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CBDC: cosa sono le monete delle banche centrali

Cosa sono le CBDC, come si distinguono da criptovalute e stablecoin e a che punto sono i progetti nel mondo e l’euro digitale nel 2026.

Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs Redazione Coinlabs
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CBDC: cosa sono le monete delle banche centrali
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Le CBDC sono valute digitali emesse da una banca centrale e denominate nella moneta ufficiale di riferimento. Possono servire ai pagamenti di cittadini e imprese oppure alle operazioni tra intermediari finanziari. Si distinguono da criptovalute e stablecoin per la natura pubblica dell’emittente. L’euro digitale è il progetto dell’Eurosistema.

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Che cosa significa CBDC e chi può utilizzarla?

CBDC significa Central Bank Digital Currency, cioè valuta digitale di banca centrale; gli utilizzatori dipendono dal modello adottato. Una CBDC costituisce una passività della banca centrale: chi la detiene ha un credito verso l’istituzione emittente.

La distinzione principale riguarda l’accesso e la funzione della moneta:

  • CBDC al dettaglio, o retail: destinata ai pagamenti di cittadini e imprese, per esempio negli acquisti quotidiani e nei trasferimenti tra persone.
  • CBDC all’ingrosso, o wholesale: destinata alle operazioni tra intermediari finanziari, come il regolamento di trasferimenti e transazioni su titoli.

La moneta di banca centrale è già disponibile in forma digitale per le operazioni tra banche. I progetti wholesale riguardano anche l’evoluzione di queste infrastrutture, mentre una CBDC retail estende al pubblico l’accesso alla moneta pubblica digitale.

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Qual è la differenza tra CBDC, criptovalute e stablecoin?

La differenza principale riguarda chi emette lo strumento e da che cosa dipende il suo valore. La distinzione tra euro digitale, stablecoin e criptoattività separa la moneta pubblica dagli strumenti privati e dalle attività prive di un emittente centrale.

StrumentoEmissioneValore e caratteristiche
CBDCBanca centraleDenominata nella valuta ufficiale; rappresenta moneta di banca centrale.
Criptovaluta senza emittente centraleRete regolata da un protocolloPrezzo soggetto alle condizioni di mercato; assenza di una garanzia della banca centrale.
StablecoinSoggetto privatoMira a mantenere un valore stabile rispetto a un riferimento; la tenuta dipende dal meccanismo adottato e, quando presenti, dalle riserve.

Una stablecoin riferita all’euro resta distinta dalla moneta emessa dall’Eurosistema. L’ancoraggio dichiarato a una valuta e la disponibilità di riserve sono caratteristiche diverse dall’essere una passività della banca centrale.

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Anche il saldo di un conto bancario ha natura diversa: rappresenta un credito verso la banca commerciale. Un pagamento effettuato tramite un’app può quindi trasferire moneta bancaria senza coinvolgere una CBDC.

Quali progetti di CBDC esistono nel mondo?

Nel mondo esistono CBDC già emesse, sperimentazioni pilota e progetti ancora in preparazione. Queste fasi indicano livelli diversi di disponibilità e maturità operativa.

Tra le esperienze internazionali figurano le emissioni nelle Bahamas, in Giamaica e in Nigeria, insieme ai progetti pilota avviati in Cina e India. Anche il Regno Unito lavora a un progetto di sterlina digitale.

  • Emissione: la valuta digitale è stata introdotta; questo stato non misura quanto venga effettivamente utilizzata.
  • Progetto pilota: le funzionalità vengono provate in un perimetro definito, con partecipanti e condizioni di sperimentazione.
  • Preparazione: vengono sviluppati il disegno tecnico, le modalità di distribuzione e il quadro necessario a un’eventuale introduzione.

Una sperimentazione non garantisce il successivo lancio. Inoltre, un progetto destinato agli intermediari finanziari ha finalità e utilizzatori diversi da una valuta digitale per gli acquisti dei cittadini.

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A che punto è l’euro digitale nel 2026?

Nel 2026 l’euro digitale è ancora in preparazione e non è disponibile al pubblico. Il quadro legislativo necessario alla sua istituzione resta in attesa dell’adozione definitiva da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.

La fase preparatoria si è svolta da novembre 2023 a ottobre 2025. Successivamente il lavoro è proseguito sulla preparazione tecnica, sul confronto con gli operatori e sul sostegno al processo legislativo.

Una possibile emissione nel 2029 dipenderebbe dall’adozione del regolamento nel corso del 2026. La decisione sull’emissione spetterebbe comunque alla BCE dopo il completamento dell’iter legislativo: il calendario progettuale non costituisce una data di disponibilità garantita.

L’euro digitale sarebbe emesso dall’Eurosistema, composto dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dell’area dell’euro. Rappresenterebbe una forma della stessa moneta utilizzata oggi e affiancherebbe banconote e monete.

Come si userebbe l’euro digitale per pagare?

L’euro digitale si userebbe attraverso un conto dedicato presso una banca o un altro prestatore di servizi di pagamento, con funzionalità online e offline. Il funzionamento previsto comprende acquisti nei negozi, pagamenti online e trasferimenti tra persone.

Il percorso descritto nel progetto sarebbe questo:

  1. Aprire il conto in euro digitali attraverso una banca o un prestatore di servizi di pagamento dell’Unione europea.
  2. Alimentare il saldo, convertendo fondi disponibili in euro digitali.
  3. Autorizzare il pagamento tramite il servizio utilizzato, presso il negozio o durante un acquisto online.
  4. Preparare il saldo offline, trasferendovi preventivamente i fondi necessari per pagare senza connessione.

Per la modalità offline, il progetto prevede pagamenti di prossimità, avvicinando dispositivi compatibili. Le funzioni di base sarebbero gratuite per i singoli utenti; eventuali servizi aggiuntivi potrebbero essere a pagamento.

Quali limiti e tutele avrebbe l’euro digitale?

Il progetto prevede limiti alla detenzione, protezione dei dati e misure di sicurezza, con caratteristiche da coordinare con il quadro legislativo definitivo. Gli importi ipotizzati nelle analisi tecniche non costituiscono un massimale già applicabile ai cittadini.

Il limite alle disponibilità servirebbe a contenere il trasferimento di depositi dalle banche all’euro digitale. Il possibile impatto delle CBDC sul sistema bancario dipende dal loro disegno e dalla risposta delle banche ai deflussi di depositi.

Sul piano della riservatezza, i pagamenti offline offrirebbero una privacy simile a quella del contante: i dettagli personali delle operazioni sarebbero conosciuti da chi paga e da chi riceve. Nei pagamenti online l’Eurosistema non potrebbe collegare direttamente le operazioni all’identità degli utenti.

Gli intermediari avrebbero accesso ai dati necessari per rispettare gli obblighi di legge, compresi quelli antiriciclaggio. La protezione della privacy convivrebbe quindi con l’identificazione richiesta per l’accesso ai servizi.

Domande frequenti

Le CBDC devono utilizzare una blockchain?

No. La tecnologia dipende dal progetto. Per l’euro digitale è prevista una piattaforma di regolamento centralizzata, come descritto nelle caratteristiche dell’architettura tecnica.

L’euro digitale produrrebbe interessi?

No. Il disegno attuale prevede che le disponibilità in euro digitali non siano remunerate.

L’euro digitale avrebbe una scadenza per spenderlo?

Il progetto esclude la moneta programmabile con restrizioni prestabilite su quando, dove o a chi pagare. Potrebbe consentire pagamenti condizionati, come un trasferimento alla consegna, sulla base di condizioni concordate.

Informazioni tratte da fonti ufficiali alla data dell'articolo. Per la tua situazione verifica sul sito dell'ente o con un professionista abilitato (CAF, patronato, commercialista).

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