Il mondo crypto assiste a un nuovo esperimento di tokenizzazione di massa: Nobody Sausage, il fenomeno virale creato dall'artista brasiliano Kael Cabral con oltre 33 milioni di follower e miliardi di visualizzazioni su TikTok, X e Instagram, ha lanciato il proprio token NOBODY con l'obiettivo di portare la sua community sterminata nel Web3. A differenza dei numerosi tentativi falliti di brand mainstream che hanno provato a entrare nel settore delle criptovalute, Nobody Sausage ha scelto una strategia diversa: affidarsi all'esperienza del team dietro la collezione NFT Claynosaurz e del loro studio creativo Heeboo per costruire un ponte tra i suoi milioni di fan e l'ecosistema decentralizzato. La sfida è ambiziosa: trasformare una community abituata ai like e alle views in holder di token, introducendo milioni di persone ai concetti di digital ownership e community governance.
Il progetto Nobody Sausage nasce inizialmente come esperimento di animazione di personaggi, ma la sua filosofia "anybody can be nobody" ha creato un engagement straordinario, portando a collaborazioni con giganti come Netflix, Adidas, Sephora e persino Ryan Reynolds. Questa base di follower rappresenta un potenziale bacino di adozione crypto senza precedenti, ma Andrew Pelekis, CEO di Claynosaurz e Heeboo, è consapevole delle sfide: "Quando Kael ci ha contattato, voleva davvero fare un meme token. Gli abbiamo spiegato i benefici e i contro: hai un brand enorme, ma gestire un token richiederà molto del tuo tempo. Allo stesso tempo, è un modo potente per costruire questa community".
Il lancio del token NOBODY sulla piattaforma Moonit ha rapidamente evidenziato la complessità di gestire una community Web3 in crescita per un singolo artista. La partnership con Heeboo è nata proprio per affrontare questa sfida, sfruttando l'esperienza dello studio nel tradurre brand Web3 in "medium reali". Il background in animazione 3D del team di Claynosaurz ha rappresentato un punto d'incontro naturale con Cabral, ma la vera questione strategica rimane: come convertire milioni di follower abituati ai social tradizionali in partecipanti attivi di un ecosistema tokenizzato?
La risposta di Pelekis è pragmatica: il token da solo non basta. "Hanno bisogno di qualcosa di tangibile a cui aggrapparsi, per cominciare", spiega. Il concetto di proprietà digitale può risultare "un po' vago" per chi si avvicina per la prima volta al Web3. Per questo motivo, la strategia prevede un'espansione del brand Nobody Sausage nel mondo fisico attraverso prodotti tangibili e placement strategici: da autobus brandizzati in Corea a partnership con fashion show, fino a mercati predittivi sponsorizzati su Myriad per il match di boxe Canelo vs Crawford.
Il token NOBODY viene concepito come un "canale bidirezionale" tra il brand e la sua community, superando i limiti dei social media tradizionali. "I social media sono spesso qualcosa che sta nel mezzo, una sorta di canale marketing dove il valore che aggiunge a entrambe le parti è intangibile, transitorio", spiega Pelekis. Per tradurre questo valore nel token servono "integrazioni digitali, una UX familiare per la maggior parte delle persone", oltre a strategie di brand e prodotti consumer che creino un'associazione tangibile con il marchio per l'utente medio.
La roadmap prevede l'integrazione di Nobody Sausage in giochi AAA, eventi e una serie di partnership Web3. Il modello operativo mira a creare un "flywheel" dove l'esperienza utente si consolida attorno al brand e al token, rendendo l'onboarding nel Web3 meno intimidatorio per i neofiti. Questo approccio riflette una consapevolezza crescente nel settore: la tokenizzazione di community esistenti richiede molto più di un semplice lancio di token, necessita di un ecosistema completo che offra utilità reale e touchpoint familiari.
L'iniziativa di Nobody Sausage rappresenta un test significativo per l'adozione mainstream delle criptovalute. Con un pubblico potenziale di oltre 35 milioni di persone, molte delle quali probabilmente non hanno mai interagito con wallet crypto o blockchain, il progetto potrebbe fornire dati preziosi su come tradurre engagement social in partecipazione economica decentralizzata. Il settore osserverà con attenzione se questo modello ibrido – che combina brand building tradizionale, prodotti fisici e token utility – possa finalmente risolvere il problema dell'onboarding di massa che ha frenato finora l'adozione crypto. Come sottolinea Pelekis, in un panorama "iper-competitivo" di contenuti, prodotti e gaming digitale, "non puoi permetterti il lusso di dare per scontati i tuoi fan" – un principio che potrebbe rivelarsi cruciale per il successo dei token branded nel lungo periodo.