Il mercato crypto si trova ad affrontare una nuova ondata di turbolenze innescata dalle minacce tariffarie del presidente Donald Trump, con ripercussioni immediate su BitMine Immersion Technologies (BMNR), detentrice del più grande treasury aziendale di Ethereum al mondo. Nonostante un acquisto record di 108 milioni di dollari in ETH appena completato la scorsa settimana, le azioni della società hanno subito un crollo del 7,22% nella giornata di martedì, trascinando con sé il sentiment generale sul mercato delle criptovalute. La situazione evidenzia la crescente correlazione tra asset digitali e dinamiche macroeconomiche tradizionali, mentre Ethereum (ETH) scivola del 6% attestandosi a 3.026 dollari, ancora lontano dal suo massimo storico di 4.946 dollari registrato ad agosto.
BitMine ha aggiunto circa 35.268 ETH alla propria riserva nella settimana appena trascorsa, portando le sue partecipazioni totali oltre 4,2 milioni di ETH, pari a quasi il 3,5% dell'intera supply circolante di Ethereum. Si tratta di una concentrazione senza precedenti nelle mani di un singolo soggetto corporate, con un controvalore superiore ai 12,8 miliardi di dollari. Il portfolio della società include anche 192 Bitcoin (BTC) per un valore di 17,4 milioni di dollari e 979 milioni in liquidità, configurando una strategia di diversificazione fortemente sbilanciata verso il secondo asset crypto per capitalizzazione.
La vera scommessa strategica di BitMine si gioca però sul fronte dello staking. L'azienda ha incrementato drammaticamente la quota di ETH messi a rendita attraverso il meccanismo proof-of-stake di Ethereum, passando da 1,25 milioni a 1,83 milioni di ETH stakati nell'arco dell'ultima settimana, equivalenti a circa 5,5 miliardi di dollari. Questo rappresenta il 44% dell'intero tesoro della società, una percentuale destinata ad aumentare secondo i piani del management. Tom Lee, chairman di BitMine, ha dichiarato che la società prevede di generare più di 1 milione di dollari al giorno quando l'intero portfolio sarà completamente stakato, con ricavi annuali da staking stimati in 374 milioni di dollari utilizzando un tasso CESR del 2,81%.
Attualmente BitMine collabora con tre diversi staking provider, ma l'obiettivo dichiarato è sviluppare una soluzione proprietaria denominata Made in America Validator Network (MAVAN), il cui lancio è previsto per l'inizio del 2026. Secondo Lee, questa infrastruttura rappresenterà "la soluzione best-in-class per uno staking sicuro", sottolineando l'ambizione della società di consolidare una posizione dominante non solo come holder istituzionale ma anche come operatore di validatori nell'ecosistema Ethereum.
La tesi d'investimento alla base dell'aggressiva accumulazione si fonda sulla convinzione che Ethereum stia emergendo come piattaforma di riferimento per la tokenizzazione istituzionale. Lee ha spiegato che il rapporto di prezzo ETH/BTC è in costante crescita da metà ottobre, riflettendo il riconoscimento degli investitori verso la tokenizzazione e altri use case che Wall Street sta sviluppando su Ethereum. Questa narrativa si inserisce in un contesto più ampio dove istituzioni finanziarie tradizionali stanno esplorando applicazioni blockchain principalmente su infrastrutture compatibili con smart contract avanzati.
Tuttavia, la performance di mercato racconta una storia più complessa. Le nuove minacce tariffarie di Trump contro sette paesi dell'Unione Europea e il Regno Unito per la loro resistenza alle sue mire sulla Groenlandia, insieme a una possibile tariffa del 200% sui vini francesi, hanno riacceso i timori di una guerra commerciale globale. L'incertezza in vista del discorso di Trump previsto a Davos ha colpito duramente gli indici tradizionali, con l'S&P 500 in calo dell'1,1% e il Nasdaq in discesa dell'1,5%, trascinando con sé anche i mercati crypto in quella che sta diventando una correlazione sempre più stretta.
Ethereum si trova attualmente il 39% sotto il suo massimo storico, una posizione che rende particolarmente audaci le previsioni di lungo termine di Lee, che ha recentemente parlato di un "superciclo Ethereum 100x" con un target di 250.000 dollari per ETH. Raggiungere questo livello richiederebbe un incremento superiore all'8.115% rispetto ai valori attuali, una prospettiva che divide la comunità crypto tra chi vede nella tokenizzazione istituzionale il catalizzatore per una rivalutazione massiccia e chi considera tali proiezioni eccessivamente ottimistiche dato il contesto macroeconomico attuale. La strategia di BitMine rappresenta comunque il più significativo segnale di fiducia istituzionale verso Ethereum nel panorama corporate, con implicazioni rilevanti per la distribuzione della supply e per la liquidità disponibile sui mercati.