Il colosso della gestione patrimoniale BlackRock si prepara a lanciare un nuovo strumento finanziario che potrebbe ridefinire le strategie di generazione di reddito nell'ecosistema Bitcoin. La società ha depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC) la documentazione per l'iShares Bitcoin Premium Income ETF, un fondo a gestione attiva che utilizza strategie di opzioni call per generare rendimenti periodici. Questo prodotto rappresenta l'evoluzione naturale del mercato degli ETF crypto, spostandosi dalla semplice esposizione al prezzo spot verso strumenti più sofisticati che promettono flussi di cassa regolari agli investitori, pur comportando commissioni più elevate e profili di rischio differenti.
La meccanica operativa del nuovo ETF si basa sulla vendita sistematica di call option sulle quote del BlackRock iShares Bitcoin Trust (IBIT), il popolare ETF spot su Bitcoin della stessa casa. Questa strategia, nota come "covered call", permette al fondo di incassare premi dalle opzioni vendute, che vengono poi distribuiti agli investitori sotto forma di rendimento. Il prospetto depositato alla SEC specifica che il fondo opererà anche su indici che tracciano altri prodotti scambiati in borsa legati a Bitcoin, diversificando così le fonti di reddito oltre alle semplici operazioni su IBIT.
Il mercato degli ETF Bitcoin a reddito sta rapidamente guadagnando terreno, con NEOS Bitcoin High Income ETF (BTCI) che si è affermato come leader di categoria dall'ottobre 2024. Con un patrimonio gestito di 1,09 miliardi di dollari e un expense ratio dello 0,99% annuo, BTCI rappresenta il principale competitor che BlackRock dovrà affrontare. Altri attori come Roundhill Bitcoin Covered Call Strategy ETF (YBTC) e YieldMax Bitcoin Option Income Strategy ETF (YBIT) controllano rispettivamente 225 e 74 milioni di dollari in asset, configurando un settore in rapida espansione che attira capitali in cerca di rendimenti passivi nell'universo crypto.
La differenza sostanziale tra questo nuovo prodotto e l'IBIT tradizionale risiede nella struttura di gestione. Mentre gli ETF spot passivi come IBIT si limitano a detenere Bitcoin replicando il prezzo dell'asset, i fondi a reddito implementano strategie di trading attivo sui derivati che richiedono competenze specifiche e monitoraggio continuo del mercato. Questa complessità operativa giustifica le commissioni più elevate, che nel caso di BTCI si attestano quasi all'1% annuo, rispetto allo 0,25% di IBIT.
Il meccanismo delle covered call, benché generatore di reddito, comporta un trade-off importante per gli investitori: in cambio dei premi incassati, il fondo rinuncia potenzialmente a parte dell'upside nei rally di mercato. Quando il prezzo di Bitcoin supera lo strike price delle opzioni vendute, il fondo deve cedere le azioni a prezzi inferiori a quelli di mercato, limitando i guadagni. Questa dinamica rende questi strumenti particolarmente adatti a mercati laterali o moderatamente rialzisti, ma meno performanti durante le fasi di bull run esplosivo tipiche dei cicli crypto.
BlackRock non ha ancora comunicato dettagli cruciali come il ticker del nuovo ETF, i custodian designati o la struttura precisa delle commissioni. Un portavoce dell'azienda ha confermato che ulteriori informazioni verranno rilasciate successivamente, prassi standard per le registrazioni S-1 iniziali presso la SEC. Tuttavia, l'ingresso di BlackRock in questo segmento conferma la maturazione del mercato degli ETF crypto, che si sta articolando in prodotti sempre più specializzati per diverse tipologie di investitori e obiettivi patrimoniali.
L'arrivo di questo nuovo strumento si inserisce in un contesto normativo americano progressivamente più favorevole agli investimenti crypto istituzionali. Dopo l'approvazione degli ETF spot su Bitcoin nel gennaio 2024, il mercato ha visto un'accelerazione nell'innovazione di prodotto, con gestori patrimoniali che sperimentano strutture ibride che combinano esposizione all'asset digitale con strategie di generazione di reddito tipiche della finanza tradizionale. La competizione tra questi fondi si giocherà principalmente sull'efficienza nell'esecuzione delle strategie di opzioni e sulla capacità di massimizzare i rendimenti netti dopo le commissioni.
Per gli investitori europei e italiani, questi sviluppi rappresentano un'ulteriore prova della crescente istituzionalizzazione del settore crypto, sebbene l'accesso a tali prodotti rimanga per ora limitato al mercato statunitense. Con l'implementazione progressiva del regolamento MiCA nell'Unione Europea, è plausibile aspettarsi che strutture simili vengano replicate anche sui mercati regolamentati europei, permettendo una più ampia diversificazione delle strategie di investimento in asset digitali conformi alla normativa continentale.