Il conto titoli è il deposito collegato al conto corrente che custodisce e amministra gli strumenti finanziari. Nel 2026 tenerlo comporta eventuali spese di custodia, commissioni sulle operazioni e imposta di bollo sui prodotti finanziari. Il costo complessivo dipende dalle condizioni contrattuali, dai titoli detenuti e dalle operazioni eseguite.
Cos'è il conto titoli e a cosa serve?
Il conto titoli è il rapporto utilizzato per registrare gli strumenti finanziari detenuti dal cliente e le operazioni che li riguardano. Può accogliere, per esempio, azioni, obbligazioni e titoli di Stato.
Il deposito titoli è abbinato a un conto corrente sul quale transitano acquisti, vendite, commissioni, imposte, cedole e dividendi. Il collegamento permette quindi di regolare i movimenti di denaro che derivano dalle operazioni e dall'amministrazione degli strumenti.
Con il contratto di deposito in amministrazione, l'intermediario assume gli obblighi di custodia e amministrazione dei titoli. Tra le attività rientra la riscossione degli interessi e dei dividendi spettanti al cliente.
Quanto costa tenere aperto un conto titoli?
Tenere aperto un conto titoli ha un costo che dipende dalle spese contrattuali di custodia e amministrazione, dalle operazioni eseguite e dal bollo applicabile.
Le commissioni del conto titoli e le eventuali spese di gestione e amministrazione dipendono dalle condizioni concordate con l'intermediario. Per questo il nome del servizio, da solo, non identifica un prezzo annuale.
| Voce | Che cosa riguarda | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Custodia e amministrazione | Tenuta del deposito e servizi relativi ai titoli | Condizioni economiche del rapporto |
| Commissioni di negoziazione | Operazioni di acquisto e vendita | Tariffa applicata alle operazioni |
| Imposta di bollo | Comunicazioni relative ai prodotti finanziari | Valore rilevante e periodo rendicontato |
| Conto corrente collegato | Tenuta del conto e servizi utilizzati | Contratto del conto corrente |
La custodia remunera un servizio che prosegue durante la detenzione degli strumenti. Le commissioni di negoziazione sono invece collegate alle operazioni: l'assenza di acquisti e vendite lascia comunque da considerare le altre voci applicabili.
Come funzionano le commissioni di acquisto e vendita?
Le commissioni di negoziazione sono i corrispettivi applicati dall'intermediario alle operazioni sugli strumenti finanziari, secondo le modalità previste dal contratto.
Le modalità di applicazione possono prevedere commissioni fisse per operazione oppure importi commisurati al valore nominale o al controvalore dei titoli. Le condizioni possono differire anche in relazione alla tipologia di strumento.
Una tariffa espressa in percentuale richiede quindi di individuare la base sulla quale viene applicata. Una commissione fissa indica invece un importo per l'operazione, secondo le condizioni pattuite.
Nelle negoziazioni sul mercato secondario è presente anche lo spread, cioè la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Questo costo implicito si aggiunge agli elementi necessari per comprendere il costo dell'operazione.
Quanto si paga di imposta di bollo nel 2026?
Nel 2026 il bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari è pari al 2 per mille annuo del valore rilevante.
L'aliquota si applica dal 2014 al complessivo valore di mercato oppure, quando questo manca, al valore nominale o di rimborso. Il bollo è dovuto anche quando durante il periodo non vengono effettuate compravendite.
Il valore viene rilevato alla fine del periodo rendicontato oppure al 31 dicembre in assenza di rendicontazione. La periodicità delle comunicazioni incide sul periodo al quale viene rapportata l'imposta.
Il conto corrente collegato ha una disciplina distinta: per le persone fisiche il bollo è di 34,20 euro annui, con esenzione quando la giacenza media complessiva rilevante non supera 5.000 euro. Per verificare questa soglia vengono considerati insieme i conti correnti e i libretti identicamente intestati presso lo stesso intermediario.
Esempio sulla soglia: un portafoglio di azioni del valore di 5.000 euro resta soggetto al bollo proporzionale; la soglia di esenzione prevista per la giacenza del conto corrente non si estende alle azioni custodite nel dossier.
Esempio sul conto collegato: con giacenza media di 5.600 euro e rendicontazione semestrale, il bollo sul conto corrente della persona fisica è di 17,10 euro per ciascun semestre. Questo addebito riguarda il conto corrente e segue regole proprie.
Dove si trovano i costi previsti e quelli già pagati?
I costi previsti si trovano nella documentazione contrattuale e informativa; quelli effettivamente sostenuti risultano dalle comunicazioni e dai rendiconti del rapporto.
Le spese a carico del cliente devono essere indicate nel contratto e le informazioni sui costi devono essere disponibili prima della firma. La lettura dei documenti permette di associare ogni addebito al servizio cui si riferisce.
- Individuare nel contratto e nel documento di sintesi le condizioni di custodia e amministrazione.
- Leggere le commissioni previste per le operazioni e le relative modalità di applicazione.
- Esaminare separatamente le condizioni del conto corrente collegato.
- Riscontrare gli addebiti nei movimenti e nel rendiconto dei costi e oneri.
Il rendiconto dei costi e oneri comprende anche custodia, amministrazione e compravendite e viene inviato entro il 30 aprile per le spese dell'anno solare precedente. Il cliente può chiedere spiegazioni più dettagliate sulle voci riportate.
Come si trasferiscono i titoli a un altro intermediario?
Il trasferimento avviene attraverso una richiesta agli intermediari coinvolti, nella quale va precisato anche se il deposito di origine deve essere chiuso.
- Verificare con l'intermediario destinatario la possibilità di ricevere gli strumenti interessati.
- Presentare la richiesta con gli estremi dei rapporti e l'indicazione dei titoli da trasferire.
- Specificare l'eventuale richiesta di estinzione del deposito di origine.
- Acquisire conferma del completamento del trasferimento e dell'eventuale chiusura.
Il trasferimento autonomo e quello collegato alla chiusura del deposito hanno un trattamento diverso ai fini dei limiti alle spese. Quando il rapporto resta aperto, rilevano le condizioni economiche previste per il servizio.
Il recesso da un contratto a tempo indeterminato è consentito in ogni momento senza penalità e senza spese. Per i servizi aggiuntivi necessari al recesso, il rimborso è ammesso quando interviene un soggetto terzo e le relative spese sono state pubblicizzate e riportate nel contratto.
La normativa primaria non stabilisce un termine generale per il trasferimento dei titoli analogo a quello della portabilità dei servizi di pagamento. Le caratteristiche degli strumenti possono incidere sui tempi di completamento.
Domande frequenti
Il conto titoli è collegato al conto corrente?
Sì. Nel rapporto descritto, il conto corrente regola i movimenti di denaro derivanti dagli strumenti custoditi, comprese commissioni, cedole e dividendi.
Si paga anche senza comprare o vendere?
Sì, restano applicabili il bollo sui prodotti finanziari e le eventuali spese contrattuali di custodia e amministrazione.
Il trasferimento comporta la chiusura del deposito?
La richiesta deve precisare se si intende anche estinguere il rapporto. Trasferimento dei titoli e chiusura del deposito sono operazioni distinte.
Contenuto informativo: non è una consulenza finanziaria né una sollecitazione all'investimento. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.