Il settore crypto si trova di fronte a un cambio di paradigma che potrebbe ridefinire le strategie di investimento degli operatori di mercato. Secondo l'ultimo report di VanEck, il tradizionale ciclo quadriennale di Bitcoin, storicamente legato agli eventi di halving, sarebbe definitivamente superato, costringendo gli investitori a rivedere i propri modelli di analisi e a concentrarsi maggiormente sui flussi istituzionali e sulla liquidità macro. La casa d'investimento americana ha inoltre adottato una posizione cautelativa sul breve termine per il mercato crypto, contrapponendola a segnali decisamente più rialzisti su asset tradizionali come l'oro e i titoli legati all'intelligenza artificiale, evidenziando una divergenza strategica che merita particolare attenzione.
Bitcoin (BTC) scambia attualmente intorno ai 92.000 dollari, registrando un incremento dell'1,8% nelle ultime 24 ore ma un calo dell'1,9% su base settimanale secondo i dati di CoinGecko. VanEck raccomanda prudenza per i prossimi tre-sei mesi, ritenendo che il prolungamento dell'attuale bull run abbia complicato i segnali di breve periodo. Tuttavia, questa visione non è unanime all'interno della società: Matthew Sigel, responsabile della ricerca sugli asset digitali, e il portfolio manager David Schassler mantengono una prospettiva "più costruttiva sul ciclo immediato", evidenziando un dibattito interno ancora aperto.
"L'idea di un ciclo Bitcoin pulito di quattro anni si è chiaramente disgregata", ha dichiarato a Decrypt Rachel Lin, CEO di SynFutures. "La partecipazione istituzionale, gli ETF e i flussi macro-driven contano ora più delle narrative legate all'halving". Questa affermazione sottolinea come il mercato crypto stia subendo una trasformazione strutturale, passando da dinamiche prevalentemente retail e cicliche a logiche istituzionali più sofisticate, dove i fattori macroeconomici giocano un ruolo predominante rispetto agli eventi tecnici della blockchain.
Gli investitori stanno progressivamente adeguando i loro posizionamenti, aumentando le allocazioni sia su Bitcoin spot che su derivati come parte di strategie di portafoglio più ampie, piuttosto che cercare di individuare picchi e minimi ciclici. Gracy Chen, CEO di Bitget, conferma questa tendenza: gli operatori crypto stanno abbandonando l'approccio speculativo di breve termine per abbracciare logiche di asset allocation più tradizionali, tipiche degli investitori istituzionali. Questa evoluzione rappresenta un segnale di maturità del settore, ma anche una sfida per i trader retail abituati a operare secondo i classici pattern ciclici.
La posizione cautelativa di VanEck sul crypto si contrappone nettamente al suo orientamento positivo su altri asset rischiosi. L'asset manager considera i titoli legati all'intelligenza artificiale "più attraenti oggi" rispetto ai massimi di ottobre, dopo una recente correzione che avrebbe creato opportunità di ingresso. Ancora più significativa è la view sull'oro, che VanEck vede riemergere come "valuta globale leader", sostenuto dalla domanda delle banche centrali. Il metallo prezioso scambia attualmente intorno ai 4.615 dollari, vicino ai massimi storici, e sul mercato predittivo Myriad gli utenti attribuiscono una probabilità dell'82% che raggiunga i 5.000 dollari prima che Ethereum (ETH) tocchi lo stesso traguardo.
L'analisi arriva in un momento di crescente incertezza politica, con implicazioni potenzialmente dirompenti per il panorama degli investimenti. La causa intentata dal Dipartimento di Giustizia contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell solleva interrogativi sull'indipendenza della banca centrale americana, un tema che potrebbe accelerare la diversificazione verso asset non sovrani. "Se l'indipendenza della Fed venisse seriamente messa in discussione, potrebbe accelerare la diversificazione verso asset non sovrani", ha affermato Lin, suggerendo che Bitcoin potrebbe beneficiarne insieme all'oro, ridefinendo potenzialmente il suo status di copertura monetaria.
Questa dinamica evidenzia una delle tesi fondamentali del mondo crypto: Bitcoin come riserva di valore non correlata alle decisioni delle autorità monetarie centrali. Se le istituzioni tradizionali dovessero perdere credibilità, il posizionamento narrativo di BTC come "oro digitale" potrebbe acquisire nuova rilevanza, superando la fase attuale in cui domina ancora un certo scetticismo da parte degli osservatori tradizionali. L'oro, che Lin descrive come allocazione per "stabilità e preservazione del capitale piuttosto che per rendimenti eccezionali", potrebbe quindi condividere con Bitcoin una rinnovata domanda come copertura contro l'instabilità sistemica.
Il mercato si trova dunque di fronte a un bivio interpretativo: da un lato la rottura dei modelli ciclici tradizionali richiede nuovi framework analitici, dall'altro l'evoluzione del contesto macro e geopolitico potrebbe creare condizioni favorevoli per una riaffermazione della narrativa di Bitcoin come asset rifugio. Gli investitori dovranno probabilmente abbandonare gli schemi del passato e abbracciare un approccio più dinamico, in cui i fattori istituzionali, regolamentari e macroeconomici assumono un peso crescente rispetto ai semplici pattern tecnici o agli eventi on-chain. La capacità di navigare questa transizione determinerà il successo delle strategie crypto nei prossimi trimestri, mentre il mercato attende segnali più chiari sulla direzione della liquidità globale e sull'evoluzione del quadro normativo.