La tokenizzazione rappresenta beni o diritti attraverso token registrati su blockchain o altri registri distribuiti. Per azioni e obbligazioni riguarda l’emissione, il trasferimento e la gestione dei titoli; per gli immobili richiede un collegamento giuridico con il bene. I diritti del risparmiatore dipendono dalla struttura dell’operazione e dalle norme applicabili.
Che cosa significa tokenizzare un bene?
Tokenizzare significa creare una rappresentazione digitale di un’attività o dei diritti collegati a essa su un registro distribuito, chiamato DLT. La blockchain è una delle tecnologie utilizzabili per mantenere questo registro condiviso.
Un titolo può nascere direttamente sul registro oppure essere rappresentato digitalmente dopo la sua emissione tradizionale. Nel secondo caso occorre mantenere coerenti la rappresentazione digitale e l’attività esistente fuori dalla blockchain.
Gli smart contract sono programmi che eseguono operazioni al verificarsi di condizioni prestabilite. La loro applicazione potrebbe automatizzare pagamenti, controlli sui trasferimenti e altre attività amministrative, con risultati che dipendono dalla struttura tecnica e giuridica adottata.
Come funzionano azioni e titoli tokenizzati?
Azioni e titoli tokenizzati utilizzano il registro distribuito per rappresentare e trasferire i diritti dello strumento finanziario. Per comprendere che cosa attribuiscono contano la categoria del titolo, le condizioni di emissione e il valore giuridico delle registrazioni.
In Italia, il decreto FinTech disciplina l’emissione e la circolazione digitale di determinati strumenti finanziari. La scritturazione nel registro attribuisce al soggetto registrato la legittimazione all’esercizio dei diritti relativi allo strumento, secondo la sua disciplina.
Per un’azione rilevano i diritti patrimoniali e amministrativi della relativa categoria; per un’obbligazione rilevano il credito verso l’emittente, gli interessi eventualmente previsti e le condizioni di rimborso. L’automazione di un pagamento resta collegata alla disponibilità delle somme dovute.
I titoli tokenizzati restano soggetti alla legislazione sugli strumenti finanziari e sono esclusi dall’ambito del regolamento MiCA. La parola “token” da sola non identifica quindi il regime normativo applicabile.
Un token immobiliare rende proprietari di una casa?
Un token immobiliare attribuisce i diritti definiti dalla struttura giuridica dell’operazione: il riferimento a una casa non dimostra, da solo, la proprietà dell’immobile. Il collegamento tra token, titolare e bene deve risultare dalla documentazione dell’operazione.
La tokenizzazione di un bene fisico, come un immobile, richiede attività e collegamenti esterni alla blockchain. La registrazione digitale riguarda la rappresentazione del diritto; l’edificio, la sua gestione e i rapporti con eventuali occupanti continuano a esistere nel mondo reale.
Per esempio, se il token rappresenta un’obbligazione emessa da una società proprietaria dell’edificio, il titolare ha un credito verso quella società. La proprietà dell’edificio resta alla società: questo esempio mostra perché l’identificazione del diritto precede qualsiasi valutazione del funzionamento tecnico.
Il frazionamento digitale potrebbe consentire di rappresentare partecipazioni economiche più piccole. La possibilità di trasferirle e di ricevere distribuzioni dipenderebbe comunque dai contratti, dalle regole applicabili e dall’esistenza di controparti.
Come funziona il regime pilota DLT europeo?
Il regime pilota DLT consente a infrastrutture autorizzate di sperimentare negoziazione e regolamento di strumenti finanziari attraverso registri distribuiti, con esenzioni specifiche e condizioni di tutela.
| Strumento | Limite previsto |
|---|---|
| Azioni | Capitalizzazione dell’emittente, anche provvisoria, inferiore a 500 milioni di euro. |
| Obbligazioni e altri strumenti di debito ammessi | Emissione inferiore a 1 miliardo di euro, con esclusione degli strumenti complessi indicati dal regolamento. |
| Quote di organismi di investimento collettivo ammessi | Valore delle attività gestite inferiore a 500 milioni di euro. |
Dal calcolo della soglia sul debito sono escluse le obbligazioni societarie di emittenti con capitalizzazione non superiore a 200 milioni di euro al momento dell’emissione. Le autorità possono fissare soglie inferiori.
Le infrastrutture possono occuparsi di negoziazione, regolamento oppure integrare entrambe le funzioni. La revisione presentata dalla Commissione propone di estendere durata e ambito del regime; una proposta legislativa non modifica le regole applicabili.
Che cosa stanno sperimentando banche e Borse?
Banche, Borse e infrastrutture finanziarie sperimentano emissione, scambio, custodia e regolamento di attività tokenizzate, compreso il collegamento tra consegna del titolo e pagamento.
Tra maggio e novembre 2024 l’Eurosistema ha condotto prove con operazioni reali e simulazioni su transazioni DLT regolate in moneta di banca centrale. I casi esaminati comprendevano emissioni obbligazionarie, pagamenti di cedole e rimborsi.
Tra i soggetti ammessi figuravano banche, operatori di Borsa, depositari centrali e infrastrutture appartenenti a gruppi borsistici. La sperimentazione riguarda quindi anche i processi che seguono l’esecuzione di uno scambio.
Il 21 settembre 2026 è stata avviata la prima fase del servizio dell’Eurosistema per regolare attività finanziarie tokenizzate in moneta di banca centrale. Questo passaggio riguarda il regolamento delle operazioni degli operatori aderenti; l’accessibilità dei singoli titoli ai risparmiatori dipende dalle rispettive condizioni.
Che cosa cambia per i risparmiatori?
Per i risparmiatori cambiano soprattutto le modalità di registrazione, trasferimento e gestione dei diritti, mentre restano rilevanti le caratteristiche economiche dell’attività e l’affidabilità dei soggetti coinvolti.
La documentazione permette di ricostruire il funzionamento dell’operazione attraverso questi passaggi:
- Identificare il diritto: azione, obbligazione, quota di fondo o altro rapporto contrattuale.
- Individuare i responsabili: emittente, gestore del registro, intermediario e soggetto che controlla i mezzi di accesso.
- Verificare il collegamento con il bene: documenti, attività sottostanti e modalità di esercizio dei diritti.
- Leggere le condizioni operative: trasferimenti consentiti, costi, pagamenti, rimborsi e procedure in caso di disservizio.
L’elenco dei responsabili dei registri per la circolazione digitale è distinto dalle informazioni sugli operatori MiCA. Il ruolo dichiarato dall’operatore deve corrispondere all’attività svolta.
Liquidità limitata, incompatibilità tra reti, dipendenza da fornitori ed errori negli smart contract restano rischi della tokenizzazione. La trasferibilità tecnica del token non assicura la presenza di un compratore; la trasparenza del registro non dimostra da sola la qualità del bene sottostante.
Domande frequenti
Un’azione tokenizzata è una criptovaluta?
Un token che costituisce uno strumento finanziario segue la disciplina finanziaria applicabile. La classificazione dipende dai diritti e dalle caratteristiche dello strumento.
Un titolo tokenizzato si può vendere sempre?
La vendita dipende dalle regole di trasferimento, dal funzionamento della sede di scambio e dalla disponibilità di controparti. La presenza sulla blockchain non garantisce liquidità.
Che cosa succede se si perde l’accesso?
La disciplina italiana prevede, per il soggetto legittimato che denuncia l’impossibilità di disporre degli strumenti digitali, una nuova scritturazione sostitutiva a proprie spese. La procedura applicabile dipende dal regime dello strumento.
Le criptovalute sono strumenti ad alto rischio e molto volatili: il loro valore può azzerarsi. Questo articolo ha solo scopo informativo e non è una consulenza finanziaria né un invito a investire.