Il mondo crypto si interroga sulla possibilità di un superciclo nel 2026, e Changpeng Zhao, meglio conosciuto come CZ, fondatore di Binance, ha condiviso la sua visione in un'intervista che sta facendo discutere la community. Mentre molti analisti istituzionali e trader su Crypto Twitter dibattono sull'imminenza di una nuova fase rialzista strutturalmente diversa dalle precedenti, l'ex CEO dell'exchange più grande al mondo per volumi sostiene che le fondamenta dell'ecosistema siano oggi radicalmente più solide rispetto ai cicli del 2017 e 2021. La convergenza tra adozione istituzionale, chiarezza normativa e infrastrutture mature potrebbe creare le condizioni per una crescita sostenuta che non si basa più sulla speculazione pura, ma su casi d'uso concreti e scalabili a livello globale.
La posizione di CZ è particolarmente rilevante nel dibattito sul superciclo perché si distacca dalla retorica puramente rialzista. L'imprenditore cinese-canadese preferisce parlare di cambiamento strutturale piuttosto che di superciclo, sottolineando come la crescita attuale sia guidata da "sistemi che funzionano realmente su scala globale" invece che da narrative speculative. Questa distinzione è cruciale per gli investitori: mentre i precedenti bull market erano alimentati da FOMO e promesse non mantenute, il prossimo potrebbe caratterizzarsi per un'espansione guidata da metriche fondamentali come utenti attivi, Total Value Locked (TVL) e integrazione con la finanza tradizionale.
Interessante notare come CZ abbia scelto il 2026 non solo per ragioni tecniche ma anche simboliche, riferendosi all'Anno del Cavallo nel calendario cinese e all'adozione personale di un cavallo chiamato Tianma, storicamente simbolo di fortuna. Questa commistione tra analisi macro e riferimenti culturali riflette l'approccio orientale agli investimenti, dove tempistiche e cicli cosmici si intrecciano con considerazioni più pragmatiche. Per il mercato crypto, tradizionalmente influenzato da narratives e simbolismi, questo tipo di dichiarazioni può avere un impatto non trascurabile sul sentiment.
Sul tema della regolamentazione, la posizione di CZ capovolge la narrativa dominante tra i maximalisti crypto. Mentre molti vedono le normative come una minaccia all'innovazione, il fondatore di Binance sostiene che "la regolamentazione non uccide l'innovazione, la filtra". Questa visione è particolarmente rilevante per il mercato europeo, dove il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) sta progressivamente fornendo il quadro normativo che CZ ritiene necessario per sbloccare capitale istituzionale su larga scala. Fondi sovrani, family office e imprese tradizionali necessitano di certezza giuridica prima di allocare capitali significativi nel settore.
La distinzione tra retail e capitale istituzionale rappresenta uno dei punti chiave dell'intervista. CZ prevede un riequilibrio nella prossima fase del mercato, con una presenza più bilanciata tra investitori retail e professionali. Mentre i cicli precedenti erano dominati da piccoli investitori attratti da promesse di guadagni rapidi, il 2026 potrebbe vedere una maggiore sofisticazione dell'ecosistema, con più sviluppatori attivi, più real-world asset tokenizzati e primitive finanziarie che risolvono problemi concreti. Questo è particolarmente rilevante per il mercato italiano, storicamente più cauto e orientato verso investimenti regolamentati.
Sulla questione centralizzazione versus decentralizzazione, CZ adotta una posizione pragmatica che contrasta con il purismo ideologico di molti crypto-native. L'ex CEO di Binance sostiene che centralized exchange (CEX) e decentralized exchange (DEX) non siano in competizione ma complementari: i primi facilitano l'onboarding e forniscono liquidità, i secondi garantiscono trasparenza e resilienza. Questa visione di integrazione piuttosto che di sostituzione riflette l'evoluzione del settore verso modelli ibridi, dove user experience e sicurezza prevalgono sull'ortodossia tecnologica.
Per quanto riguarda le narrative di mercato, CZ prevede un'evoluzione dalle memecoin e dagli NFT verso utility concrete come pagamenti transfrontalieri, yield farming sostenibile e identità digitale. Questo non significa che le meme scompariranno—rimangono parte integrante della cultura crypto—ma che non definiranno più l'intero ecosistema come è accaduto in fasi precedenti. La maturazione del settore si riflette proprio in questa diversificazione di casi d'uso, dove protocolli DeFi maturi coesistono con esperimenti più speculativi.
Il consiglio di CZ agli investitori è sorprendentemente conservativo per gli standard crypto: concentrarsi sull'apprendimento piuttosto che sulla previsione dei cicli. L'approccio "build skills, build products, build conviction" richiama la filosofia del building in bear market che ha caratterizzato i progetti crypto di successo. Questo messaggio è particolarmente importante nel contesto italiano, dove la cultura finanziaria tradizionale tende a privilegiare strategie di lungo periodo rispetto al trading speculativo. La volatilità di breve termine, secondo CZ, è inevitabile, ma la traiettoria di lungo periodo rimane intatta e anzi si rafforza.
La convergenza di fattori che CZ identifica per il 2026—onboarding istituzionale maturo, riduzione delle friction normative e adozione reale nei pagamenti e nella finanza on-chain—richiede anni di preparazione, non mesi. Questa timeline estesa suggerisce che il posizionamento strategico per il prossimo ciclo dovrebbe iniziare adesso, durante periodi di minore attenzione mediatica. I progetti che stanno costruendo infrastrutture solide oggi saranno quelli che cattureranno valore quando l'attenzione del mercato tornerà a crescere. Per gli investitori europei, questo significa valutare con attenzione quali protocolli stanno effettivamente risolvendo problemi reali piuttosto che inseguire l'ultima narrative di breve termine.