Il mercato delle criptovalute si trova in una fase di turbolenza che sta mettendo in discussione la narrazione del Bitcoin come "oro digitale". Mentre l'oro fisico raggiunge nuovi massimi storici avvicinandosi alla soglia psicologica dei 5.000 dollari per oncia, Bitcoin (BTC) ha subito un brusco crollo sotto i 90.000 dollari, cancellando gran parte dei guadagni accumulati nel 2025. La divergenza tra i due asset tradizionalmente correlati emerge in un contesto geopolitico sempre più instabile, con le minacce tariffarie del presidente Trump che stanno innescando un sell-off generalizzato sugli asset americani e un indebolimento del dollaro USA.
La pressione sul Bitcoin si è intensificata dopo che Trump ha minacciato di imporre dazi aggiuntivi su otto alleati della NATO se la Danimarca non avesse accettato un accordo su Groenlandia. La criptovaluta ha perso quasi 6.000 dollari in pochi minuti, passando da 96.000 a poco più di 90.000 dollari. Alex Kuptsikevich, chief market analyst di FxPro, ha evidenziato come "l'intenzione di Donald Trump di trasformare gli USA nella capitale mondiale delle crypto ha reso il Bitcoin una sorta di asset americano, quindi il ritorno del trade 'sell America' ha rapidamente tolto il tappeto da sotto i piedi dei bull".
Il leggendario investitore miliardario Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha lanciato un avvertimento che risuona con forza nell'ecosistema crypto. Secondo Dalio, la recente debolezza del dollaro dimostra che il collasso da lui previsto della valuta americana come riserva mondiale "sta accadendo ora". Il Dollar Index ha perso quasi il 10% nell'ultimo anno, un segnale interpretato da molti analisti come il sintomo di un cambiamento epocale nell'ordine finanziario globale. Dalio ha sottolineato come "l'ordine monetario fiat esistente, l'ordine politico interno e l'ordine geopolitico internazionale si stiano tutti disgregando".
La performance recente di BTC sta sollevando interrogativi cruciali sulla sua effettiva funzione nel portafoglio degli investitori istituzionali. Carolane De Palmas, analista di ActivTrades, ha osservato che Bitcoin si sta comportando come un asset ad alto beta piuttosto che come una copertura, più simile ai titoli tecnologici che a un safe haven. Gli investitori istituzionali, che nell'ultimo anno hanno confermato di considerare Bitcoin un asset risk-on, stanno ora ricalcolando le proprie posizioni mentre l'incertezza geopolitica aumenta.
Sul fronte tecnico, i trader stanno monitorando attentamente la zona di supporto critica tra 90.000 e 87.000 dollari. Nic Puckrin, analista di asset digitali e co-fondatore di Coin Bureau, prevede ulteriori ribassi a meno che non intervengano acquirenti significativi, con "le incertezze e le paure intorno a Groenlandia che probabilmente peggioreranno prima di migliorare". Il prossimo livello di supporto forte si trova intorno agli 88.000 dollari, e una rottura sostenuta di questa soglia potrebbe innescare una cascata di liquidazioni che spingerebbe il prezzo verso zone ancora più basse.
Il contesto macroeconomico aggiunge ulteriore pressione al mercato crypto. Gli economisti di Barclays e Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo le previsioni sull'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) di dicembre, portandolo tra il 2,8% e il 2,9%, mentre BNP Paribas prevede un dato "significativamente" superiore al 2,7% dell'indice dei prezzi al consumo della settimana precedente. L'inflazione persistente sta alimentando timori di stagflazione senza precedenti, uno scenario in cui la crescita economica stagnante si combina con prezzi in rapida ascesa.
Mike Novogratz, investitore miliardario nel settore crypto che lancerà un hedge fund da 100 milioni di dollari nei prossimi mesi, mantiene una visione ottimistica di lungo termine, prevedendo che il prezzo di Bitcoin rimbalzerà "col tempo". Tuttavia, riconosce che il movimento dell'oro rappresenta un segnale importante: "Il prezzo dell'oro ci sta dicendo che stiamo perdendo lo status di valuta di riserva a un ritmo accelerato".
Dalio ha approfondito questa analisi durante il World Economic Forum di Davos, avvertendo che lo scontro politico sul controllo della Groenlandia potrebbe portare a una nuova fase di conflitto finanziario globale. "Al di là dei deficit commerciali e delle guerre commerciali, ci sono i capitali e le guerre sui capitali", ha dichiarato a CNBC. L'investitore ha evidenziato come, con l'erosione della fiducia, i paesi che detengono grandi quantità di dollari e Treasury USA potrebbero optare per non finanziare più i deficit statunitensi, che sono saliti alle stelle negli ultimi anni portando il debito nazionale oltre i 38 trilioni di dollari.
La divergenza tra oro e Bitcoin in questo frangente solleva questioni fondamentali sulla maturità del mercato crypto e sulla sua capacità di funzionare come riserva di valore durante periodi di stress sistemico. Mentre l'oro beneficia dello status consolidato di millenni come bene rifugio, Bitcoin deve ancora dimostrare di poter mantenere questa funzione in scenari di vera crisi geopolitica. La volatilità rimane elevata e gli analisti si aspettano che continui nelle prossime settimane, con il dato PCE di giovedì che potrebbe fungere da catalizzatore per ulteriori movimenti di prezzo in entrambe le direzioni.
Per i trader crypto, il contesto attuale rappresenta un test critico della resilienza del mercato. Se Bitcoin riuscirà a mantenere i livelli di supporto chiave e a riprendersi con volumi in aumento, ciò indicherebbe un movimento correttivo piuttosto che l'inizio di un drawdown più profondo. Tuttavia, la combinazione di pressioni macroeconomiche, tensioni geopolitiche e il comportamento da asset rischioso mostrato da BTC suggeriscono che la strada verso la ripresa potrebbe essere più lunga e accidentata del previsto, soprattutto se le guerre commerciali e valutarie continueranno a intensificarsi.