L’Ecobonus avrebbe un tetto unico di spesa di 96.000 euro per immobile per gli interventi del 2027. La modifica riguarda proprietari e famiglie che programmano lavori di riqualificazione energetica: è prevista dal Ddl di Bilancio 2027, all’articolo 4, e resta subordinata all’approvazione parlamentare.
Come funzionerebbe il tetto di spesa?
Il limite di 96.000 euro sarebbe complessivo per la stessa unità immobiliare e comprenderebbe le diverse lavorazioni agevolate con l’Ecobonus. L’importo rappresenterebbe la spesa sulla quale applicare la percentuale di detrazione.
Il nuovo articolo 360-ter proposto dal Ddl prevede inoltre che, per la semplice prosecuzione di interventi iniziati negli anni precedenti, entrino nel conteggio anche le spese già sostenute per le quali è stata utilizzata la detrazione. Il plafond disponibile per questi lavori terrebbe quindi conto delle somme già agevolate.
Per le parti comuni condominiali il testo stabilisce una soglia specifica: 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Quali lavori sarebbero interessati?
Il tetto riguarderebbe gli interventi di efficientamento energetico ammessi all’agevolazione, comprese finestre, isolamento e impianti. Nel perimetro della proposta rientrerebbero diverse tipologie di lavori energetici:
- sostituzione di finestre e infissi;
- coibentazioni e cappotti termici;
- pompe di calore e sistemi ibridi;
- impianti solari termici e schermature solari;
- dispositivi per il controllo degli impianti e dei consumi.
L’effetto riguarderebbe soprattutto i progetti che combinano più lavorazioni sulla stessa casa. Infissi, isolamento e impianti concorrerebbero al medesimo limite: per le riqualificazioni più estese, questo potrebbe ridurre la quota complessiva di spesa agevolabile.
Le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili resterebbero escluse. L’inserimento di un intervento nell’elenco delle opere ammesse continuerebbe a richiedere il rispetto delle condizioni tecniche previste.
Quali aliquote prevede il Ddl?
La proposta prevede una detrazione del 50% per l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale di godimento e del 36% negli altri casi. La qualificazione dell’immobile e il titolo del contribuente inciderebbero quindi sulla percentuale applicabile.
La detrazione sarebbe ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Percentuale, spese ammesse e massimale concorrerebbero a determinare il beneficio fiscale riconoscibile per ciascun intervento.
Da quando si applicherebbero le novità?
Le disposizioni proposte riguardano le spese sostenute nel 2027, ma il nuovo tetto non è ancora una regola definitiva. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge il 28 ottobre 2026.
Il provvedimento resta all’esame del Parlamento e può essere modificato durante il passaggio nelle commissioni e in Aula. L’applicazione del massimale e delle altre condizioni dipenderà dal testo approvato definitivamente.
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