Il mercato crypto assiste a una delle più aggressive strategie di accumulo mai viste nel settore: BitMine Immersion Technologies ha appena aggiunto altri 40.302 ETH al proprio portafoglio, per un controvalore di 116 milioni di dollari. L'operazione, annunciata lunedì scorso, porta le riserve totali della società a oltre 4,2 milioni di Ethereum (ETH), rappresentando più del 3,5% dell'intera offerta circolante della seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato. Questo massiccio accumulo avviene in un contesto di mercato particolarmente volatile, con ETH che scambia attualmente a 2.908 dollari, circa il 40% sotto il massimo storico di 4.946 dollari raggiunto ad agosto.
L'acquisizione da 116 milioni di dollari rappresenta il più grande acquisto singolo di Ethereum effettuato da BitMine nel 2026, sia in termini di quantità di ETH che di valore in dollari al momento dell'annuncio. Con questo movimento, il controvalore totale delle riserve della società raggiunge i 12,2 miliardi di dollari ai prezzi attuali di mercato, consolidando la posizione di BitMine come principale treasury company focalizzata su Ethereum, in modo analogo a quanto MicroStrategy rappresenta per Bitcoin.
La strategia di accumulo aggressivo prosegue nonostante il sentiment negativo che sta colpendo le azioni della società. Le quote di BitMine (ticker BMNR) hanno registrato un calo del 3,3% all'apertura della settimana, con una perdita superiore al 10% negli ultimi cinque giorni di contrattazione, scambiando a 27,82 dollari. Questa divergenza tra l'aggressività degli acquisti e la performance azionaria evidenzia la tipica disconnessione che spesso si verifica tra i mercati tradizionali e il settore crypto.
Secondo il CEO della società, l'ottimismo sull'accumulo di ETH si basa su fondamentali macroeconomici legati all'adozione istituzionale. "Il rapporto di prezzo tra Ethereum e Bitcoin, o ETHBTC, è salito costantemente da metà ottobre. Secondo noi, questo riflette il riconoscimento da parte degli investitori che la tokenizzazione e altri casi d'uso sviluppati da Wall Street vengono costruiti su Ethereum", ha dichiarato Lee, riferendosi alla crescente tendenza delle istituzioni finanziarie tradizionali a utilizzare la blockchain di Ethereum per progetti di real-world asset tokenization.
Nonostante il recente calo del ratio ETHBTC nell'ultima settimana, con Bitcoin che ha perso "solo" il 5,5% contro il 9,5% di Ethereum, il management della società rimane convinto delle prospettive a lungo termine. Le dichiarazioni dei leader finanziari al World Economic Forum di Davos della scorsa settimana hanno rafforzato questa visione, con particolare enfasi sul ruolo centrale che gli asset digitali stanno assumendo nel sistema finanziario globale.
Un elemento particolarmente rilevante della strategia di BitMine riguarda lo staking di Ethereum. La società ha infatti aumentato le proprie riserve in staking nell'ultima settimana, portando il totale a 2.009.267 ETH, equivalenti a circa 5,8 miliardi di dollari, quasi la metà del portafoglio complessivo. Attraverso lo staking, BitMine blocca i propri token ETH per contribuire alla sicurezza della rete Ethereum, guadagnando ricompense in cambio, un meccanismo fondamentale del modello proof-of-stake adottato da Ethereum dopo il Merge del 2022.
Attualmente la società collabora con tre provider di staking esterni, ma ha già annunciato piani per lanciare la propria rete di validatori denominata Made in America Validator Network (MAVAN), prevista per l'inizio del 2026. Questo rappresenterebbe un ulteriore livello di controllo e potenzialmente maggiori margini di profitto sulle ricompense di staking, che secondo le proiezioni della società potrebbero superare il milione di dollari al giorno una volta che l'intero portafoglio sarà messo in staking.
La narrativa proposta da BitMine si inserisce in un contesto più ampio di rivalutazione del ruolo di Ethereum nell'ecosistema crypto. Lee ha tracciato un parallelo storico con Davos 2016, quando l'intelligenza artificiale dominava le conversazioni: "Nel 2016, la storia di Davos era l'AI e la quarta rivoluzione industriale, e nel decennio successivo abbiamo assistito alla crescita massiccia dell'AI e dei data center. Un decennio dopo, vediamo il 2026 come l'anno in cui i policymaker e i leader mondiali considerano ora gli asset digitali come centrali per il futuro del sistema finanziario".
Il management sottolinea inoltre l'affidabilità tecnica di Ethereum, evidenziando come la blockchain non abbia mai registrato downtime dalla sua nascita, un fattore cruciale per le istituzioni finanziarie che valutano l'adozione di tecnologie blockchain. "Ethereum rimane la blockchain più utilizzata da Wall Street oggi, e la più affidabile con zero tempi di inattività dall'inizio", ha affermato Lee, posizionando ETH come l'infrastruttura preferita per i progetti di tokenizzazione degli asset tradizionali.
La strategia di accumulo di BitMine solleva interrogativi rilevanti per il mercato crypto nel suo complesso. Con oltre il 3,5% dell'offerta circolante di ETH nelle mani di un singolo soggetto corporate, emergono considerazioni sulla concentrazione delle riserve e sul potenziale impatto sul mercato. Allo stesso tempo, questo trend di adozione corporate potrebbe rappresentare un segnale bullish per chi vede nell'ingresso istituzionale un catalizzatore per la prossima fase di crescita del settore.