsi entro febbraio 2027 per stabilirlo, sulla base del monitoraggio dei formati utilizzati e degli sviluppi del settore dei pagamenti.
Febbraio 2027 indica il termine previsto per decidere la nuova data. L’entrata in vigore del divieto di utilizzare indirizzi non strutturati resta da fissare.
Cosa cambia per banche e imprese italiane
Il rinvio riguarda tutti gli schemi di pagamento EPC, compresi i bonifici SEPA ordinari e istantanei e gli addebiti diretti. Si applica anche alle banche, agli altri prestatori di servizi di pagamento e alle imprese italiane che utilizzano questi schemi.
Per le imprese, le regole sul formato interessano i messaggi di pagamento XML basati sullo standard ISO 20022 inviati al proprio prestatore. Il rinvio mantiene utilizzabile l’indirizzo non strutturato oltre il 15 novembre; le altre regole operative restano invariate.
Quali formati restano ammessi
Restano supportati gli indirizzi non strutturati, strutturati e ibridi. Nel formato strutturato le componenti dell’indirizzo occupano campi distinti; quello ibrido combina campi separati per città e Paese con righe di testo libero.
Le regole EPC sulla trasmissione degli indirizzi mantengono facoltativo l’indirizzo del beneficiario nei bonifici ordinari e istantanei. La scadenza riguarda quindi il formato dell’indirizzo quando viene trasmesso.
L’EPC mantiene la raccomandazione ai partecipanti di proseguire i programmi di migrazione e di assistere i clienti nel passaggio al formato pienamente strutturato.
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