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Come riciclare un miliardo con Tether

Tempo di lettura 6 min
Valentina Romano
Di Valentina Romano
Come riciclare un miliardo con Tether

Il mondo delle criptovalute si trova ancora una volta al centro di un'operazione di riciclaggio di proporzioni miliardarie che coinvolge Tether (USDT), la principale stablecoin del mercato crypto. L'arresto di Jorge Luis Figueira, un presunto esperto nel muovere fondi illeciti attraverso USDT e il sistema bancario tradizionale, solleva interrogativi cruciali sulla trasparenza delle transazioni on-chain e sui meccanismi di controllo degli exchange. Con oltre un miliardo di dollari transitati attraverso wallet controllati dall'accusato in 3.379 transazioni, il caso dimostra come le stablecoin possano essere strumentalizzate per aggirare i controlli antiriciclaggio, nonostante la presunta tracciabilità della blockchain. L'episodio arriva in un momento delicato per l'intero settore, con crescente pressione regolatoria negli Stati Uniti e in Europa sul segmento delle stablecoin.

Secondo i documenti giudiziari resi pubblici dal tribunale distrettuale della Virginia, Figueira avrebbe utilizzato una rete complessa di società con sede a Miami per convertire denaro contante proveniente presumibilmente da narcotraffico e contraffazione in USDT. Il meccanismo prevedeva il deposito di dollari fisici in Venezuela, dove secondo l'accusato "tutto si mescola" nel sistema bancario locale, successivamente convertiti in Tether. Da qui partiva un processo di chain-hopping tra diverse blockchain per oscurare l'origine dei fondi, prima di riconvertire USDT in dollari attraverso liquidity provider come Anchorage, Enigma e Abra.

La strategia operativa sfruttava proprio le caratteristiche che rendono le stablecoin attraenti per gli utenti legittimi: velocità di transazione, costi ridotti rispetto ai bonifici tradizionali, e possibilità di movimentare capitali attraverso confini nazionali senza intermediari bancari diretti. Figueira sosteneva di processare mediamente 700 milioni di dollari al mese attraverso questi canali verso destinazioni globali tra cui Colombia, Argentina, Spagna, Germania, Dubai e Cina. L'obiettivo dichiarato era raggiungere un miliardo di dollari nel wallet "macro" principale dell'operazione.

Le commissioni applicate variavano significativamente in base al profilo di rischio: dal 0,55% per transazioni USDT dirette, al 3,5% per conversioni di contante raccolto a Panama, fino al 10% per operazioni di cash pickup negli Stati Uniti. Questo pricing differenziato rivela come anche nelle operazioni illecite i market maker crypto applichino principi di risk management simili a quelli del settore finanziario tradizionale.

"In Venezuela tutto si mescola. I dollari dalla vendita di frigoriferi, quelli dal petrolio vietato agli americani per le sanzioni, e quelli del narcotraffico: arrivano tutti nella stessa scatola. Ed è per questo che esiste USDT."

L'operazione dell'FBI, condotta attraverso una fonte confidenziale che si fingeva coinvolta nel traffico di stupefacenti, ha documentato transazioni ripetute tra gennaio 2024 e novembre 2025. Inizialmente i fondi venivano mossi attraverso conti TD Bank intestati alle società di Figueira, successivamente il sistema si è evoluto verso un modello completamente crypto-based. La tracciabilità delle transazioni on-chain ha permesso agli investigatori di ricostruire flussi per oltre un miliardo di dollari attraverso l'analisi di tre wallet addresses principali e del wallet concentratore "macro".

Il caso solleva questioni fondamentali sulla compliance degli exchange e dei fornitori di liquidità che hanno facilitato queste conversioni. Secondo l'affidavit, Figueira utilizzava esplicitamente servizi di custodia e liquidity provider regolamentati negli Stati Uniti per riportare USDT nel sistema bancario tradizionale. Questo evidenzia un gap critico nei protocolli KYC/AML: mentre le piattaforme verificano l'identità dei clienti, la tracciabilità dell'origine dei fondi crypto rimane complessa, specialmente dopo multiple transazioni cross-chain.

La scelta di Tether come veicolo principale non è casuale. Con una capitalizzazione di mercato che supera i 140 miliardi di dollari e volumi di trading giornalieri spesso superiori a quelli di Bitcoin ed Ethereum combinati, USDT offre liquidità profonda e accettazione pressoché universale. La blockchain di Tron, particolarmente popolare per transazioni USDT per le sue gas fees ridotte, è diventata lo standard de facto per movimenti di capitali in America Latina e mercati emergenti.

Le implicazioni per Tether stesso restano da definire. L'emittente ha ripetutamente dichiarato di collaborare con le autorità e di implementare strumenti di freezing per wallet sospetti. Tuttavia, la natura decentralizzata delle blockchain permette strategie di evasione come quelle documentate nel caso Figueira: frammentazione dei fondi, mixing attraverso multiple chain, utilizzo di DEX per convertire tra stablecoin diverse prima della riconciliazione finale.

Dal punto di vista tecnico, l'operazione dimostra come la presunta "immutabilità" e "trasparenza" della blockchain non costituiscano garanzie sufficienti contro il riciclaggio. Mentre ogni transazione è effettivamente registrata on-chain, l'associazione tra wallet addresses e identità reali rimane il punto debole. Gli strumenti di blockchain analytics utilizzati dalle autorità hanno evidentemente permesso di tracciare i flussi, ma solo in combinazione con indagini tradizionali e informatori umani.

Parallelamente al caso Figueira, l'ecosistema fintech statunitense mostra segnali di trasformazione regolatoria. L'exchange crypto Nexo ha raggiunto un settlement da 500.000 dollari con il California Department of Financial Protection and Innovation per aver operato come lender senza licenza attraverso il suo prodotto di lending collateralizzato con crypto. Nonostante il modello di overcollateralization (prestiti di 1.000 dollari contro 2.000 in Bitcoin come garanzia), l'assenza di valutazione creditizia tradizionale è stata considerata violazione normativa.

Sul fronte delle chartered banks, il gigante buy-now-pay-later Affirm ha presentato domanda per una Nevada Industrial Loan Company charter, entrando nella competizione con altre fintech per accesso diretto a funding via depositi e maggiore chiarezza regolatoria. L'assenza di usury cap in Nevada rende lo stato attraente per lender consumer-focused, anche se la preemption rispetto alle leggi statali rimane oggetto di contenzioso legale. Il CEO Max Levchin ha commentato che "una subsidiaria bancaria rafforzerebbe e diversificherebbe la piattaforma Affirm, aiutandoci a portare prodotti finanziari trasparenti a più persone".

Sul fronte dell'enforcement AML globale, il regolatore australiano AUSTRAC ha ordinato un audit esterno di Airwallex, piattaforma di pagamenti multi-currency popolare nell'area Asia-Pacifico. L'autorità ha espresso preoccupazioni per "potenziale non-compliance" relativamente al transaction monitoring program dell'azienda, ritenuto inadeguato rispetto alla gamma completa di rischi affrontati da una piattaforma che facilita trasferimenti verso multiple giurisdizioni. Con licenze di money transmission in 42 stati USA e partnership con Evolve Bank & Trust, il caso evidenzia la crescente attenzione regolatoria sui fornitori di servizi di pagamento con footprint internazionale.

Il caso Figueira arriva mentre l'app crypto venezuelana Kontigo, supportata da Y Combinator, ha perso il supporto di provider chiave come Stripe, Bridge e Rain, con JPMorgan Chase che starebbe "concludendo" la relazione con Checkbook, il fornitore di virtual accounts utilizzato dall'app. Kontigo permetteva a venezuelani di ricevere dollari, mantenerli come USDC e convertirli in bolivares con documentazione minima, un modello che solleva evidenti red flags AML. Nonostante le defezioni, PayPal risultava ancora operativo con l'app fino alla scorsa settimana, secondo fonti del settore.

Per gli investitori e gli operatori del settore crypto, il caso rappresenta un reminder dei rischi reputazionali e regolamentari che persistono nell'ecosistema delle stablecoin. Mentre le autorità europee finalizzano l'implementazione del regolamento MiCA, che introduce requisiti stringenti per emittenti di stablecoin, e la Consob italiana intensifica la supervisione su cripto-attività, episodi come quello di Figueira potrebbero accelerare richieste di maggiore trasparenza anche nei mercati secondari e nei servizi di liquidità. L'udienza iniziale presso il tribunale distrettuale della Virginia orientale era programmata per il 27 gennaio, con l'accusato che rischia accuse federali di riciclaggio su scala miliardaria.

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