Il colosso della gestione patrimoniale BlackRock ha innescato un'ondata di vendite massiccia sul mercato crypto, ritirando quasi 1 miliardo di dollari dai propri ETF spot su Bitcoin ed Ethereum nell'arco di una sola settimana. La mossa rappresenta uno dei deflussi più significativi registrati dall'avvio dei prodotti negoziati in borsa sulle criptovalute negli Stati Uniti, amplificando la pressione ribassista che ha caratterizzato l'intero settore digitale. Il ritiro istituzionale ha contribuito a spingere Bitcoin sotto la soglia critica dei 90.000 dollari ed Ethereum al di sotto dei 3.000 dollari, evidenziando come i veicoli d'investimento tradizionali possano ora influenzare pesantemente le dinamiche di prezzo degli asset digitali.
L'iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock ha registrato deflussi netti settimanali pari a circa 522,4 milioni di dollari, con il picco massimo raggiunto il 21 gennaio quando il fondo ha visto uscire ben 356,6 milioni di dollari in una singola sessione. Le vendite sono proseguite nei giorni successivi con 101,6 milioni di dollari il 23 gennaio e 56,9 milioni il 20 gennaio, mentre un modesto afflusso di 15,1 milioni registrato in precedenza è risultato insufficiente a bilanciare l'emorragia complessiva.
Sul fronte Ethereum, la situazione si è rivelata altrettanto drammatica. L'iShares Ethereum Trust (ETHA) ha subito deflussi totali per circa 416,6 milioni di dollari, con la giornata più pesante sempre fissata al 21 gennaio quando sono usciti 250,3 milioni dal prodotto. Il trend negativo ha caratterizzato l'intera settimana con ulteriori uscite di 92,3 milioni il 20 gennaio, 44,4 milioni il 22 gennaio e 44,5 milioni il 23 gennaio, parzialmente compensate da un timido afflusso di 14,9 milioni registrato il 16 gennaio.
Il comportamento di BlackRock non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un contesto più ampio di risk-off istituzionale. L'insieme degli ETF spot crypto statunitensi ha registrato deflussi netti persistenti, con gli investitori professionali che hanno ridotto sistematicamente l'esposizione verso gli asset digitali. Sebbene alcuni fondi minori abbiano registrato afflussi sporadici in giornate isolate, questi sono stati completamente sovrastati dalle vendite generalizzate concentrate sui prodotti Bitcoin ed Ethereum, che rappresentano la quota dominante del mercato.
La pressione derivante dagli ETF ha accelerato una correzione già in atto sul mercato crypto. L'incertezza macroeconomica globale, il calo della propensione al rischio degli investitori e l'esaurimento del momentum rialzista che aveva caratterizzato i mesi precedenti hanno creato un contesto ideale per la materializzazione di prese di profitto e riduzione del rischio. Il sentiment di mercato si è rapidamente deteriorato, con i deflussi persistenti dagli strumenti istituzionali che hanno rafforzato le preoccupazioni circa ulteriori ribassi nel breve termine.
La dinamica evidenzia come gli ETF spot, pur avendo facilitato l'accesso istituzionale al mercato crypto e contribuito alla legittimazione mainstream degli asset digitali, possano anche amplificare i movimenti di prezzo in entrambe le direzioni. La liquidità concentrata e le dimensioni degli ordini tipici degli investitori professionali attraverso questi veicoli hanno il potenziale di esercitare un'influenza sproporzionata sulle quotazioni, specialmente durante fasi di mercato caratterizzate da volumi ridotti o incertezza direzionale.
Gli analisti osservano con attenzione l'evoluzione dei flussi ETF come indicatore anticipatore del sentiment istituzionale. La capacità di Bitcoin di difendere il supporto psicologico dei 90.000 dollari e di Ethereum di riconquistare stabilmente la soglia dei 3.000 dollari dipenderà in larga misura dal ripristino della fiducia tra gli investitori professionali, con particolare attenzione ai prossimi dati sui flussi settimanali che potrebbero confermare o invertire la tendenza ribassista attualmente in corso.