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Criptovaluta unisce fede e finanza in nuova offerta

Tempo di lettura 5 min
Serena Bianchi
Di Serena Bianchi
Criptovaluta unisce fede e finanza in nuova offerta

Il mondo delle criptovalute si prepara ad accogliere una nuova stablecoin con una missione decisamente particolare: mettere la tecnologia blockchain al servizio della carità cattolica e delle comunità religiose. Catholic USD, progetto sviluppato dall'imprenditore Eddie Cullen, rappresenta un esperimento inedito che unisce finanza decentralizzata e dottrina sociale della Chiesa, puntando a trasformare le donazioni internazionali e a generare rendite destinate ai più poveri. L'iniziativa arriva in un momento in cui la Chiesa cattolica sta iniziando timidamente ad esplorare le potenzialità della tecnologia crypto, con alcune realtà religiose già attive nell'accettare Bitcoin (BTC) per le offerte.

Catholic USD è una stablecoin collegata al dollaro americano in rapporto 1:1, pensata specificamente per facilitare le transazioni verso parrocchie, università cattoliche, ospedali e organizzazioni no-profit. La scelta di una stablecoin anziché di asset volatili come Bitcoin risponde alla necessità di garantire prevedibilità nei valori donati, eliminando il rischio di fluttuazioni di prezzo che caratterizza le criptovalute tradizionali. Il lancio era previsto per dicembre scorso e si inserisce in un contesto più ampio di riflessione cattolica sulle implicazioni morali delle nuove tecnologie finanziarie.

Il vero elemento distintivo del progetto risiede nel modello economico sottostante. Tutti i token Catholic USD non utilizzati per transazioni verranno depositati su BitGo, una piattaforma di gestione di asset digitali che genera rendimenti. A differenza del sistema bancario tradizionale, Cullen ha annunciato l'intenzione di devolvere il 100% dello yield generato al Catholic Global Mercy Trust, che ridistribuirebbe i fondi per iniziative contro la povertà globale, scuole e ospedali cattolici. Le proiezioni fornite dall'imprenditore indicano che con una circolazione di 1 miliardo di dollari in Catholic USD, si potrebbero generare fino a 40 milioni di dollari annui in donazioni automatiche.

Con una circolazione di 1 miliardo di dollari, Catholic USD potrebbe generare 40 milioni annui in beneficenza automatica attraverso lo yield farming

L'adozione delle criptovalute nella Chiesa cattolica rimane ancora limitata ma in crescita. Le Benedictines of Mary, Queen of Apostles sono state tra le prime comunità religiose a configurare wallet digitali per ricevere donazioni in Bitcoin destinate alla costruzione di una cappella nel Missouri meridionale, secondo quanto riportato da Bitcoin Magazine. Devin Rose, autore cattolico specializzato in crypto, sottolinea come questa apertura sia fondamentale: quando i fedeli che possiedono Bitcoin devono prima convertire i loro asset in dollari per donare, perdono valore nelle commissioni di conversione e nelle imposte sulle plusvalenze, riducendo l'importo effettivo che raggiunge la Chiesa.

Matthew Pinto, fondatore di Ascension Press e organizzatore della prima conferenza cattolica sulle criptovalute nel 2022, invita la Chiesa ad approcciare queste tecnologie con "apertura speranzosa". Secondo Pinto, i cattolici dovrebbero considerare ogni nuova tecnologia come potenziale strumento nel piano divino, pur mantenendo la necessaria prudenza. Questa posizione riflette un dibattito più ampio: mentre tecnologie come l'intelligenza artificiale o il bioengineering sollevano preoccupazioni etiche sulla dignità umana, la blockchain viene vista da alcuni come opportunità per democratizzare l'accesso ai servizi finanziari.

Il vantaggio principale della tecnologia blockchain per le donazioni internazionali risiede nella tracciabilità e velocità delle transazioni. Grazie alla natura trasparente dei registri distribuiti, è possibile verificare che i fondi vengano effettivamente utilizzati per lo scopo previsto, riducendo il rischio di corruzione o dispersione che affligge talvolta i canali tradizionali di beneficenza. Le transazioni avvengono inoltre in pochi minuti anziché giorni, eliminando gli intermediari bancari e i relativi costi.

Brantly Millegan, figura nota nella community di Ethereum (ETH), collega questa innovazione alla tradizione cattolica di vedere l'invenzione tecnologica come espressione della scintilla divina nell'umanità. Millegan evidenzia come le crypto stiano già aprendo opportunità finanziarie per popolazioni "unbanked" nel mondo, quelle escluse dal sistema bancario tradizionale che in Occidente viene dato per scontato. Il fenomeno delle stablecoin in particolare sta crescendo nei paesi in via di sviluppo come alternativa a valute nazionali instabili.

La questione si intreccia con riflessioni filosofiche più profonde sulla natura del denaro. Eric Sammons, editore di Crisis Magazine e autore del libro "Moral Money: The Case for Bitcoin", sostiene che Bitcoin rappresenti "il denaro più morale mai creato". Secondo l'analisi di Sammons, tre proprietà determina la moralità di una valuta: verificabilità, scarsità e indipendenza. Il denaro fiat governativo fallirebbe su scarsità e indipendenza, mentre Bitcoin eccellerebbe in tutti e tre gli aspetti grazie al limite fisso di 21 milioni di unità e alla natura decentralizzata della rete.

Questa prospettiva libertaria sul denaro, diffusa tra i Bitcoin maximalist, contrasta però con la scelta di Cullen di una stablecoin ancorata proprio al dollaro, valuta fiat per eccellenza. La decisione riflette probabilmente considerazioni pragmatiche: mentre Bitcoin può fungere da riserva di valore a lungo termine, la volatilità lo rende meno adatto per transazioni quotidiane e budget prevedibili necessari alle organizzazioni no-profit. Il modello di Catholic USD cerca di combinare stabilità operativa con i vantaggi della tecnologia blockchain.

L'iniziativa si colloca in un panorama regolamentare in evoluzione. Mentre negli Stati Uniti il framework normativo sulle stablecoin resta frammentario, in Europa il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) stabilirà requisiti stringenti per l'emissione e gestione di questi asset. Catholic USD, operando con un custode regolamentato come BitGo e mantenendo riserve 1:1 in dollari, dovrebbe rientrare nei parametri richiesti, ma dovrà comunque navigare un contesto normativo complesso per operare a livello globale.

La visione di Cullen resta focalizzata sulla dimensione sociale: "Non ho bisogno di un'altra banca che tragga profitti dai poveri. Serve qualcosa che allevia la sofferenza umana – persone che hanno bisogno di riparo, acqua, cibo". L'approccio sottolinea come la tecnologia blockchain, nata come reazione libertaria alla crisi finanziaria del 2008, possa essere riappropriata per finalità solidaristiche. Resta da vedere se Catholic USD riuscirà a raggiungere l'adozione di massa necessaria per generare i rendimenti prospettati e se altre denominazioni religiose seguiranno questo modello innovativo di fundraising decentralizzato.

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