Il mercato delle criptovalute potrebbe aver già toccato il fondo durante il crollo di fine novembre, quando Bitcoin (BTC) è scivolato sotto i 90.000 dollari. Una metrica chiave utilizzata dagli analisti on-chain sta infatti segnalando quella che potrebbe essere l'ennesima conferma di un pattern ripetuto in ogni ciclo ribassista dal 2011 a oggi. Il rapporto tra l'offerta di Bitcoin detenuta in profitto dai cosiddetti short-term holder e quella in perdita ha raggiunto livelli estremi che storicamente hanno coinciso con i minimi di mercato più significativi. Per chi segue le dinamiche dei cicli di accumulo e distribuzione nel mondo crypto, questo indicatore rappresenta uno dei segnali più affidabili per identificare le zone di inversione di tendenza.
Secondo i dati forniti da Glassnode, uno dei principali provider di analytics on-chain, il 24 novembre scorso questo rapporto è precipitato a 0,013, un livello che in passato ha marcato sia bottom locali che minimi assoluti di mercato. La piattaforma classifica come short-term holder quegli investitori che detengono BTC da meno di 155 giorni, una categoria particolarmente sensibile alle oscillazioni di prezzo e spesso considerata il "denaro debole" che alimenta le capitolazioni nei momenti di panico.
Nel momento di massima pressione vendita di novembre, la media mobile a sette giorni dell'offerta di short-term holder in profitto è crollata a circa 30.000 BTC, mentre quella in perdita è schizzata a 2,45 milioni di BTC. Quest'ultimo dato rappresenta il livello più elevato dall'implosione di FTX nel novembre 2022, quando Bitcoin toccò il minimo a 15.000 dollari segnando uno dei momenti più bui della storia recente del settore crypto.
Il pattern storico che emerge dall'analisi delle precedenti occorrenze di questo segnale è particolarmente significativo. Nei cicli ribassisti del 2011, 2015, 2018 e 2022, ogni volta che il rapporto ha raggiunto questi livelli estremi, il mercato ha segnato un punto di inversione da cui è poi partita una nuova fase di accumulazione. La coerenza di questo indicatore attraverso oltre un decennio di storia Bitcoin suggerisce che la sua rilevanza non sia casuale ma rifletta dinamiche strutturali del comportamento degli investitori retail.
Dall'inizio del 2026, Bitcoin ha recuperato terreno salendo fino a circa 94.000 dollari, con un incremento superiore al 7% rispetto ai minimi. Durante questo rally, l'offerta degli short-term holder in perdita è scesa a 1,9 milioni di BTC, mentre quella in profitto è risalita drasticamente a 850.000 BTC, portando il rapporto a circa 0,45. Questa dinamica indica che una porzione significativa di investitori a breve termine sta gradualmente rientrando in territorio positivo.
L'aspetto più interessante dell'analisi riguarda il potenziale di ulteriore crescita. Storicamente, quando il rapporto si avvicina a 1, tende a superarlo e a continuare ad espandersi oltre quel livello, innescando contestualmente una fase rialzista sostenuta del prezzo di Bitcoin. Con il rapporto attualmente posizionato sotto 0,5, la metrica suggerisce che esista ancora margine considerevole per un'espansione prima di raggiungere l'equilibrio tra supply in profitto e in perdita.
Per quanto riguarda i massimi di mercato, l'analisi storica mostra che i top ciclici non si sono verificati fino a quando questo rapporto non ha raggiunto valori prossimi a 100. Questo dato fornisce una prospettiva importante per chi cerca di posizionarsi strategicamente nel ciclo attuale: se il pattern storico dovesse ripetersi, ci troveremmo ancora nelle fasi iniziali di una potenziale bull run, con ampio spazio di manovra prima di entrare in zona di surriscaldamento.
La concentrazione di offerta in perdita tra gli short-term holder rappresenta tradizionalmente un segnale di capitolazione, quando gli investitori meno convinti escono dal mercato proprio nei momenti di massimo pessimismo. Questo trasferimento di BTC da mani deboli a mani forti costituisce uno dei meccanismi fondamentali di accumulo che precedono le grandi fasi rialziste nel mercato crypto. La resilienza mostrata da Bitcoin nel rimbalzare dai livelli di novembre, nonostante il contesto macroeconomico incerto e la pressione regolatoria globale, conferma che la domanda di lungo periodo rimane strutturalmente solida.
Gli investitori più esperti nel settore crypto utilizzano questo tipo di metriche on-chain come complemento all'analisi tecnica tradizionale, proprio perché forniscono insight unici sulla distribuzione della supply e sul comportamento aggregato dei diversi cluster di holder. A differenza dei mercati tradizionali, la trasparenza della blockchain Bitcoin permette di analizzare in tempo reale questi flussi, offrendo un vantaggio informativo significativo a chi sa interpretare correttamente i dati. Naturalmente, come per qualsiasi indicatore, la prudenza rimane d'obbligo: i pattern storici offrono una guida ma non garantiscono che il futuro replicherà esattamente il passato, soprattutto in un mercato volatile come quello delle criptovalute.