Il mercato delle criptovalute si trova in una fase cruciale, sospeso tra segnali tecnici di ripresa e un passaggio normativo che potrebbe rivelarsi decisivo per l'adozione istituzionale. Mentre Bitcoin (BTC) mostra segni di uscita dalla fase più critica secondo le metriche on-chain, è l'evoluzione legislativa al Senato americano sul Digital Asset Market Clarity Act a catalizzare l'attenzione degli operatori. Il voto previsto per giovedì in commissione potrebbe rappresentare, secondo gli analisti di Benchmark, "l'inizio della fine del limbo regolamentare delle criptovalute". Una chiarezza normativa attesa da anni che potrebbe sbloccare flussi di liquidità istituzionale fino ad oggi rimasti ai margini del settore.
Sul fronte tecnico, Bitcoin sta mostrando resilienza dopo settimane difficili. Il prezzo della principale criptovaluta si mantiene sopra gli 87.700 dollari, livello che rappresenta la media degli investitori attivi, sebbene rimanga distante dai 98.900 dollari di costo base per i possessori a breve termine. Timothy Misir, responsabile ricerca di Blockhead Research Network, interpreta questa configurazione come un segnale positivo: la pressione di vendita forzata si sta riducendo, anche se permane una significativa resistenza rappresentata dall'offerta pendente.
Gli ETF su Bitcoin hanno inaugurato la settimana con afflussi netti per 116,7 milioni di dollari, secondo i dati SoSoValue, un segnale che conferma l'interesse degli investitori tradizionali nonostante la volatilità. A sostenere il sentiment hanno contribuito i dati sull'inflazione americana, risultati inferiori alle attese, e l'ottimismo crescente attorno alla proposta legislativa modificata che potrebbe finalmente fornire un quadro regolamentare chiaro per gli asset digitali.
Tuttavia, non mancano fattori di incertezza. Farzam Ehsani, CEO di VALR, definisce "paradossale" la situazione legata all'indagine sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Tradizionalmente, l'indebolimento della fiducia nella politica monetaria del dollaro spinge gli investitori verso asset decentralizzati come copertura contro rischi politici e valutari. Ma le manovre politiche improvvise stanno aumentando l'instabilità sistemica, innescando deflussi a breve termine dagli asset rischiosi e dai mercati ad alta volatilità come quello crypto.
Ehsani invita gli investitori a esercitare estrema cautela nelle prossime settimane, poiché il mercato delle criptovalute potrebbe reagire bruscamente all'esito del conflitto istituzionale. "Se la Fed mantiene la posizione, il mercato potrebbe tornare al suo scenario fondamentale. Se la Casa Bianca riuscisse a imporre un taglio dei tassi e lanciare misure di stimolo, bitcoin e oro potrebbero registrare un'impennata", ha dichiarato il CEO di VALR.
Sul fronte normativo, gli analisti di Benchmark sottolineano che la chiarezza regolamentare è il prerequisito fondamentale per l'adozione istituzionale sia dei token crypto che delle azioni legate al settore. Secondo la loro analisi, tale chiarezza sbloccherebbe un livello di liquidità che solo le istituzioni possono fornire, e la liquidità è il fondamento su cui si costruiscono valutazioni sostenibili per le criptovalute. Il voto di giovedì in commissione rappresenta quindi un banco di prova cruciale per il futuro del settore negli Stati Uniti.
Non tutti condividono l'ottimismo. Nic Puckrin, cofondatore di Coin Bureau, ha dichiarato di "non trattenere il respiro" in attesa dell'approvazione del disegno di legge questo mese. L'esperto non si sorprenderebbe di ulteriori ritardi mentre i membri della commissione confrontano le implicazioni degli emendamenti proposti. Eventuali rinvii peserebbero significativamente su un mercato degli asset digitali che fatica a trovare slancio da mesi, ancora alle prese con le conseguenze del periodo bearish e la mancanza di catalyst decisivi. Nelle prossime ore, l'attenzione degli operatori sarà totalmente concentrata sugli sviluppi del Senato, in quella che potrebbe rivelarsi una settimana spartiacque per l'intero ecosistema crypto.