Nel crocevia tra intelligenza artificiale e mercati crypto si apre un capitolo inedito: per la prima volta, un'istituzione di ricerca ha sottoposto decine di modelli di IA a simulazioni economiche strutturate per scoprire quale forma di denaro preferiscono autonomamente. I risultati, pubblicati dal Bitcoin Policy Institute, stanno già alimentando il dibattito nella comunità crypto globale e italiana: su 36 modelli testati, 22 hanno scelto Bitcoin (BTC) come strumento monetario principale. Il dato più dirompente, tuttavia, è un altro: nessun modello ha selezionato la valuta fiat come prima scelta. Un segnale che va ben oltre la semplice curiosità accademica.
Lo studio ha coinvolto modelli sviluppati da sei dei principali laboratori di intelligenza artificiale al mondo: Anthropic, OpenAI, Google, DeepSeek, xAI e MiniMax. Ogni sistema è stato trattato come un agente economico autonomo, calato in 28 scenari distinti che replicano le quattro funzioni fondamentali del denaro — riserva di valore, mezzo di scambio, unità di conto e strumento di pagamento. L'architettura dell'esperimento è stata progettata per escludere qualsiasi forma di "anchoring bias", ovvero il condizionamento da suggestione: nessuna opzione predefinita, nessun indizio sul risultato atteso.
David Zell, presidente del Bitcoin Policy Institute, ha spiegato la genesi dell'iniziativa: "Le conversazioni sulle preferenze monetarie degli agenti IA erano fino ad oggi puramente speculative. Noi abbiamo voluto testarlo davvero." L'esperimento ha generato complessivamente 9.072 risposte, poi categorizzate da un sistema IA separato per garantire ulteriore neutralità nel processo di classificazione.
Analizzando i dati nel dettaglio, emerge una distinzione fondamentale per chi opera nei mercati crypto: BTC domina negli scenari di preservazione del valore a lungo termine, mentre le stablecoin — versione digitale agganciata al dollaro o ad altri asset stabili — vengono preferite nei contesti di scambio e liquidazione. Nelle simulazioni relative ai pagamenti, le stablecoin hanno raccolto il 53,2% delle preferenze contro il 36% di Bitcoin; nella funzione di settlement, il divario è 43% contro 30,9%. Un pattern che rispecchia, non casualmente, il comportamento reale degli utenti DeFi su protocolli come Uniswap o Aave.
Le differenze tra i laboratori rivelano dinamiche interessanti. I modelli di Anthropic (Claude) hanno mostrato la più alta preferenza per BTC, con una media del 68,0%. Seguono DeepSeek al 51,7% e Google al 43,0%. Più prudenti xAI con il 39,2%, MiniMax al 34,9% e OpenAI — con i suoi modelli GPT — fanalino di coda al 25,9%. Vale la pena notare che GPT, Grok di xAI e Gemini di Google tendono a privilegiare le stablecoin rispetto agli altri token, mentre Claude, DeepSeek e MiniMax convergono su Bitcoin come scelta primaria nel panorama crypto.
Zell ha tenuto a precisare i limiti metodologici dello studio, un aspetto cruciale per evitare interpretazioni distorte del mercato: "Le preferenze dei modelli linguistici di grandi dimensioni riflettono i pattern nei dati di addestramento, non previsioni sul mondo reale." In altre parole, sarebbe un errore usare questi risultati come segnali di trading o indicatori direzionali per il prezzo di BTC. Il mercato crypto resta guidato da fattori macroeconomici, liquidità e sentiment degli investitori umani, non dalle inclinazioni simulate di un chatbot.
Ciò che rende i risultati degni di attenzione, però, è la convergenza trasversale: sei laboratori indipendenti, con pipeline di addestramento radicalmente diverse e approcci distinti all'allineamento dei modelli, hanno prodotto lo stesso schema di fondo. "Non stiamo affermando che l'IA abbia scoperto la risposta giusta sul denaro", ha precisato Zell. "Stiamo dimostrando che un'architettura monetaria coerente emerge in modo ricorrente attraverso sistemi diversi, e questo merita di essere compreso."
Per la comunità crypto europea, questo studio si inserisce in un contesto normativo in rapida evoluzione. Con l'entrata in vigore del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) nell'Unione Europea, la distinzione tra Bitcoin come riserva di valore e stablecoin come strumenti di pagamento — emersa anche dalle simulazioni IA — trova una corrispondenza diretta nelle categorie regolamentari già definite da Bruxelles. Gli asset reference token e gli e-money token, disciplinati da MiCA, corrispondono esattamente agli strumenti che i modelli IA hanno selezionato per le funzioni di scambio e settlement.
Il tema degli agenti IA autonomi che operano nei mercati finanziari è destinato ad accelerare. Con la crescita dei protocolli di agent-to-agent payment e l'integrazione di wallet crypto nelle pipeline di intelligenza artificiale — come già sperimentato da alcune piattaforme su Ethereum (ETH) e Solana — la domanda su quale valuta questi agenti preferiranno nella realtà non è più fantascienza. Lo studio del Bitcoin Policy Institute costituisce una prima mappatura empirica di un territorio ancora inesplorato, e i prossimi step prevedibilmente porteranno test su scenari ancora più complessi, inclusi quelli che simulano condizioni di stress economico o instabilità valutaria, terreni su cui la narrativa di Bitcoin come "oro digitale" è storicamente più forte.