L'Ethereum Foundation ha accelerato drasticamente i preparativi per affrontare la minaccia quantistica, annunciando la creazione di un team dedicato alla sicurezza post-quantum e stanziando premi per 2 milioni di dollari. La mossa arriva in un momento critico per l'intero settore crypto, con gli esperti che avvertono come i progressi nel quantum computing potrebbero rendere vulnerabili le attuali implementazioni crittografiche basate su curve ellittiche, fondamento della sicurezza di Ethereum (ETH) e Bitcoin (BTC). Dopo anni di ricerca silenziosa iniziata nel 2019, la fondazione ha elevato questo tema a priorità strategica di massimo livello.
Justin Drake, ricercatore di spicco della Ethereum Foundation, ha svelato venerdì su X la formazione del nuovo Post Quantum team, guidato da Thomas Coratger e dal gruppo di sviluppatori dietro LeanVM, definito "il pilastro crittografico dell'intera strategia post-quantum". L'annuncio segna quello che Drake ha chiamato un "punto di svolta" nella strategia a lungo termine della rete: "È il 2026, le tempistiche si stanno accelerando. È ora di andare full PQ", ha dichiarato, riferendosi alla crescente urgenza di implementare soluzioni crittografiche resistenti agli attacchi quantistici.
Il problema è concreto e non più teorico: gli attuali algoritmi di firma digitale utilizzati da Ethereum potrebbero essere compromessi da computer quantistici sufficientemente potenti, mettendo a rischio miliardi di dollari in asset digitali. Anche Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum, ha recentemente esortato gli sviluppatori a non procrastinare, sottolineando l'importanza di garantire che il protocollo possa resistere per decenni senza dipendere da aggiornamenti costanti. "Dobbiamo poter dire che il protocollo di Ethereum, così com'è oggi, sarà crittograficamente sicuro per cent'anni", aveva affermato con forza.
L'iniziativa prevede diversi fronti operativi. A partire da febbraio, il ricercatore Antonio Sanso guiderà chiamate bisettimanali degli All Core Developers dedicate alle transazioni post-quantum, concentrandosi su questioni critiche come l'account abstraction e l'aggregazione delle firme delle transazioni. Parallelamente, la fondazione lancerà devnet live per testare implementazioni pratiche delle nuove soluzioni crittografiche in ambienti realistici.
Particolarmente significativo è il Poseidon Prize da 1 milione di dollari, un contest destinato a rafforzare la funzione hash Poseidon utilizzata nelle applicazioni Ethereum. Drake ha spiegato che la fondazione sta "scommettendo pesantemente sulla crittografia basata su hash per godere delle basi crittografiche più solide e snelle". Questa scelta tecnica rappresenta un cambio di paradigma rispetto agli attuali standard crittografici del settore.
L'impegno di Drake sul fronte quantistico si inserisce in uno sforzo coordinato dell'intero ecosistema crypto. Il ricercatore fa parte anche del quantum advisory board recentemente formato da Coinbase, exchange centralizzato tra i più grandi al mondo, che sta valutando l'impatto potenziale dei progressi quantistici sulla sicurezza blockchain e come gestire le transizioni crittografiche a lungo termine. La collaborazione tra fondazioni, exchange e sviluppatori indipendenti suggerisce una crescente consapevolezza dell'urgenza del problema.
La roadmap completa post-quantum promessa da Drake dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, con l'obiettivo dichiarato di "zero perdita di fondi o downtime della rete" durante la transizione. Per il mercato crypto, questa rappresenta una sfida tecnica senza precedenti: migrare l'intera infrastruttura crittografica di una blockchain con una capitalizzazione di mercato di centinaia di miliardi di dollari, mantenendo continuità operativa e sicurezza degli asset. Il successo o il fallimento di questo progetto potrebbe determinare la sopravvivenza stessa di Ethereum come piattaforma di riferimento per la DeFi e gli smart contract nell'era quantistica.