Il mercato delle criptovalute osserva con attenzione le mosse di Strategy, che nella scorsa settimana ha completato l'acquisizione più consistente degli ultimi nove mesi: 22.300 Bitcoin (BTC) per un controvalore di 2,1 miliardi di dollari. L'operazione arriva in un momento particolare per il principale asset digitale, con il prezzo che oscilla intorno ai 90.000 dollari dopo aver toccato un picco di 97.500 dollari nel corso della settimana. La società guidata da Michael Saylor conferma così la propria strategia aggressiva di accumulo, nonostante la volatilità innescata dalle tensioni geopolitiche legate alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia.
Il finanziamento di questa massiccia acquisizione rivela una strategia diversificata che sta ridefinendo il corporate finance nel settore crypto. Il 77% dei fondi proviene dall'emissione di azioni ordinarie, mentre Strategy ha raccolto quasi 300 milioni di dollari attraverso la vendita di azioni privilegiate, includendo le STRC che Saylor ha posizionato come alternativa ai conti di risparmio tradizionali per i pensionati. Questo strumento finanziario, che attualmente garantisce un dividendo variabile dell'11%, rappresenta secondo l'Executive Chairman "il momento iPhone" della compagnia.
La performance del titolo Strategy racconta però una storia di volatilità parallela a quella di Bitcoin. Le azioni sono scivolate del 7% rispetto alla chiusura di venerdì, attestandosi intorno ai 161 dollari, e mostrano un crollo superiore al 60% negli ultimi sei mesi. Un dato che riflette lo scetticismo di parte del mercato verso una strategia di tesoreria così fortemente sbilanciata su un singolo asset volatile, nonostante le convinzioni bullish del management.
Il contesto macroeconomico ha pesato sull'andamento di Bitcoin nell'ultima settimana. L'asset è sceso da 95.000 dollari dopo che Trump ha minacciato dazi contro le nazioni europee che si oppongono ai suoi piani su Greenland, registrando un calo del 2% nel periodo. Secondo i dati di CoinGecko, questa correzione evidenzia come il mercato crypto rimanga sensibile agli shock geopolitici, nonostante la narrativa di Bitcoin come safe haven digitale.
Le azioni privilegiate STRC stanno assumendo un ruolo centrale nella strategia di funding dell'azienda. Progettate per essere scambiate vicino al valore nominale di 100 dollari, hanno toccato un minimo di 90,52 dollari a novembre prima di risalire. Venerdì Saylor ha pubblicato uno screenshot su X mostrando STRC a 100,04 dollari con il commento "probabilmente niente", in quello stile criptico che caratterizza la sua comunicazione social. Le STRC, acronimo di "Short Duration High Yield Credit", hanno priorità rispetto alle azioni ordinarie in caso di liquidazione.
L'approccio di Strategy sta ispirando imitatori nel settore dell'asset management. Strive ha lanciato a dicembre SATA, uno strumento simile, con il CEO Matt Cole che ha annunciato l'acquisto di 12.800 Bitcoin dall'inception, per un valore attuale di 1,1 miliardi di dollari. Cole ha enfatizzato la "domanda insaziabile per il credito digitale", suggerendo che questa nuova categoria di prodotti finanziari legati a Bitcoin potrebbe attrarre una base di investitori più ampia rispetto ai fondi tradizionali.
La questione della sostenibilità dei dividendi sulle azioni privilegiate resta centrale per gli analisti. Strategy ha iniziato ad accumulare liquidità nel 2023 proprio per rispondere alle preoccupazioni sulla capacità futura di onorare questi pagamenti, mentre continua ad abbracciare questa fonte di finanziamento alternativa. Con 2,2 miliardi di dollari in cassa, la società mantiene un buffer significativo, ma la sua strategia di non incrementare la USD Reserve nell'ultima settimana indica una focalizzazione pressoché totale sull'accumulo di Bitcoin.
Sul mercato predittivo Myriad, i trader stanno prezzando una probabilità del 24% che Strategy venda parte dei propri Bitcoin nel corso dell'anno. Una scommessa che riflette l'incertezza su quanto a lungo la società possa sostenere questa strategia senza monetizzare almeno parzialmente le proprie posizioni, specialmente se Bitcoin dovesse entrare in un prolungato mercato orso. Con oltre 22.300 BTC aggiunti in una sola settimana, Strategy conferma il proprio ruolo di principale whale istituzionale, ma gli investitori osservano con attenzione se questo accumulo aggressivo continuerà anche sotto pressione dei mercati azionari.