Il mondo crypto si interroga sulle implicazioni di lungo termine di una mossa senza precedenti: il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un'indagine penale contro Jerome Powell, presidente della Federal Reserve in carica. L'episodio, che ha immediatamente sollevato preoccupazioni sulla compromissione dell'indipendenza della banca centrale americana, potrebbe rappresentare un punto di svolta nella percezione di Bitcoin (BTC) come asset di rifugio contro l'instabilità delle istituzioni monetarie tradizionali. Mentre gli analisti valutano gli impatti immediati sui mercati, emerge un consenso crescente: se la separazione tra politica e politica monetaria dovesse venire meno, gli asset decentralizzati potrebbero guadagnare terreno come alternative strutturali al sistema dollaro-centrico.
La reazione iniziale dei mercati ha mostrato dinamiche interessanti per chi osserva il posizionamento degli asset rifugio. Oro e argento hanno registrato balzi rispettivamente del 2% e del 5%, mentre Bitcoin ha evidenziato un movimento più contenuto, salendo dell'1,7% fino a quota 92.000 dollari secondo i dati CoinGecko. Questa risposta relativamente moderata non deve però ingannare: gli operatori istituzionali stanno valutando le implicazioni di più lungo respiro piuttosto che reagire emotivamente nel brevissimo termine.
Jimmy Xue, co-fondatore e COO del protocollo quantitativo Axis, ha spiegato a Decrypt come questa situazione stia rafforzando la narrativa di Bitcoin come asset neutrale. "La sfida all'autonomia della banca centrale rinforza la narrazione di Bitcoin come un asset 'neutrale' che opera indipendentemente da dispute legali o politiche", ha dichiarato Xue. Il capitale istituzionale che considera BTC come copertura contro il rischio di influenze politiche sulla politica monetaria starebbe aumentando proprio in virtù di questa neutralità percepita.
Powell stesso ha confermato l'indagine domenica scorsa, precisando che si concentra su presunte dichiarazioni fuorvianti al Congresso riguardo un progetto di ristrutturazione della sede della Fed. Il presidente della banca centrale ha però definito queste accuse un semplice "pretesto", inquadrando l'inchiesta come un attacco diretto all'autonomia dell'istituzione. "Si tratta di stabilire se la Fed potrà continuare a fissare i tassi di interesse basandosi su evidenze e condizioni economiche, o se invece la politica monetaria sarà diretta da pressioni politiche o intimidazioni", ha affermato Powell con parole che hanno risuonato ben oltre Wall Street.
L'indagine è supervisionata da Jeanine Pirro, procuratrice per il Distretto di Columbia nominata dall'amministrazione Trump, un dettaglio che ha immediatamente scatenato reazioni politiche anche all'interno dello stesso partito repubblicano. Il senatore Thom Tillis, membro della Commissione Bancaria del Senato, ha condannato l'azione come un chiaro tentativo di minare l'indipendenza della Fed, promettendo di bloccare tutte le nomine alla banca centrale fino alla risoluzione della questione. Quinn Thompson, CIO di Lekker Capital, ha suggerito via Twitter che l'escalation potrebbe mirare a rendere la vita impossibile a Powell dopo la scadenza del suo mandato come presidente, potenzialmente creando un vuoto di leadership nell'istituzione.
Le implicazioni per il settore crypto vanno ben oltre le oscillazioni di prezzo di breve periodo. Tim Sun, senior researcher presso HashKey Group, ha definito la situazione un potenziale "precedente estremamente pericoloso". Se il caso del Dipartimento di Giustizia dovesse avere successo, si aprirebbe la possibilità che un presidente possa utilizzare l'autorità esecutiva e il sistema giudiziario per punire un presidente della banca centrale che non si allinea alle sue preferenze monetarie. Questo scenario metterebbe in discussione le fondamenta stesse del sistema dollaro, erodendo la fiducia nell'intero apparato del dollaro e dei Treasury statunitensi.
Nel breve termine, Sun prevede volatilità elevata piuttosto che un rally diretto. L'incertezza disancorerebbe le aspettative sui tassi, distorcendo la curva dei rendimenti e generando turbolenze su tutti gli asset rischiosi, Bitcoin incluso. Il cambiamento decisivo arriverebbe successivamente, dopo che i mercati avranno completato il repricing: a quel punto, BTC potrebbe evolversi a livello narrativo in una copertura istituzionale contro il rischio permanente di interferenze politiche sulla politica monetaria.
Lo sviluppo giuridico arriva in un momento delicato: la Fed dovrebbe confermare una nuova pausa sui tagli dei tassi il 28 gennaio prossimo. Il timing alimenta speculazioni su possibili pressioni dell'amministrazione Trump per ottenere decisioni più accomodanti sul fronte monetario. Per la comunità crypto, questo rappresenta l'ennesima conferma che la separazione tra potere politico e monetario, pilastro teorico del sistema fiat moderno, potrebbe essere meno solida di quanto immaginato.
Sun ha temperato le aspettative immediate, sottolineando come Bitcoin rimanga ancora legato al dollaro nel breve termine. Tuttavia, se l'indipendenza della Federal Reserve dovesse effettivamente venire compromessa, con conseguente forte deprezzamento del dollaro o perdita di controllo sulle aspettative dei tassi, allora il principale crypto-asset potrebbe davvero trovarsi di fronte al suo momento storico come alternativa sistemica alle valute fiat. La domanda che gli investitori si pongono ora non è se questo scenario sia possibile, ma quanto velocemente potrebbe materializzarsi e quanto i mercati siano pronti a prezzarlo nelle loro strategie di allocazione.